La Mia Libertà

Testo La Mia Libertà:

A me la vita piace così come vien,

non voglio pensare nient’altro all’infuori di me

e mi basta solo quello che si può aver,

con il sistema di vita

che io ho scelto per la libertà.

 

Esiste soltanto qualcosa che cerco di aver

l’amore che vado cercando e non so più dov’è,

e non rimpiango mai le cose che non ho più,

da quando vado per il mondo con la libertà

e non tornerò mai verso quelli che han

quello che io non ho e non voglio aver.

 

A me la vita piace così come vien,

non voglio pensare nient’altro all’infuori di me

e mi basta solo quello che si può aver,

con il sistema di vita

che io ho scelto per la libertà

e non tornerò mai verso quelli che han

quello che io non ho e non voglio aver.

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La Morale

Testo La Morale:

Ho visto ho visto uccidere Cristo

e non ho potuto proprio fare niente

per salvare l’agnello innocente.

 

Certo certo era un santo,

era senz’altro troppo intelligente

ecco perché l’ammazzarono per niente.

 

Il piccolo uomo l’assassinato

per coprire la sua impotenza,

la sua incapacità e la sua falsa coscienza.

 

Giuda Iscariota poi l’ha venduto

per trenta denari di prestigio sociale

ed è diventato anche esempio morale.

 

Ho visto ho visto uccidere Cristo

e poiché sono pazzo, folle e un po’ cretino

non riesco ad assolverne l’assassinio.

 

Ho visto ho visto ho visto uccidere Cristo

e non ho potuto proprio fare niente

per salvare l’agnello innocente.

 

La, lai la lai la

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L’Angelo Caduto

Testo L’Angelo Caduto:

Sei un angelo caduto dietro il ciglio di una strada

tra l’asfalto e la pietra dove l’erba si dirada

ho contato le tue ossa, misurato ogni ferita

resistiti all’amarezza con la stretta delle dita

a quell’uomo che è venuto a cercare la tua pelle

per due soldi hai regalo la tua polvere di stelle

ma se è vero che non vivi e non ne vuoi parlare

nel tuo cuore nutri il sogno di riprendere a volare

Sei un ‘angelo caduto dentro un’altro firmamento

la tua casa non è il sole ma una strada di cemento

una vittima immolata alle fantasie di un pazzo

giace immobile, indifesa, assomiglia ad un pupazzo

hai prestato il corpo a ore per poter tirare avanti

hai subito la condanna di tutti i ben pensanti

e mi piace ricordare che spesso sono quelli

che ridono godendo dei rumori dei coltelli

Sei un angelo caduto dietro il ciglio di una strada

tra l’asfalto e la pietra dove l’erba si dirada

ho contato le tue ossa, misurato ogni ferita

resistito all’amarezza con la stretta delle dita

A quell’uomo che è venuto a cercare la tua pelle

come mai non è bastata la tua polvere di stelle?

Ma se è vero che si vive oltre questa dimensione

io mi chiedo qual’è il senso mi domando la ragione

ma se è vero che non vive e non ne vuoi parlare

nel tuo cuore nutri il sogno di riprendere a volare

di riprendere a volare

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La Rosa Del Deserto

Testo La Rosa Del Deserto:

Dentro i tuoi gesti c’è qualcosa di più

dietro i tuoi passi l’ombra dov’è

ti muove il vento forse lo muovi tu però di certo ti amai;

come la rosa del deserto che sa

schiudersi dentro tutto il vuoto che c’è

e fu per caso per destino o follia ma so di certo che amai,

poi la neve avvolse tutte le cose lieve quasi come morire

nella quiete cominciai a capire finalmente

pronunciai il mio nome.

 

Sai tra le mani ho stretto quel gelo

perché domani ricordassi che c’ero

che ero nel mondo a fare a morsi l’amore;

come ogni arsa creatura

e che con la vita abbia protetto il dolore

che sia servita a non lasciarmi il timore

di stare al mondo farmi a pezzi per sempre

per ogni sorta d’amore,

ma la neve scese bianca per ore lieve quasi come morire

nella quiete io imparai a sognare finalmente

a pronunciare il mio nome.

