Sambadiò

Testo Sambadiò:

Dormi figlio che presto verrà mattina

Sambadi sambadiò

Ed il sole sarà forte piu’ di prima

Sambadi sambadiò

E un bel giorno questa guerra finirà

E sui muri della città

Cresceranno i fiori che ti darò

Sambadi sambadiò

Dormi figlio che presto la notte è fonda

Sambadi sambadiò

E la luna in cielo non è ancora rotonda

Sambadi sambadiò

Non aver paura se ti sveglierai

Più vicino ti starò

Fino all’ultimo respiro tu mi vedrai

Sambadi sambadiò

Dormi figlio che domani ce ne andremo

Sambadi sambadiò

Con la nave il mondo attraverseremo

Sambadi sambadiò

C’è una nuova terra che ci aspetta già

All’orizzonte si vedrà

Fra le onde del mare e i vetri degli oblò

Sambadi sambadiò

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Una canzone di notte

Testo Una canzone di notte:

Son le quattro per davvero ma stanotte non ho sonno

non ho voglia di tornare da Morfeo,

che mi aspetta a braccia aperte fra il lenzuolo ed il

cuscino

per sognare che domani è un altro giorno.

Ed allora cari amici, permettemi una volta

di fare come fece quel poeta,

permettete che vi canti questa canzone di notte

permettete, permettetelo anche a me.

Se non fossi così ******, se non fossi così affetto

da quella strana malattia che si chiama nostalgia,

forse non starei a menarmi sul tempo che mi sfugge,

sui ricordi e la memoria e sulle immagini distrutte.

Certe volte mi ritrovo a discutere per ore

della pace, di antimafia e della gente che poi muore

per poi tornare a casa e sentirmi bastonato

come un cane che non riesce a ritrovare il suo padrone;

ma guardo Pietro e poi capisco che un buon

rivoluzionario

sa nascondere le sue rughe e le sue debolezze,

e se Antonio a quarant’anni ha gettato la cravatta

donerò il mio orgoglio al primo che passa.

Ce ne sono tanti in giro quegli artisti da due soldi

che ti snobbano e si credono di essere arrivati,

per poi sfotterti dietro e dire:

Ma che è stato quel pazzo o quel cretino

che lo ha messo su quel palco?

Ma per fortuna certe volte fra le chiese ed i partiri

si organizza una marcia per farci ricordare

che di mamma ce n’è una, che siamo tutti fratelli,

tutti uniti per un unico ideale.

Ma se per una fiaccolata sono scesi in trentamila

ma la mafia, dico, chi l’avrà inventata?

A Palermo non esiste, chissà forse a Copenaghen?

Sarà stata fantasia d’un giornalista!

Sarà meglio, garantisco, di sorridere perché

non aveva tanto torto quel cantore a ricordare

che da noi si campa d’aria ed aggiungio di pallone

visto che durante il giorno non si riesce a dir di altro.

Quanto hai fatto alla schedina? Forza Juve, Forza

Rossi! Nelle fabbriche, nelle scuole, nelle case e pure

all’inferno,

mentre il freddo della notte si assopisce sulla pelle

ricordandomi che a poco ci sarà di nuovo inverno.

E mio padre che ripete:

Son sicuro morirai per le strade di un sogno senza

colori,

guarda fuori tutta la gente pensa alla propria

carretta

e la tira senza guardare ai buoi.

La città mi sputa in faccia l’eco dei miei versi stanchi

come disse già qualcuno “anche per oggi non si vola”.

Cercherò di camminare per far rider la chitarra

che ha bisogno di altre piazze per suonare.

Ecco, adesso va un po’ meglio, mi si annebbia

anche la vista,

cos’ho fatto? Ho delirato per un ora?

Beh, vogliatemi scusare, certe volte non ragiono

spero solo che ci sia il vostro perdono.

E se a volte mi vien voglia di fuggire per davvero

penso agli occhi di mia madre e alle mani degli amici,

alle stelle e al nostro cielo e ad il mare che mi fotte

e che mi spinge poco dopo a ritornare,

cari amici son sicuro, fra di voi c’è già pensa

che di queste cose ne ha sentite tante,

testi e note son scontati com’è vero che domani

il nostro giorno cambia poco i suoi connotati.

Per concludere io canto senza verità da imporre

a chi porta i tappi di cerume,

senza fronzoli e pretese ma conservando quella voglia

di sputar via ciò che ho dentro senza paure.

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Why

Testo Why:

Nei supermercati del villaggio globale

La bibbia e il dentifricio sullo stesso scaffale.

Il fegato, il cervello e un po’ dell’intestino

Dalla Moldavia i dissidenti di Pechino

E’ solo una questione di quanto mi dai

Tell me why, tell me why?

E non c’è ragione di chiedersi mai

Tell me why, tell me why?

