Il Pilota Di Hiroshima

Testo Il Pilota Di Hiroshima:

Fuori nel mondo chissà dove

o su nel cielo fra gli eterni eroi,

la nel fondo di un profondo eterno

vive un uomo vive il suo inferno.

 

La sua bocca più non parla,

le sue notti non le dorme più,

sta nascosto dietro il suo pensiero,

muore un uomo muore il vero.

 

Il pilota di Hirioshima un duro

alla maniera di John Wayne

Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,

ma negli occhi quel bimbo sulla terra.

 

Fuori nel mondo chissà dove,

nel riflesso del cielo nello stagno

striscia ancora la scia di vapore

del suo aereo e di quelle ore.

 

Il pilota di Hirioshima un duro

alla maniera di John Wayne

Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,

ma negli occhi quel bimbo sulla terra.

 

Sente battere le ali,

sente il freddo tutto intorno a sé,

vede luce di luce più abbagliante

di quel sole esploso in un istante

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Il Profumo Del Mare

Testo Il Profumo Del Mare:

Nelle sere d’ottobre ci ritroveremo,

avvolti nel profumo del mare,

a parlare ancora di questa vita,

alle sue promesse mai mantenute,

e ad asciugare queste lacrime,

e forse amico, capirai,

che ho ancora bisogno di te,

ancora, bisogno di te,

e penso alle riserve indiane,

agli accampamenti degli zingari,

lontano dalle loro radici,

si specchiano in antichi racconti,

che hanno ancora il profumo del mare,

ancora, il profumo del mare,

e se domani e se domani,

il Sole sarà nel cielo,

lo guarderò, oh si, lo guarderò,

e se domani e se domani,

ci ritroveremo insieme a cantare,

quelle melodie che hanno

il profumo del mare, il profumo del mare.

 

Nelle sere d’ottobre ci ritroveremo,

avvolti nel profumo del mare,

a parlare ancora di questa vita,

alle sue promesse mai mantenute,

e forse amico, capirai,

che ho ancora bisogno di te,

e penso a te, mio piccolo amore,

alla dolcezza del tuo sorriso,

ed al mattino che ci risveglia,

per te dipingerà un arcobaleno,

che avrà i colori, ed il profumo del mare,

i colori, ed il profumo del mare…

e se domani e se domani,

il Sole sarà nel cielo,

lo guarderò, oh si, lo guarderò,

e se domani e se domani,

ci ritroveremo insieme a cantare,

quelle melodie che hanno

il profumo del mare, il profumo del mare.

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Il Re Nudo

Testo Il Re Nudo:

Ma non fai un po’ fatica dietro quella giacca scura

con quel cappio al collo scusa non hai pietà di te

e non vedi quel sorriso da campagna elettorale

e che dire della tua voce coscienziosa e impersonale

se a te bastano i trionfi dentro un regno di cartone

a noi invece serve un senso serve un’emozione

il fatto è che come tutti tu sei spoglio sotto il sole.

 

Il re è nudo ma il re non lo sa

lui cammina tra la gente e saluta sorridendo

il re è nudo ma la verità

è che al re piace giocare con il suo scudo spaziale

il re è nudo ma la verità

è che nessuno lo può dire a sua maestà.

 

Ho solo voglia di parlare non ti chiedo un’opinione

e nemmeno la ragione della tua tranquillità

io vorrei rendermi conto dove guardi e cosa vedi

e con quei quattro resti ce la fai a montare un cuore

per favore lascia stare ti difendi dal dolore.

 

Il re è nudo ma il re non lo sa

lui cammina tra la gente e saluta sorridendo

il re è nudo ma la verità

è che al re piace giocare con il suo scudo spaziale

il re è nudo ma la verità

è che nessuno lo può dire a sua maestà.

 

Ma tu guarda che sorriso da campagna elettorale

a lui bastano i trionfi dentro un regno di cartone

a noi invece serve un senso fosse una rivoluzione.

 

Il re è nudo ma il re non lo sa

lui cammina tra la gente e saluta sorridendo

il re è nudo ma la verità

è che al re piace giocare con il suo scudo spaziale

il re è nudo ma la verità

è che nessuno lo può dire a sua maestà.

 

Il re è nudo ma il re non lo sa

lui cammina tra la gente e saluta sorridendo

il re è nudo ma la verità

è che al re piace giocare con il suo scudo spaziale

Il re è nudo ma il re non lo sa

lui cammina tra la gente e saluta sorridendo

il re è nudo ma la verità

è che al re piace giocare con il suo scudo spaziale

il re è nudo, nudo… il re è nudo, nudo

il re è nudo, nudo… il re è nudo, nudo

a te bastano trionfi dentro un regno di cartone

a noi invece serve un senso serve un’emozione.

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Il Mattino Dopo

Testo Il Mattino Dopo:

Stai con me

prima che tutto passi,

stai con me

prima che i miei occhi

si chiudano,

solo tu puoi aprirli

e dare ancora un po’ di vita,

solo tu puoi aprirli

col tuo splendido sorriso,

che sollevi il buio del mio passato,

se l’amore avesse

un nome sarebbe il tuo.