 

Dentro i tuoi gesti c’è qualcosa di più

dietro i tuoi passi l’ombra dov’è

ti muove il vento o forse lo muovi tu però di certo ti amai;

ma la neve scese piano per ore lieve quasi come morire

nella quiete imparai a sognare finalmente

a pronunciare il mio nome.

Poi la neve avvolse tutte le cose lieve quasi come morire

nella quiete cominciai a capire finalmente

io seppi il mio nome.

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La Bomba

Testo La Bomba:

Nel cielo suona una tromba

o forse invece è solo una bomba

o forse è solo un temporale

che mi sorprende per le scale

ma cosa dico non ci sento

ora sta cambiando il vento.

 

Ascolto l’eco dei tuoni

e inseguo ancora i miei sogni

sogni rosa di bambino

che guarda il mondo da vicino

e che non crede a chi dirà

che astenersi è santità.

 

Ecco che il vento è cambiato

e un altro tempo ha portato

il tempo della primavera

di un giorno in cui non è mai sera

ma questo giorno non mi da

che un giorno grigio di realtà.

 

E intanto gocciola il tempo

e sembra privo di senso

ma giù dal cielo una bomba cadrà

sulla terra evaporerà

il riso dei bimbi, il verde dei prati

il sogni d’amore mai giocati.

 

Ancora il vento è cambiato

e un gran silenzio ha lasciato

con giochi vuoti di parole

sciolte come nebbia al sole

in fondo a tutto resta già

il fatto che è violenza in verità.

 

Lo so non basta cantare

pero io questo so fare

sentirsi un po’ più innocente

rispetto al silenzio di tanta gente

portar sorriso quando si muore

quando sulla testa scoppierà un sole.

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La Canzone Del Bimbo Nel Vento (Auschwitz)

Testo La Canzone Del Bimbo Nel Vento (Auschwitz):

Son morto con altri cento,

son morto ch’ero bambino:

passato per il camino,

e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c’era la neve:

il fumo saliva lento

nel freddo giorno d’inverno

e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz tante persone,

ma un solo grande silenzio;

è strano: non riesco ancora

a sorridere qui nel vento.

Io chiedo come può l’uomo

uccidere un suo fratello,

eppure siamo a milioni

in polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone,

ancora non è contento

di sangue la belva umana,

e ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà

che l’uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare,

e il vento si poserà

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La Canzone Della Bambina Portoghese

Testo La Canzone Della Bambina Portoghese:

E poi, e poi gente viene qui

e ti dice di sapere già

ogni legge delle cose

e tutti sai vantano l’orgoglio cieco

di verità

fatte di formule vuote.

 

E tutti sai ti san dire come

fare quali leggi rispettare,

quali regole osservare

qual’è il vero, vero…

 

E poi, e poi tutti chiusi

in tante celle fanno

a chi parla più forte

per non dir che stelle

morte fan paura.

 

Al caldo del sole,

al mare scendeva la bambina portoghese

non c’eran parole

rumori soltanto come voci sorprese.

 

Il mare soltanto

e il suo primo bikini a Maranto,

le cose più belle

e il caldo e il sole alla pelle.

 

Gli amici vicino

sembravan sommersi dalla voce del mare,

ma sogno illusioni

qualcosa la prese e si mise a pensare.

 

Sentì ch’era un punto al limite di un continente

e sentì che era niente l’Atlantico immenso di fronte,

e in questo sentiva qualcosa di grande

che non riusciva a capire, che non poteva intuire.

 

E avrebbe spiegato se avesse capito lei

che l’oceano infinito,

ma il caldo l’avvolse, si sentì svanire

e si mise a dormire.

 

E fu solo nel sole

come in mani future,

restaron soltanto

il mare e un bikini a Maranto.

 

E poi, e poi

se ti scoppia di tornare,

ti accorgerai

che non te ne importa niente.

 

E capirai

che una sera, una stagione,

sono come lampi,

luci accese e dopo spente…

spente… spente… spente…

 

E capirai che la vera ambiguità

è la vita che viviamo

è qualcosa che chiamiamo

esser uomini, uomini.

 

E poi, e poi quel vizio che ti ucciderà

non sarà fumare o bere,

ma qualcosa che ti porti dentro,

cioè vivere, vivere, vivere, vivere…

 

Cioè vivere, vivere, vivere…

Cioè vivere.

