Racconta Tutto A Me

Testo Racconta Tutto A Me:

Tu non vuoi parlar con me,

c’è qualcosa che tu proprio non vuoi dir,

non esisto, non se vedi,

tu lo sai meglio di me.

 

Non ti deve spaventar la verità,

c’è qualcosa che io posso far per te,

non escludermi ti prego

ma racconta tutto a me.

 

Già lo sai io, ti voglio come sei

d’ogni cosa puoi parlare insieme a me

ti darò quella pace che non hai.

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Rebecca (Un Gioco Di Società)

Testo Rebecca (Un Gioco Di Società):

Le porte dei giardini sono chiuse,

l’inverno ha le sue nevi da portare

e se nel cuore canta una canzone

fa che un’armonica la suoni piano piano,

fa che un’armonica la suoni piano piano.

 

Così un giorno conoscevo una ragazza

con i capelli neri lunghi lunghi lunghi,

lunghi silenzi nei suoi occhi larghi,

penso al suo seno e penso alle sue mani,

penso al suo seno e penso alle sue mani.

 

Madri no, non è cambiato niente,

padri no, non è servito a niente,

anche una volta si scappava via,

quanti di voi su quelle navi bianche,

quanti di voi l’America nel cuore,

quanti di voi adesso sono stanchi.

 

Pure le autostrade sono piene,

i sacchi in spalla e via “Mi di un passaggio”,

i santi libri ed un educazione

non riusciranno a farli ritornare,

non riusciranno a farli ritornare.

 

E sono loro che han distrutto tutto,

tutti i principi su cui lo Stato, la famiglia e Dio

ed io no so se riuscirò a mangiare,

dov’è finito il buon samaritano,

dov’è finito il buon samaritano.

 

E adesso che la colpa è un po’ di tutti,

gli assistenti sociali ed i dottori,

con gli psichiatri e con gl’educatori,

tengon monologhi sulla diversità,

parlano asseri di caratteriali

e perché no anche un po’ di criminali.

 

Le porte dei giardini hanno riaperto,

l’estate a fiori e stelle da portare

e se nel cuore canta una canzone,

fa che una bocca la racconti agli’altri,

fa che una boca la racconti agl’altri.

 

Così un giorno conoscevo una ragazza

con i capelli neri lunghi lunghi lunghi,

lunghi silenzi nei suoi occhi larghi,

penso al suo seno e penso alle sue mani,

penso al suo seno e penso alle sue mani.

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Ricomincia così

Testo Ricomincia così:

Vedo nei tuoi occhi che hai dato tutto ormai,

tutto il tuo amore e non bastava mai

guardati allo specchio sei stanca, ormai lo sai

ma forse nel tuo cuore tu no, non cambierai

Cercavi più valori o forse nuovi eroi

cercavi in ogni dove quel che non trovavi mai

guardando nel tuo cuore poi non ti sei trovata più

hai dato tutto il tuo amore per non amarti più

E ti sei persa così senza capire perché eri fragile si e non credevi più in te

non credevi più in te

Delusa dei tuoi sogni di ieri e quel che hai

nei giorni e nei pensieri che son volati ormai

hai tagliato i fili con tutta la realtà ma non lasciarti andare vedrai che cambierà

e dalla vita si può riavere tutto quelo che dai

mai nella vita è tutto perso tutto ha un senso lo sai

prendi la giacca, la tua bicicletta e ritorna chi sei

da una sconfitta a volte si esce più forti che mai

e ricomincia così senza capire perché

la tua vita da qui, la tua vita così

E ricomincia così

E ricomincia così

senza capire perché la tua vita da qui la tua vita così

E ricomincia così

E ricomincia così

E ricomincia così

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Per Fare Un Uomo

Testo Per Fare Un Uomo:

E cade la pioggia

E cambia ogni cosa

La morte e la vita

Non cambiano mai

L’inverno è tornato

L’estate è finita

La morte e la vita

Rimangono uguali.

La morte e la vita

rimangono uguali.

Per fare un uomo

Ci vogliono vent’anni

Per fare un bimbo

Un’ora d’amore

Per una vita

Migliaia di ore

Per il dolore

È abbastanza un minuto.

Per il dolore

È abbastanza un minuto.

E verrà il tempo

Di dire parole

Quando la vita

Una vita darà

E verrà il tempo

Di fare l’amore

Quando l’inverno

Più a nord se ne andrà.

Poi andremo via

Come fanno gli uccelli

Che dove vanno

Nessuno lo sa

Ma verrà il tempo

E quel cielo vedremo

Quando l’inverno

Dal nord tornerà.