 

Oramai non ho

più tempo da buttare,

devo custodire

tutto quello che mi rimane,

voglio attimi che

durino per sempre,

che vada o che non vada

comunque sto sentendo,

mentre prima non sentivo

e anche quando

sentivo sbagliavo io.

 

Mi sto rimettendo in gioco,

non ci sono regole,

le mie, le tue,

tu sei disposta o no,

lasciati prendere o lasciami andare,

ma non lasciarmi senza risposte.

 

Ero solo anche in mezzo a tanti,

ero solo, con solo paure davanti,

oggi sono pronto ad affrontarle,

oggi ho imparato ad andare avanti,

ma qualunque sia la tua risposta,

tanto domani sarà…

un mattino dopo.

 

Mi sto rimettendo in gioco,

non ci sono regole,

le mie, le tue,

tu sei disposta o no,

 

Lasciati prendere o lasciami andare,

ma non lasciarmi senza risposte.

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Il Mongolo

Testo Il Mongolo:

Non so se ricordate quel ragazzo traviato

quello lungo con lo sguardo estraniato,

quello che veniva al bar alla sera

e tutti lo chiamavano mongolfiera,

quello che di lui la gente diceva

“Quello è un mongolo che fa solo fiera!”

 

Si racconta ancora quando a scuola

andavano tutti dietro i tempi allora

butto nei cessi un sacco di cemento

apri il rubinetto allago il casamento

si ritirò e scontò la condanna

e festeggio con fragole e panna.

 

Viveva solo in casa con la mamma

e alla mattina vedeva la Gianna,

nel pomeriggio giocava ai soldatini,

ma la notte vendeva ai giardini,

fece carriera e diventò ligera,

ma lo chiamaron mongol senza fiera.

 

Fece presto una collocazione,

tagliava il fumo col calco di mattone

la sua ero era naftalina

e i suoi tiri tutti metadrina,

fece carriera e diventò canaglia,

ma lo chiamaron mongoltaglia.

 

Il più bel colpo della sua carriera

è stato quello che l’ha messo in galera

quando la pula l’ha trovato un giorno

diceva: “La roba toglie il medico di torno!”

la sua carriera si sgonfiò di colpo

e tutti lo chiamavan mongolstolto.

 

La gente dice che dentro al parlatorio

mongol racconta la storia di quel giorno

quando la pula pensò fosse strano

vedendo due seduti a cavalcioni sul ramo,

erano due della banda dei giardini

dicevano convinti d’essere uccellini.

 

La sua carriera si sgonfiò di botto

e tutti lo chiamaron mongolrotto.

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Il Muro

Testo Il Muro:

Portavi la chitarra sulle spalle come un fucile,

cantavi le canzoni, gli esi che la gente non sapeva,

dicevi che il mondo domani cambierà.

 

Qualcuno ti amava, la gente non ti capiva,

pensava al pane e alle code sulle strade,

dove il gelo fermava anche gli orologi.

 

Portavi la chitarra sulle spalle come un fucile,

pronto a sparare quattro note da sbagliare un SOL,

quella notte scura non c’era nessuno

facile pensare ad un altro mondo.

 

Il tuo corpo diventò un acrobata

e quel salto giù nel vuoto finì,

ma quella notte qualcuno sparò

nella mano stringevi una pietra…

una pietra venuta dal muro…

dal muro dell’ est.

 

Ora il mondo è cambiato

la gente ci passa in quel posto,

ma se guardo per terra

in mezzo a quei sassi

c’è ancora una pietra

che porta una storia.

 

Chi ti raccolse al mattino dice che

negl’occhi avevi il gelo,

la chitarra era ancora avvolta

al tuo corpo.

 

Il tuo corpo diventò un acrobata

e quel salto giù nel vuoto finì,

ma quella notte qualcuno sparò

nella mano stringevi una pietra…

una pietra venuta dal muro…

dal muro dell’ est.

 

Il tuo corpo diventò un acrobata

e quel salto giù nel vuoto finì.

Il tuo corpo diventò un acrobata

e quel salto giù nel vuoto finì.

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Il Musicista

Testo Il Musicista:

Ricordo ancora tutto, come una vecchia storia, di nobili,

plebei e feudatari, lontana come l’anima dal reo o il tempo

da un pensiero che grida forte la sua identità e che non finirà

come non può finire l’eterno.

 

Che invece di sprezzanti ideali di potere, di dollari, di Mercedes

e di stragi, di golpe, di campagne elettorali, misteri e

Quirinale, si spiega con ben altre soluzioni

che a quella gente là sulle poltrone stan sui coglioni.

 

Ma cosa sto dicendo, che razza di discorso, possibile che

ancora non me ne renda conto, che quel che è stato è stato,

che non c’è più riscontro tra quello che vorremmo è ciò a cui

andiamo incontro.

 

Tra vivere felici anche non proprio come dive

e tante condizioni in cui si sopravvive,

e ancora tra paradisi di boschi, fiori e rivi,

e ozono, marmitte, diossina e detersivi.

