La Deriva

Testo La Deriva:

La luce e la fortuna

la notte spegnerà

fermando i miei pensieri azzurri

di amore e di lealtà.

 

E adesso sarà il vento

o forse nostalgia

che mi riporta nella mente

una dolce melodia

un canto di leggenda

per noi rimasti qui

a consumare piano piano

l’ultimo “chissà”.

 

Negli occhi tuoi un po’ stanchi

che guardano più in là

s’illumina anche il silenzio

che non si spezzerà.

 

La vita è un fiume lento

ricama la poesia

ti prende per la mano solo

se tu hai tanta fantasia

se vedi oltre le nubi

il sole che non c’è

se senti dentro le voci forti

che gridano la verità.

 

Noi sempre alla deriva

noi sola ambiguità

noi fermi ad aspettare un treno

che non arriverà.

 

Noi oggi come ieri

la stessa identità

ci siamo amati solo un giorno

ma tanto tempo fa.

 

Io sogno ad occhi aperti

tu li che dormi già

e accendo un’altra sigaretta

che non ti disturberà.

 

Il fumo sale adagio

un bicchiere in compagnia

non fa sorrisi dalla noia

non offre ipocrisia

e noi qui al nostro posto

con qualche ruga in più

noi come automi indifferenti

che anelano andare su.

 

Noi sempre alla deriva

noi sola ambiguità

noi fermi ad aspettare un treno

che non arriverà.

 

Noi oggi come ieri

la stessa identità

ci siamo amati solo un giorno

ma tanto tempo fa.

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La Devianza

Testo La Devianza:

Non dirmi che in casa tua non c’è

non dirmi che in casa tua non c’è

un posto dove nascondere

la chiave di un segreto.

 

Non dirmi che in casa tua non c’è

un doppiofondo nell’armadio

dove giace un fantasma

che qualcuno ha già chiamato devianza.

 

Non dirmi che in casa tua non c’è

una vergogna di famiglia

un cognato assassino un matto

oppure una puttana di figlia.

 

Non dirmi che in casa tua non c’è

non dirmi che in casa tua non c’è

un posto dove nascondere

la chiave di un segreto.

 

Forse la tieni in solaio

oppure fuori in giardino

in una scatola del muro

oppure dentro al vecchio camino.

 

Poiché non vuoi ammettere

che non sei quello che sei

allora devi fingere

che sei quello che non sei

sei per sei trentasei.

 

Poiché non vuoi ammettere

tu temi che si venga a sapere

questa paura è l’asso

nella manica del potere.

 

Non dirmi che in casa tua non c’è

un doppiofondo nell’armadio

dove giace un fantasma

che qualcuno ha già chiamato devianza.

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Ladro Di Sogni

Testo Ladro Di Sogni:

E lui parte sempre solo, travestito da signore, silenzioso tra le

ombre, senza fare rumore.

E si sa che anche stavolta finirà che lui va a bere, dove non

credono per niente se lui dice che è un mestiere.

 

Ma è lui ladro di sogni, un lavoro che gli rende bene, lui li

prende quando, curiosi, si avvicinano alla terra, e al mercato

poi li vende, li vende ai gran signori. Poi qualcuno lo regala,

lo regala ai pittori, ai pittori e ai loro grandi amori.

 

E lui torna sempre solo, travestito da signore, silenzioso

come un’ombra, senza far rumore.

E si sa che anche stavolta, finirà che lui va a casa, e sua

moglie non ci crede, se lui dice che è un mestiere.

 

Ma è lui ladro di sogni, un lavoro che gli rende bene, lui li

prende quando, curiosi, si avvicinano alla terra, e al mercato

poi li vende, li vende ai gran signori. Poi qualcuno lo regala,

lo regala ai pittori e ai loro grandi amori.