La soia macrobiotica e la nicotina

Da prendere a digiuno di prima mattina

Marmitte catalitiche e seni al silicone

In offerta speciale con un chilo di pane

E’ sempre una questione di quanto mi dai

Tell me why, tell me why?

E non c’è ragione di capire mai

Tell me why, tell me why?

The sun burns down violently

This morning

Would you give me

The sun cream my darling?

And tell me why…

Il buco dell’ozono e quello della ciambella

La crisi in medio oriente e della famiglia

A metà prezzo un figlio giallo o nero

Per quello bianco invece paghi per intero

E’ solo una ragione di soldi, lo sai

Tell me way, tell me why?

I diamante del Sud Africa e della Sierra Leone

Per le collane avvelenate delle nostre signore

Pallottole di sangue in fiumi di religioni

Per i venti di guerra di tutti i generali

E’ sempre una questione di soldi lo sai

Tell me way, tell me why?

E’ bene non capire, non accorgersi mai.

Tell me way, tell me why?

The sun burns…

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Io canterò per te

Testo Io canterò per te:

Guardati in faccia e poi …

dimmi da che parte stai

uomo o ragazzo un giorno lo diventerai.

Oggi il mare si è fermato

senza darmi le sue parole:

Corri amore non ti fermare

non smettere di cantare.

Mi hanno detto che la vita

non è fatta per sognare

mi hanno detto questo e altro

che voglio dimenticare.

Mi hanno detto che sono pazzo

e che lontano non potro’ andare

certamente dalle loro parti

non ho voglia di arrivare.

Io cantero’ per te

che mi stai ad ascoltare

senza parlare senza guardare,

e lo faro’ perché

ti voglio dedicare

la mia incoscienza

la mia poesia.

Io cantero’per te

e forse un giorno di sole

chiamami pure

mi rivedrai,

ma quello che sarà

lo lascio volentieri

ai miei pensieri,

sarà, sarà

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La favola di Fido

Testo La favola di Fido:

Fido era un cane buono ma in quello stupido paese

non c’era nesun uomo che da padrone se lo prese

lo conoscevano un po tutti, Francesco il tabaccaio

i monelli e i farabutti, perfino il sindaco e il notaio.

 

Era sempre fra la gente o nella piazza che dormiva

ma lui vegliava con la mente su tutto ciò che succedeva

la sera fra i rifiuti ed al mattino era Morena

che sfamava lui ed i gatti con gli avanzi della cena.

 

Ma Fido era un cane buono ed ormai si era affezionato

e come quello di nessuno di giorno e notte era schernito

ma un giorno davvero strano come un raggio di sole

all’orizzonte ormai lontano spunto’ una cagna senza nome.

 

In cerca di fortuna e forse anche di un po’ d’amore

aveva gli occhi della luna e la coda di un colore

uguale a quelle notti quando insieme andarano via

da quel paese di bigiotti d’assurdità e d’ipocrisia.

 

Le mattine eran davvero strane, erano grigie e sembravan vuote

senza Fido per le strade ad andar dietro ad ogni “quattro ruote”.

ma la voce si diffuse e si misero in cammino

chi ordinate chi confuse le persone del paesino.

 

Lo cercavano un po’ tutti c’era Francesco il tabaccaio

i monelli e i farabutti persino il sindaco e il notaio

ma dopo qualche giorno di ricerche un po’ infruttuose

imboccarono il ritorno a testa china e a mani vuote.

 

C’era una volta un cane, era bianco e aveva

una macchia nera sul muso,

ogni volta che lo incontravano, lui mi guardava, scodinzolava

e poi … in silenzio se ne andava.

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La memoria e il mare

Testo La memoria e il mare:

La marea io ce l’ho nel cuore

E mi rimonta come un segno

Muoio del mio male minore

Del mio bambino e del mio cigno

E come un battello che ormeggia

Sul porto della giustizia

E piange dal mio firmamento

Per anni luce e di tormento

Io sono il fantasma Jersey

Illusorio nella notte

Per darti una foschia di baci

E chiuderti fra le sue rime

Come un tremore a luglio

Ruggiva il lupo solitario

Fra le stelle un lucernario

Alle dita della sabbia e della terra…

Ricorda tu, il cane di mare

Che liberiamo in bianco e nero

Chi grida nel deserto

L’albero di ogni cimitero

Io son sicuro che la vita è là

Coi suoi polmoni di flanella

Quando rimpiange il suo passato

Il freddo grigio e il suo afflato

Che ci ricorda ogni sera

E le corse vinte sulla schiuma

(che è come bava di cavalli)

