Il Serpente Piumato

Testo Il Serpente Piumato:

Il serpente piumato vola alto nel celo,

nell’aria si espande una dolce nebbia,

parla di fumo di incoscienza e di sogni

e un flauto che suona: quello di Medeghin.

 

Lo hanno sentito tutti nel mondo,

uomini, donne, ragazzi e bambini

seguono ignari quel dolce richiamo

quel sentore di cose antiche e leali.

 

Ma il serpente piumato ha un altro voto,

quello feroce di un condor spietato,

si butta inesorabile sulla sua preda

e la stritola con artigli d’acciaio.

 

La nebbia tenebra fin dentro le case

s’insinua subdola nelle coscienze,

risveglia mostri sempre pronti a colpire,

uccide amore e solidarietà.

 

Correte a comperare il paradiso perduto

date un calcio alla noia dai giorni,

seguite il volo del serpente piumato,

seguita la nenia del flauto di Medeghin.

 

Ma il serpente piumato ha un altro voto,

quello feroce di un condor spietato,

si butta inesorabile sulla sua preda

e la stritola con artigli d’acciaio.

 

I venditori di morte fanno buoni affari

perché la domanda è sempre in aumento,

con dollari sporchi costruiranno ospedali,

per chi ha seguito quel grande miraggio.

 

E tu madre non lasciare andare tua figlia,

ha grandi occhi azzurri, capelli biondi,

fa che non ascolti mai quella nenia,

e dille se può vivere nella realtà.

 

E dille che il serpente piumato ha un altro voto,

quello feroce di un condor spietato,

 

i butta inesorabile sulla sua preda

e la stritola con artigli d’acciaio

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Il Tavolino

Testo Il Tavolino:

Lontano di troppi universi,

dopo i mondi dispersi,

lontano oltre ogni vero,

dove si perde il pensiero,

lontano è un immenso,

oltre il balzo nel tempo,

lontano così come quanto,

è anche il tavolino qui a fianco.

 

Lontano è anche un dissenso,

sulla vita ed il suo senso,

lontano è un modo di fare,

vedere, sentire, giocare,

lontano è indossare lo stato di un ruolo che si è conquistato,

 

lontano perciò e così tanto,

anche il tavolino qui a fianco.

 

Quando anche il vero è vergogna,

perché infittisce la menzogna,

forse è meglio districarsi,

sbattersi del vero degli altri,

le parole non valgon le navi,

disperse fra gorghi stellari,

ma la solitudine di un cielo siderale,

è forse la menzogna più grave.

 

Nei segnali a piccoli sorsi,

dispersi come discorsi,

un genio si vende per niente,

o un cretino si gioca la mente,

di là dai pianeti del Sole,

le sirene fan quasi le prove,

mentre già si leva un canto,

dal tavolino qui a fianco.

 

Se ogni rapporto è una merce,

il senso del vero si perde,

non è un fatto oscuro

che c’è bisogno di una mano nel buio,

ma a portarla poi sono in tanti,

ma in odore di negozianti,

mentre c’è chi ascolta il nostro canto,

dal tavolino qui a fianco.

 

 

E proportela poi sono in tanti,

ma in odore di negozianti,

mentre c’è chi ascolta il nostro canto,

dal tavolino qui a fianco,

a proportela poi sono in tanti,

ma in odore di negozianti,

mentre c’è chi ascolta il nostro canto,

dal tavolino qui a fianco.

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Il Treno Della Notte

Testo Il Treno Della Notte:

II treno va sulle lunghe strade

in un mondo affollato di cuori,

affacciati fuori alle finestre

a vedere gioie e dolori.

E intanto io invento le albe

amo la vita l’ho fatta mia amica,

a colpi di poche verità

a forza di tante falsità.

 

No, io non voglio che si fermi alla stazione

no, io non voglio che si fermi alla stazione,

ne oggi, ne domani, e grido forte:

voglio avere il sorriso di un bimbo

sulla spiaggia che gioca vicino al mare.

 

 

Il treno va sulle lunghe strade,

in un mondo affollato di cuori

occhi persi dietro agli aquiloni

sulle bocche le solite canzoni.

 

E intanto io invento le albe

molto e troppo magari basta meno,

ricordo tutto non dimentico nessuno

nel fare sempre ancora un altro giorno.