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Io Canto Perché (Aspettando La Giustizia)

Testo Io Canto Perché (Aspettando La Giustizia):

Perché non tema né sole né neve,

perché non si spezzi come un giunto al vento,

perché abbia forza seppure lieve,

perché non dimentichi un solo momento,

perché il grano sia sempre più alto,

io canto e aspetto te…

 

Perché sia festa infondo ai suoi occhi,

Perché non sia guerra,

prché non sia fame,

perché non ci siano confini bugiardi,

perché ci siano giorni lontani,

perché questa terra non sia paradiso,

io canto e aspetto te…

 

Ed è festa, su giochiamo,

ed è festa, su balliamo,

ed è festa, per questo

io canto e aspetto te…

 

Perché i giorni belli durino anni,

perché non conosca la cattiveria,

perché ogni zingaro non metta radici,

perché ogni gioco non sia cosa seria,

perché i suoi capelli sian sempre più belli ,

io canto e aspetto te…

 

Ed è festa, su giochiamo,

ed è festa, su balliamo,

ed è festa, per questo

io canto e aspetto te…

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Io Vagabondo

Testo Io Vagabondo:

Io un giorno crescerò

e nel cielo della vita volerò.

Ma un bimbo che ne sa

sempre azzurra non

può essere l’età…

 

Poi, una notte di settembre

mi svegliai, il vento sulla

pelle, sul mio corpo il

chiarore delle stelle;

chissà dov’era casa mia

e quel bambino che

giocava in un cortile…

 

Io, vagabondo che son io,

vagabondo che non sono altro

soldi in tasca non ne ho,

ma lassù mi è rimasto Dio.

 

Sì, la strada è ancora là

un deserto mi sembrava la città.

Ma un bimbo che ne sa sempre

azzurra non può essere l’età.

 

Poi, una notte di settembre

me ne andai, il fuoco

di un camino, non è caldo

come il sole del mattino,

chissà dov’era casa mia

e quel bambino che

giocava in un cortile…

 

Io, vagabondo che son io,

vagabondo che non sono altro

soldi in tasca non ne ho,

ma lassù mi è rimasto Dio.

 

vagabondo che son io,

vagabondo che non sono altro

soldi in tasca non ne ho,

ma lassù mi è rimasto Dio

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Io Voglio Vivere

Testo Io Voglio Vivere:

Forse scorre dentro il silenzio il senso

e il profilo della vita è tra le cose

e anche il buio serve ad immaginare

la ragione che ci invita a provare

so che può far bene anche gridare

per riscattare l’anima dal torpore

so che ad ingannarmi non è l’amore

perché voglio amare

 

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare a farmi male, voglio morire di te…

io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…

 

Contro il mio equilibrio sempre un po’ precario

libero l’istinto, ciò che mi sostiene

emozione nuova senza nome

la ragione che ci invita a continuare

per questo problema non ho soluzione

io mi sento vittima e carceriere

so che ad ingannarmi non è l’amore

perché voglio amare

 

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…

io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…

io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…

 

Forse la coscienza, il senso della vita

sta in mezzo a mille notti o forse più

non servirà a tradire semplicemente amare

qualsiasi cosa che ti dà di più

 

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…

io voglio vivere, ma sulla pelle mia

io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…

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I Ragazzi Dell’Olivo

Testo I Ragazzi Dell’Olivo:

In quei disegni senza più serenità

niente aquiloni, solo amare realtà,

niente più azzurri che colorano il cielo

solo pastelli che sporcan tutto nero.

 

In quei disegni senza più umanità

niente sorrisi solo gesti di libertà

niente più prati, ma strade con barriere,

solo guerrieri che agitano bandiere.

 

Ma questa guerra è uno strano gioco,

consuma gente, vite a poco a poco,

con i sassi contro quelle bombe

quelle grida contro quegli spari.

 

In quei disegni senza più semplicità

persiane chiuse, solo graffi di verità,

niente cortili così pieni e rumorosi

solo figure e volti timorosi.

 

Ma questa guerra è uno strano gioco,

consuma gente, vite a poco a poco,

con i sassi contro quelle bombe

quelle grida contro quegli spari.

 

In quei disegni senza più serenità

niente aquiloni solo amare realtà

niente più azzurri che colorano il cielo,

solo pastelli che sporcan tutto nero.