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La Città

Testo La Città:

Spirali stanche attorno ai tavolini

parlano ancora dei soliti casini

cose risolte perché non affrontate

non affrontate perché non superate

altri invece incrociano le mani

per parlare con spiriti lontani

quando la notte cala

sulla piccola città

in cento fiabe di libertà.

 

Il dio del male un cinque anni fa

prese dimora nella piccola città

re di menzogna principe di falsità

si tinse in odore di santità

portò la morte portò la dispersione

la paura la rabbia e poi la delazione

il dio del male un cinque anni fa

fece leva sulla vanità.

 

Scelse complici le tenebre atmosfere

l’uomo di ghiaccio e le vedove nere

fino in Olanda sono andati tutti insieme

per riportare la morte che conviene

ma anche loro molta ne han mangiato

perché il padrone possa essere saziato

e hanno ucciso tutti i loro amici

son ricchi ma non son felici.

 

Spirali stanche attorno ai tavolini

parlano ancora di vecchi casini

spirali stanchi di cose superate

perché scartate invece di affrontate

fantasmi di morale forse superata

rispondono ermetici

alla noia incatenata

spiegano i fatti della piccola città

con fiabe di storie di verità.

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La collina

Testo La collina:

Dove finisce la città,

dove il rumore se ne và,

c’è una collina che nessuno vede mai

perché una nebbia come un velo

la ricopre fino al cielo dall’eternità.

 

Nessuno mai la troverà,

la strada forse in altre età,

se conosciuta, ma l’abbiam

scordata ormai, l’abbiam scordata

e si è perduta lungo i giorni della

vita per l’eternità, dell’eternità.

 

Tururu nene uohuoh…

Tururu nene uohuoh…

Tururu nene uohuoh…

 

Forse l’abbiam vista nel passato

ma il ricordo se ne andato

dalla mente,

cercala negl’angoli del sogno

per portarla lungo

il volto del presente.

 

Oh se solamente io potessi rivederti

come adesso per un ora,

so di fiori grandi come soli,

ma mi sfuggono i colori

ancora.

 

Uohuuh…

 

Ricordo che sulla sommità,

c’è un uomo che sta sempre là,

per impedire che qualcuno cada giù,

da quella magica collina dalla parte

che declina e non ritorni più.

 

Più, più, più…

 

Anch’io tra i fiori tempo fa,

giocavo sulla sommità,

con i compagni miei,

dentro alla segale,

ma il prenditore non mi ascoltò

quando son venuto al mondo per l’eternità.

Per l’eternità, per l’eternità, per l’eternità.

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La Deriva

Testo La Deriva:

La luce e la fortuna

la notte spegnerà

fermando i miei pensieri azzurri

di amore e di lealtà.

 

E adesso sarà il vento

o forse nostalgia

che mi riporta nella mente

una dolce melodia

un canto di leggenda

per noi rimasti qui

a consumare piano piano

l’ultimo “chissà”.

 

Negli occhi tuoi un po’ stanchi

che guardano più in là

s’illumina anche il silenzio

che non si spezzerà.

 

La vita è un fiume lento

ricama la poesia

ti prende per la mano solo

se tu hai tanta fantasia

se vedi oltre le nubi

il sole che non c’è

se senti dentro le voci forti

che gridano la verità.

 

Noi sempre alla deriva

noi sola ambiguità

noi fermi ad aspettare un treno

che non arriverà.

 

Noi oggi come ieri

la stessa identità

ci siamo amati solo un giorno

ma tanto tempo fa.

 

Io sogno ad occhi aperti

tu li che dormi già

e accendo un’altra sigaretta

che non ti disturberà.

 

Il fumo sale adagio

un bicchiere in compagnia

non fa sorrisi dalla noia

non offre ipocrisia

e noi qui al nostro posto

con qualche ruga in più

noi come automi indifferenti

che anelano andare su.

 

Noi sempre alla deriva

noi sola ambiguità

noi fermi ad aspettare un treno

che non arriverà.

 

Noi oggi come ieri

la stessa identità

ci siamo amati solo un giorno

ma tanto tempo fa.

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