 

No, io non voglio che si fermi alla stazione

 

No, io non voglio che si fermi alla stazione,

ne oggi, ne domani, e grido forte:

voglio avere il sorriso di un bimbo

sulla spiaggia che gioca vicino al mare.

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Il Vecchio E Il Bambino

Testo Il Vecchio E Il Bambino:

Un vecchio e un bambino

si preser per mano

e andarono insieme

incontro alla sera;

la polvere rossa

si alzava lontano

e il sole brillava

di luce non vera;

l’immensa pianura sembrava arrivare

fin dove l’occhio di un uomo

poteva guardare

e tutto d’intorno non c’era nessuno

solo il tetro contorno di torri di fumo

i due camminavano,

il giorno cadeva,

il vecchio parlava

e piano piangeva

con l’anima assente,

con gli occhi bagnati,

seguiva il ricordo

di miti passati.

I vecchi subiscon

l’ingiuria degli anni

non sanno distinguere

il vero dai sogni

i vecchi non sanno

nel loro pensiero

distinguer nei sogni

il falso dal vero.

E il vecchio diceva

guardando lontano

immagina questo

coperto di grano

immagina i frutti

e immagina i fiori

e pensa alle voci

e pensa ai colori.

E in questa pianura

fin dove si perde

crescevano gli alberi

e tutto era verde;

cadeva la pioggia

segnavano i soli

il ritmo dell’uomo e delle stagioni.

Il bimbo ristette

lo sguardo era triste

e gli occhi guardavano

cose mai viste;

e poi disse al vecchio,

con voce sognante:

“Mi piaccio le fiabe

raccontane altre”

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Il Vento Del Nord

Testo Il Vento Del Nord:

Lascia che mi sieda in silenzio al tuo fianco,

e comanda alle mie labbra un nome,

se gocce di rugiada ti cadono dagli occhi,

comanda alle mie labbra un nome,

le stelle stanno, lontano chissà dove,

le stelle vanno, lontano chissà dove,

 

Nella notte solitaria lungo il tuo cammino io ti cercherò,

tra le meccaniche del mondo e i templi di Bombay ti

troverò,

se tu lo vuoi, ti dico dove tu sei,

se tu lo vuoi, ti rivelo il segreto del cammino al suono

degli dei…

 

Il loto nasce dal sole, lo sai,

ma poi, da milleni scompare a noi,

quando da lassù, soffia il vento del nord,

quando da lassù, soffia il vento del nord.

 

Nella notte solitaria lungo il tuo cammino io ti cercherò,

tra le meccaniche del mondo e i templi di Bombay ti

troverò,

se tu lo vuoi, ti dico dove tu sei,

se tu lo vuoi, ti rivelo il segreto del cammino al suono

degli dei…

 

Il loto nasce dal sole, lo sai,

ma poi, da milleni scompare a noi,

quando da lassù, soffia il vento del nord,

quando da lassù, soffia il vento del nord.

 

Il loto nasce dal sole, lo sai,

ma poi, da milleni scompare a noi,

quando da lassù, soffia il vento del nord,

quando da lassù, soffia il vento del nord

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Il Viaggiatore

Testo Il Viaggiatore:

Ehi tu viaggiatore che fai

nei deserti affollati delle città.

Ehi tu viaggiatore che vai

a piedi nudi, ma non ti stanchi mai.

 

Dimmi un po’ m la strada la sai

tra tante storie non non ti perdi mai.

Dimmi un po’ ma la strada che fai

va davvero alla sorte, quella che vuoi

 

Batti un colpo fai un passo e ci sei

perché nei silenzi tutto conoscerai.

Batti un colpo fai un passo e ci sei

anche se il suo volto a te straniero ancora sarà.

 

Ehi tu viaggiatore che vai

a piedi nudi incontro a nuove realtà.

Ehi tu viaggiatore che sai

guardare nella quiete di una notte di luna.

 

Ehi tu viaggiatore che vai

a piedi nudi ma non ti stanchi mai.

Ehi tu viaggiatore lo sai

la strada che porta alla sorte che vuoi.

 

Batti un colpo fai un passo e ci sei

perché nei silenzi tutto conoscerai.

Batti un colpo fai un passo e ci sei

anche se il suo volto a te straniero ancora sarà.

 

Ehi tu, viaggiatore che fai

 

Dei deserti affollati delle città.

Ehi tu viaggiatore che vai

a piedi nudi, ma non ti stanchi mai.