Quando l’inverno

Dal nord tornerà

E cade la pioggia

E cambia ogni cosa

La morte e la vita

Non cambiano mai

L’estate è passata

L’inverno è alle porte

La vita e la morte

Rimangono uguali.

La vita e la morte

Rimangono uguali

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Per Quando Noi Non Ci Saremo

Testo Per Quando Noi Non Ci Saremo:

Per quando i nastri di pietra finiranno nel sogno

e i secoli davanti e dopo saranno nel momento,

in cui le cose sono.

Per quando il tempo si alzerà sui conestabili

viola velluto, e i clavicordi mori spezzeranno

i ritmi e i nodi della vita.

 

Per quando voci di vuoto saranno solo echi, lungo

le estati urlate sulle chitarre ritmiche,

e questa età di suoni scivolerà nello spazio

e semineremo ricordi di cattedrali, per le genti che non

conoscono il nostro nome.

 

Per quando verrà il tempo della sera lungo i

grani d’incenso delle visioni,

e rintocchi di rame corroso rantoleranno per noi.

Trote variegate e fumo e acqua e terra e vento,

e tutto ciò che il mare rigetta a terra di notte.

 

Per quando solo la vibrazione d’acciaio resterà

ed i fruscii di pensieri consacreranno città minerali

e il fanciullo sul delfino nuoterà con noi,

come solo si nuota quando si è stanchi o si parte,

ed il fiore di quiete della rosa fiorirà

sulla terra…

 

Lasciamo un suono.

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Per Quando è Tardi

Testo Per Quando è Tardi:

Quando è tardi

e per le strade scivolano sguardi

di gente che ha solo fretta di tornare

e i cinema si chiudono

e i caffè si vuotano.

 

Per le strade

assieme al freddo e ai tristi canti opachi

sono rimasti gli ultimi ubriachi

un ciondolare stanco

verso il giorno che verrà.

 

Si discute

delle rivoluzioni mai vissute

e degli amori fatti di bevute

e di carriere

morte nel bicchiere.

 

Nelle sere a gambe aperte con il

mondo in mano

cantando mentre guardano

lontano

come se fosse

in faccia all’universo.

 

E li vedi

passare lenti strascicando i piedi

parlare forte a tutti o a nessuno

o piangere aggrappati

ai muri stanchi ed addormentati.

 

L’ora vola

il vino amico li uccide o li consola

il vino li fa vivere o morire

e la tristezza solita

o li uccide o se ne va.

 

Nella stanca

mattina che si riempie già di vita

piangendo un’altra notte che è finita

attender non sai dove

quando il buio tornerà,

attender non sai dove quando il buio tornerà.

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Piccola Città

Testo Piccola Città:

Piccola città bastardo posto

appena nato ti compresi

e fu il fato che in tre mesi

mi spinse via.

 

Piccola città io ti conosco

nebbia e fumo non san darmi il profumo del ricordo

che cambia in meglio

ma sono qui nei pensieri le strade di ieri che tornano

visi e dolori e stagioni amori e mattoni che parlano.

 

Piccola città io poi ti vidi

le tue pietre sconosciute le tue case diroccate

dalla guerra antica.

 

Mia nemica strana sei lontana coi peccati fra macerie

e fra i giochi consumati dentro al Florida.

Cento finestre e un cortile, le voci, le liti e la miseria.

Io la montagna nel cuore sentivo l’odore del dopoguerra.

Piccola città, vetrate viola, primi giorni della scuola

la parola, il mesto odore di religione.

 

Vecchie suore nere con che fede in quelle sere

avete dato a noi il senso di peccato e di espiazione.

Gli occhi guardavano voi ma sognavan gli eroi, le armi e la biglia

correva la fantasia verso la prateria fra la via Emilia e il West.

 

Sciocca adolescenza falsa e stupida innocenza

continenza, vuoto mito americano di terza mano

pubertà infelice spesso urlata a mezza voce a toni acuti

casti affetti denigrati, cercati invano

se penso ad un giorno un momento ritrovo soltanto malinconia.

È tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via.

 

Piccola città vecchia bambina che mi fu tanto fedele

a cui fui tanto fedele per lunghi mesi

angoli di strada testimoni degli erotici miei sogni,

frustrazioni, amori a vuoto

e mai compresi.

 

Dove sei ora, che fai neghi ancora o ti dai sabato sera ?

Quelle vie adesso disprezzi o invidi e singhiozzi

se passan davanti a te.