Guarda il video di I Ragazzi Dell’Olivo:

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Isola Ideale

Testo Isola Ideale:

Nella casa dove io vivo già

fra terra e cielo solo sto.

Naviga la mente mia lontano va

con ali di gabbiano che volan via.

 

Solo sogni ormai io so inventare qui

nell’aspettare te che non vieni mai;

stare fermo pronto solo a un cenno tuo,

dire sempre sì alla tua assenza, alla coscienza.

 

Meglio andare per trovare

l’isola indeale dove abitare.

 

Nella stanza dove io passo i giorni miei

vivo e non vivo aspettando chi?

Naviga la mente mia lontano va

tocca te che mi ami,

non lasciarmi andare.

 

Solo sogni ormai io so inventare qui

nell’aspettare te che non vieni mai;

stare fermo pronto solo a un cenno tuo,

dire sempre sì alla tua assenza, alla coscienza.

 

Meglio andare per trovare

l’isola indeale dove abitare.

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Jenny

Testo Jenny:

Jenny abitava in un bosco a due passi dalla pietà

Jenny abitava in un bosco a due passi dalla falsità

Jenny abitava in un bosco a due passi dalla viltà

Jenny abitava in un bosco a due passi dalla città.

 

Un giorno vide bruciare il suo campicello aldilà del fosso

Un giorno vide bruciare il suo campicello lassù sul dosso

Un giorno vide bruciare il suo campo aldilà del fosso

Un giorno vide bruciare il suo campo di grano rosso

Un giorno vide arrivare il suo cavallo malandato

Un giorno vide arrivare il suo cavallo bastonato.

 

Ma un giorno anche questo le sparì, dovette rinunciare

Finchè un giorno a testa china in città la videro entrare.

 

Jenny abitava in un bosco a due passi dalla pietà

Jenny abitava in un bosco a due passi dalla falsità

Jenny abitava in un bosco a due passi dalla viltà

Jenny abitava in un bosco a due passi dalla città.

Guarda il video di Jenny:

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Joe Mitraglia

Testo Joe Mitraglia:

Qui in città non ne senti più

parlare, troppi anni son passati

e troppo tristi son da ricordare

giorni neri giorni dannati

qualche vecchio quando sente il nome

di Joe Mitraglia il partigiano

si tingon strani gli occhi come

gli avessi tolto il vino dalla mano.

 

Joe Mitraglia era uno dei tanti

che aveva detto no ai repubblichini

era scappato anche lui sui monti

lasciando a casa moglie e bambini

combatteva tra i boschi in Appennino

e i sentieri li aveva ricoperti

da Benedetto a Montefiorino

di tedeschi e di fascisti morti.

 

Dopo l’inverno vien la primavera

ma del ’45 la più bella

e la liberazione non sembra vera

ma da mesi non si usa la padella

manca anche il grano nei granai

tutto in vent’anni han fatto fuori

anche le lacrime tra i morti suoi

quei maledetti dai manganelli neri.

 

Ma eran tanti ad uccidere Godetti

e tanti ancora a picchiar di notte

ed io li voglio tutti maledetti

se non da Dio almeno dalle mie botte

così diceva venuto giù dai monti

rossi di sangue e rossi di pensiero

tenne con sé i suoi fucili pronti

per continuar la nostra Primavera.

 

Così di note ed anche in pieno giorno

Joe Mitraglia sparava senza posa

fascisti non voleva più dattorno

da Sant’Eufemia e fino alla Pomposa

c’era sui muri il sangue di vendetta

 

a una notte qualcuno il nome grida

un’imboscata e giù di baionetta

qualcuno ride qualcuno come Giuda.

 

Qui in città non ne senti più

parlare, troppi anni son passati

e troppo tristi son da ricordare

giorni neri giorni dannati

m qualche vecchio quando sente il nome

di Joe Mitraglia il partigiano

si tingon strani gli occhi come

gli avessi tolto il vino dalla mano.

Guarda il video di Joe Mitraglia:

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