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Il Nome Di Lei

Testo Il Nome Di Lei:

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, stette, otto, nove, dici

lunghi giorni con lei

cieli azzurri nei suoi occhi

io ripeto il dolce nome di lei

il mondo scoppia nel mio cuore

con la forza dell’amore che

viveva in me

ed anche in lei

ma ora grida questo cuore

con la forza del dolore ormai

e non so più

se proprio io

sono l’ombra che cammina

senza pace per la città

facce vecchie, facce nuove

ma nessuna che assomigli a lei

le strade sono fiumi vuoti

ora che non c’è più lei con me

ma lei dov’è

e perché mai

le stelle son fari spenti

ora che non mi sorride più

ma lei dov’è

ma lei dov’è

la vita mia darei

per riaverla ancora qui con me

la vita mia darei

per riaverla ancora qui con me,

accanto a me.

 

 

Il mondo scoppia nel mio cuore

con la forza dell’amore che

viveva in me

ed anche in lei

ed ora grida questo cuore

con la forza del dolore ormai

e griderà chi amerà

il nome di lei

il nome di lei

il nome di lei.

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Il Paese

Testo Il Paese:

Grandi risaie e filari di pioppi

e all’orizzonte montagne maestose

non si può dire che sia il paradiso

ma è il paese dove son nato.

 

La gente è chiusa e un poco scontrosa

ma quando ama sa amare davvero

ci sono senz’altro dei posti migliori

ma è il paese dove son nato.

 

Fiumi e canali sono le sue vene

e il cielo azzurro è la sua mente

sudore e fatica sono il suo corpo

è il paese dove son nato.

 

Ricordi antichi sono le memorie

pane e lavoro sono le speranze

non si può dire che ci sia molto

nel paese dove son nato.

 

Ma se l’orizzonte è tutto d’oro

e la mia gente canta durante il lavoro

mi sento nel cuore un grande amore

per il paese dove son nato.

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Il Paese Delle Favole

Testo Il Paese Delle Favole:

Piter Pan non lotta più ha venduto il suo pugnale,

Capitan Uncino manda Wandy a battere sul viale,

l’isola incantata è già stata allortizzata

e Alice nelle bottiglie cerca le sue meraviglie.

 

Paperino sta in catena e lavora di gran lena,

Paperina con passione vende baci a Paperone,

Qui, Quo, Qua sono andati via vanno a rischio dell’autonomia

e voi intellettuali ne avete già discusso

a che serve poi menarla con la storia del riflusso.

 

Don Chichotte non è contento ma lavora in un mulino a vento,

Ali-Babà e i quaranta ladroni hanno già vinto l’elezioni,

Hansel e Gretel hanno fondato una fabbrica di cioccolato

e Alice nelle bottiglie cerca le sue meraviglie.

 

Gli stivali delle sette leghe pagan bollo e assicurazione,

le scope delle streghe le ha abbattute l’aviazione,

Pollicino è nella CIA gli fan far la microspia

e voi intellettuali ne avete gia discusso

a che serve poi menarla con la storia del riflusso.

 

Cenerentola ha una Jaguar e un vestito molto fine,

ogni volta che c’è un principe leva scarpe e mutandine,

la matrigna vecchia arpia prende i soldi e li mette via.

 

E voi intellettuali non ne avete mai discusso

di come me torna l’onda alla fine del riflusso.

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Il Pilota Di Hiroshima

Testo Il Pilota Di Hiroshima:

Fuori nel mondo chissà dove

o su nel cielo fra gli eterni eroi,

la nel fondo di un profondo eterno

vive un uomo vive il suo inferno.

 

La sua bocca più non parla,

le sue notti non le dorme più,

sta nascosto dietro il suo pensiero,

muore un uomo muore il vero.

 

Il pilota di Hirioshima un duro

alla maniera di John Wayne

Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,

ma negli occhi quel bimbo sulla terra.

 

Fuori nel mondo chissà dove,

nel riflesso del cielo nello stagno

striscia ancora la scia di vapore

del suo aereo e di quelle ore.

 

Il pilota di Hirioshima un duro

alla maniera di John Wayne

Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,

ma negli occhi quel bimbo sulla terra.

 

Sente battere le ali,

sente il freddo tutto intorno a sé,

vede luce di luce più abbagliante

di quel sole esploso in un istante

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