Scalfendo le rocce e i coralli

Oh angelo dei piaceri andati

Oh rumori di un’altra abitudine

Quando nient’altro è il mio piacere

Che un dolore di solitudine…

Il diavolo della riconquista

Coi suoi pallori di riscossa

E lo squalo del paradiso

Nel centro umido del muschio

Torna ragazza verde dei fiordi

Torna violino dei ricordi

Nei porti suonan le zampogne

Per l’arrivo dei compagni

Il profumo di lago salato

Che irrompe dalle rosse piaghe

Ed io metro per metro esplorando

La tua ferita nel profondo

E nel confine del tuo bene

Fra le coperte e l’alba lieve

Una finestra sul refrain

Tu verde figlia del mio spleen

Le conchiglie figuranti

Sotto le luci del sole

Sono nacchere di Spagna

Livida al tramonto sul mare

Abbia pietà il dio del granito

La loro vocazione di gioiello

Quando severo s’alza il dito

Fra la falce ed il coltello

Dalla penombra feritoia

Osservo le sorti del mondo

Fra le persiane del mio sangue

Il plasma antico della abiure

In una triste geometria

Che non conosce la bugia

E questo oceano sulla pelle

Questa memoria delle stelle

Questo rumore per le strade

Che rompe gli argini e mi acceca

Quei suoi gesti disegnati

Con eloquio da profeta

Questo rumore mi tormenta

Come a un barbone il suo anatema

Come un’ombra che si attarda

A disegnare il mio teorema

E sul mio trucco vermiglio

Viene a sbattere furioso

Con la tempra dell’orgoglio

Con un ritmo rancoroso

C’est fini la mer c’est fini

Sulla sabbia si nasconde

Un granello di infinito

Che mi chiama dalle onde

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L’amore dopo la caduta del muro

Testo L’amore dopo la caduta del muro:

Sotto i tigli a meriggiare

E il mondo che passa

Il mondo si muove

Tra tanta gente

Non si sa dove

Sotto i tigli a meriggiare

Lontani dal mare

In questa grande città

Tra questa gente

Chi soffre chi ride

Tranquillamente…

Sotto i tigli a meriggiare

E tu dove sei?

Sperduta fra i giochi di un tempo

Fra i bagliori fugaci

Di un lampo…

Sotto i tigli ti porterei

Ad indossare la vita

Questa vita che

Scivola via

Senza un goccio di vodka

Senza un po’ di magia…

Sotto i tigli a meriggiare

E il mondo che passa

Un mondo normale

Senza te sempre uguale

Senza te nulla mai

Sarà sempre più uguale

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La tenda rossa

Testo La tenda rossa:

Son passate cento notti e cento giorni infiniti

In questi bianchi pomeriggi mi sento un uomo fra gli uomini

E anche il silenzio è un rumore assordante

Fra le geometrie delle stelle

Abbiamo fame e abbiamo sete

Abbiamo occhi per vedere e speranze da vendere

In questo mercato del cielo

Dove cresce ogni fiore e profuma davvero.

Mare, oceano mare, presto ne avrai da raccontare

Ogni parola ogni mio gesto abbandonato

Mare, oceano mare, presto saprai dimenticare

Ogni mio sguardo sospeso tra le nebbie.

La grande nave taglia i ghiacci come fette di pane

E sventola una bandiera rossa di rame

Il capitano col baffo sui denti

Tiene in mano la rosa dei venti

Tieni forte il mio cuore compagno di viaggio

Che la vita è un fuscello,

un facile ritornello da cantare in minera

un lampo birichino acceso a mezza sera.

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Luntanu

Testo Luntanu:

Quannu u scuru cummogghia li casi

d’un nivuru carbuni

e iu m’affacciu a la me fenestra

taliu luntanu

dunni si perdinu l’occhi.

Quannu trasu

e mettu pedi ‘ntrà la me casa

vulissi rumpiri tutti così

vulissi vulari ‘nto celu e lu mari

vulissi cantari li me canzuna

vulissi essiri dintra li stiddi stanotti.

Quannu chianciu

picchi’pensu a tia ca si luntana

l’occhi ti cercanu ma nun ci si

mi votu ‘nto lettu e mi rivotu e nun dormu,

e poi fussi aceddu

cu’battitu d’ali jo ti uncissi

ma jo a vulari nun ci la sacciu

e aspettu chi un jornu

addumarisi un focu,

sarannu li luci di li to occhi

cchiu’granni

ca mi sonanu la me ninna nanna,

stanotti.

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Marrakesh

Testo Marrakesh:

E’ il sole amici è il sole

Che disegna le lontananze

Che accarezza uomini e cose

Uomini e cose

E’ il sole amici è il sole

Che sfiora l’orizzonte

E tenue ci rincuora

E dolce ci rincuora

E ci sono sguardi ad ogni angolo

Ad osservare l’innocenza

Ed ogni albero è u minareto

E’ il gioco del fato

E porto gli stracci con onore

E c’ho sorrisi da regalare

Per viandanti d’oltremare

Per viandanti da salutare

A’ claque virage un peu d’amour

Guarda il video di Marrakesh:

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