Così diversa sei adesso io son sempre lo stesso sempre diverso

cerco le notti ed il fiasco se muoio rinasco finché non finirà.

Cerco le notti ed il fiasco se muoio rinasco finché non finirà.

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Pietro

Testo Pietro:

Camminando con la mente stanca

gl’occhi bassi sul suo passo

di giorno in giorno lui consuma la sua vita.

 

Di notte si ferma fumando

qualcosa sulla porta del bar

in piazza del mercato pochi sono come lui.

 

Ma ieri per caso ha detto che è stanco

di questa gente triste, talchi o denaro

poi girato sul marciapiede mi ha guardato

e ha detto che il suo nome è Pietro.

 

Mi chiamo Pietro e non è un caso

e so chi è un giusto oppure un ladro

Tittirulè, tittirulè olà,

tittirule olà, tittirula.

 

Nessuno si dice lo conosce,

nessuno sa dove lui dorme,

la gente lo guarda e dice:

“Quello cerca i guai!”

 

La gente gira oggi è mercato

nell’aria c’è profumo di neve

gente che guarda, gente che ascolta

la sua voce.

 

Ma oggi per caso c’ho guardato in quegl’occhi

e mi è sembrato all’improvviso di ricordare

che un bel giorno tornerà su questa terra

con l’uomo che c’amava tanto,

ritornerà per giudicare chi sia un giusto

oppure un ladro.

Tittirulè, tittirulè olà,

tittirule olà, tittirula.

 

Ritornerà per giudicare chi sia un giusto

oppure un ladro.

Tittirulè, tittirulè olà,

tittirule olà, tittirula.

 

Tittirulè, tittirulè olà,

tittirule olà, tittirula.

Tittirulè, tittirulè olà,

tittirule olà, tittirula.

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Primavera Di Praga

Testo Primavera Di Praga:

Di antichi fasti la piazza vestita

grigia guardava la nuova sua vita:

come ogni giorno la notte arrivava,

frasi consuete sui muri di Praga.

 

Ma poi la piazza fermò la sua vita

e breve ebbe un grido la folla smarrita

quando la fiamma violenta ed atroce

spezzò gridando ogni suono di voce.

 

Son come falchi quei carri appostati;

corron parole sui visi arrossati,

corre il dolore bruciando ogni strada

e lancia grida ogni muro di Praga.

 

Quando la piazza fermò la sua vita

sudava sangue la folla ferita,

quando la fiamma col suo fumo nero

lasciò la terra e si alzò verso il cielo,

quando ciascuno ebbe tinta la mano,

quando quel fumo si sparse lontano

Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava

all’orizzonte del cielo di Praga.

 

Dimmi chi sono quegli uomini lenti

coi pugni stretti e con l’odio fra denti;

dimmi chi sono quegli uomini stanchi

di chinar la testa e di tirare avanti;

dimmi chi era che il corpo portava,

la città intera che lo accompagnava:

la città intera che muta lanciava

La speranza nel cielo di Praga.

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Quando Ci Sarai

Testo Quando Ci Sarai:

Il tempo sfiora la notte senza ombre,

al giorno bambino sorride la vita,

la luna è assopita, ti rendo i miei pensieri,

strane formule nel libro di un vecchio mago.

 

Vorrei poter volare movendo le mie ali

nel grande spazio dell’infinito,

là dove i muri non segnano il percorso

ed i fiori non perdono i colori.

 

Quando ci sarai ti porterò lontano,

lontano, dove si perde il suono.

Quando ci sarai ti porterò lontano,

lontano…

 

Il vento sussurra grandi storie d’amore,

storie diverse, di mondi mai visti,

racconta di spiagge andate, di aquiloni che lasciano la mano,

di uccelli alti in cielo e di grida nel silenzio.

 

Vorrei poter donarti un po’ di libertà,

l’amore che ogni uomo già da tempo più non ha,

dare note alle tue frasi e colori ai tuoi pensieri,

costruire un castello senza armi né guerrieri.

 

Quando ci sarai ti porterò lontano,

lontano, dove si perde il suono.

Quando ci sarai ti porterò lontano,

lontano…

 

Passo dopo passo, lasciare il rancore,

scoprire l’inganno e sconfiggere il dolore,

comprare tutto il mondo, regalarlo a chi come te

è nato da un giorno e crescere vorrà.

 

Quando ci sarai ti porterò lontano,

lontano, dove si perde il suono.

Quando ci sarai ti porterò lontano,

lontano…

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