 

Io proprio non capisco il falso della gente,

che a tutti i costi vuole dimostrare,

foggiando l’apparenza che conviene, di esser gente bene

e che in fondo non c’è più gran differenza

fra loro, l’avvocato, lo stilista o l’eminenza.

 

E la televisione libro sempre aperto,

delle tangenti sa dirci quasi tutto

delle storie di famiglie puritane, di scandali e sottane,

ma quel che è importante si è taciuto,

Non è occultamento di notizia, m giornalismo muto.

 

Ma di che sto parlando io me ne rendo conto,

che in fretta o all’incontrario sta già girando il mondo,

che ormai ogni valore ha già toccato il fondo,

e che ogni musicista, dicono, sia un parassita immondo.

 

Ma allora, a questo punto, che cosa dovrem dire

noi che mitra e bombe non riusciam a concepire

ci spiace che la gente sia costretta a subire

sperando almeno che chi è insoddisfatto, ci stia a sentire

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Il Libero

Testo Il Libero:

Gli hanno tolto la patente con la scusa che

è entrato con la macchina dentro al buffèe,

ma lui non si da per vinto, non si arrende

è matto.

 

Non ha voglia di resistere alla sua pazzia

nel suo comodo rifugio si giustifica

non mi fate lavorare non sopporto alcuna

critica.

 

Non ha fatto il militare è rimasto qui

non sopportava di dire: “Signor sì!”,

ma lui viaggia con la mente, gli sembra

di volare viaggia dentro.

 

Voi chiamatela pazzia se vi piace così

questo mondo gli fa orrore e lo evita

lui si imbosca sotto il letto e non si pente

mai.

 

Fanno giri di parole per confonderlo

non è facile fregarli sono subdoli,

ma con qualche stravaganza

li costringerà a rinunciare.

 

Lui non va a lavorare è perché

un matto non può, se gli offrono

un impiego risponde: “No!”,

ma lui viaggia con la mente gli sembra

di volare viaggia dentro.

 

Matto sarà chi non capisce la pazzia

di non aver saputo guardarsi attorno,

ma che differenza c’è se nel buio se

tutti si cercano e non si trovano,

non si trovano mai.

 

Lui non è un anormale

sulla scheda elettorale

ci disegna donne nude

con il seno sempre sodo

non gli va di giudicare è…

è un libero.

 

Non occorre, non s’affanna,

non ingrassa, lui è un pazzo

non si presta a questo gioco

non gli va di fare il follo

è un matto ma non un grullo.

 

Gli hanno tolto il passaporto

perché non è il caso di lasciare

andare in giro uno come lui,

ma lui viaggia con la mente

gli sembra di volare,

viaggia dentro.

 

Matto sarà chi non capisce la pazzia

di non aver saputo guardarsi attorno,

ma che differenza c’è se nel buio se

tutti si cercano e non si trovano,

non si trovano mai.

No mai.

 

Ma che differenza c’è se nel buio se

tutti si cercano e non si trovano,

non si trovano mai.

 

Ma che differenza c’è se nel buio se

tutti si cercano e non si trovano,

non si trovano mai.

No mai.

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Il Gigante

Testo Il Gigante:

Un gigante qua

al mercato della città

vende mani a chi

vuole arrampicarsi qui

vento mai non ha

caldo e sole non soffrirà,

una roccia invincibile.

 

 

Con che mai lo affronterai?

Ho provato anch’io

con la lancia e lo scudo mio

ed ho perso io

ed ormai non lotto più.

 

 

Un gigante qua

compra anima e povertà

mille braccia ha, cento bocche ha

ma non sa se un cuore ha.

Mille braccia ha, cento bocche ha

ma non sa se un cuore ha.

 

 

Quanta gente non crede più, non ha più

tu per me sei l’unico che può si tu puoi

tu che aria sei

non ti pieghi ai suoi vorrei

ora tu non vuoi

solo il bene che c’è in noi

tu che amore dai

la sua ira tu scioglierai

un gigante qua ecco trema già

sa che tu lo vincerai

un gigante qua ecco trema già

sa che tu lo vincerai.

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Il Fiume

Testo Il Fiume:

Il fiume riporta olio e catrame,

schiume e tronchi, animali letame,

se l’acqua fosse acqua

che voglia di bere…

 

Su dimmi, ricordi

quei visi orgogliosi

i tuffi dei pazzi

più coraggiosi?

 

Per grandi pianure

il vento domanda

ma può morire un fiume?

 

Il fiume riporta barche e legni,

ruggine chiodi, pesci e segni

se l’acqua fosse acqua

che voglia di bere…

 

Su dimmi, ricordi

di voli più belli

la voce dell’uomo

dei battelli?

 

Tra esili canne

il vento domanda

ma può morire un fiume?

 

Il fiume riporta quello che trova

quel che riceve, rigetta e rinnova

se l’acqua fosse acqua

che voglia di bere…

 

Tramano vendetta

correnti scure

dai gorghi profondi

mortali paure.

 

Tra alti pioppi

il vento domanda

ma può morire un fiume?

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