Ricordati Di Chico

Testo Ricordati Di Chico:

I signori della morte hanno sì,

l’albero più bello è stato abbattuto.

I signori della morte non vogliono capire,

non si uccide la vita, la memoria resta:

così l’albero cadendo ha sparso i suoi semi

e in ogni angolo del mondo nasceranno foreste.

 

Ma salvare le foreste vuol dire salvare l’uomo,

perché l’uomo non può vivere tra acciaio e cemento,

non ci sarà mai pace, ma il vero amore finché

l’uomo non imparerà a rispettare la vita.

 

Per questo l’albero abbattuto non è caduto invano,

cresceranno foreste e una nuova idea del uomo.

Ma lunga sarà la strada e tanti gli alberi abbattuti,

prima che l’idea trionfi senza che nessuno muoia,

forse un giorno uomo e foresta vivranno insieme,

speriamo che quel giorno ci siano ancora.

 

Se quel giorno arriverà ricordati di un amico,

ma proprio svigno se la foresta Ricordati di Chico.

Se quel giorno arriverà ricordati di un amico,

morto per gli indios e la foresta ricordati di cico.

 

Lai la la la, Lai la la la, Lai la la la, Lai la la la…

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Ritornerei

Testo Ritornerei:

Ritornerei

sulla strada che mi chiama

a al cane schiacciato sotto il camion

dalla signora che ride sempre

sotto un sole dall’oriente.

 

Ritornerei

sulla strada che mi chiama

per poi fermarmi tra i campi

addormentarmi quando voglio

sulla paglia che profuma

vorrei andare e non vorrei

ma se non vado è per lei

peccato solo perché così

io qua sicuro mi fermerei.

 

Ritornerei

sulla strada che mi chiama

dove aspettano gli amici

per ricordare giorni felici

e folli corse al sole

e rivedrei

sulla strada che mi chiama

dipinte sul viso di chi mi ama

la fretta e l’ansia di raccontare

cose ancora da scoprire

e di un posto conoscerei

dove la vita riscoprirei

ma io non posso lasciare lei

vorrei andare e non vorrei.

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Riverisco

Testo Riverisco:

Riverisco lor signori

sono il pagliaccio della corte

della mensa della casa di un

porcaro dell’Arconte e ricordo

a lor signori che per certi casi

strani l’eri che diventa oggi non

ritornerà domani.

Calcolando si conteggia

che la roba va al denaro ma la

mano che la porta è più

importante del guadagno se la

roba sono i soldi anche i soldi

son la roba e il denaro è

un’astrazione della fabbrica di merci.

Riverisco lor signori

sono il pagliaccio della corte

della mensa della casa di un

porcaro dell’Arconte c’è chi dice

che son matto che mi chiama

menestrello sono invece solo il paggio

del buffone del castello.

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Rosso

Testo Rosso:

Nel mese di maggio i papaveri

sono alti e grossi, sono rossi.

rossa e la gonna della mia donna,

rosso rosso rosso e il mio cuore.

rossa e la libertà, rosso e l’amore.

 

Col rosso ho scritto sul muro,

grande grande.

col rosso ho scritto il nome

della mia amante.

 

Io ti ho donato una rosa rossa

rosa rossa come rossa la tua bocca rossa,

rosso come il viso infuocato che ho baciato.

 

Ma è nero, nero il fumo

quando parte un treno,

avvolge la tua libertà. te l’avvolge di nero.

 

Ma tu chiudi gli occhi con amore e nostalgia

questo è l’unico trucco per non andare via.

 

Rosso

il tramonto nel maggio caldo

rosso di sera, bel tempo si spera.

rosso

il fuoco, rosso sempre il mio gioco.

 

Ma è nero, nero il buio

quando cala il sole,

avvolge la tua libertà, te l’avvolge di nero.

 

Ma tu stringi i pugni con rabbia e fantasia

questo è l’unico trucco, per ritrovar la via.

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Rotolando Va

Testo Rotolando Va:

Ogni volta che non vuoi, tra cenni e ambiguità

cambiare la realtà, cos’è che devo pensare.

Tu chiamala realtà, paura abbiamo noi,

paura ma di noi cos’è che fa non si sa.

 

Ma laggiù, rotolando va

tra nebbia e oscurità,

l’idea di noi insieme.

 

E laggiù, rotolando va

non troverà pensieri,

cosi veri fino a ieri.

 

Talvolta tu non sai, tra colpe e falsità

cambiare la realtà, cosa devo inventare.

Tu chiamala solo vanità, qualcosa avrai di me

qualcosa avrò di te, cos’è che fa non si sa.

 

E laggiù, rotolando va

non troverà pensieri,

cosi veri fino a ieri.

 

Talvolta tu non puoi, tra nebbia e oscurità

cambiare la realtà cos’è che devo rifare.

Tu chiamala vanità, ma un giorno si dirà

su una fotografia, sai quella donna e stata mia.

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Salutami Le Stelle

Testo Salutami Le Stelle:

Tu non ci crederai

ma dove vivo non respiro

il posto è inumano

non stringo mai una mano.

 

Posso vedere quanto è diffidente

ogni giorno il sorriso di questa gente,

posso sentire la violenza di ogni sera

nelle parole di gente che non spera.

 

Salutami le stelle della tua città

e le sole che io porto nel mio cuore,

salutami le piazze della tua città

riempile d’amore, ahha ahha.

 

Tu non ci crederai

ma dove vivo non respiro,

il posto è inumano,

non stringo mai una mano.

 

Posso pensare quanto e indifferente

nei gesti questa folla clemente,

posso toccare la natura più vera

nello sguardo di gente che non spera.

 

Salutami le stelle della tua città

piantaci bandiere d’allegria,

salutami le piazze della tua città

e di fantasia.

 

Salutami le stelle della tua città

e le sole che io porto nel mio cuore,

salutami le piazze della tua città

riempile d’amore, ahha ahha.

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Salvador

Testo Salvador:

Salvador era un uomo, vissuto da uomo

morto da uomo, con un fucile in mano.

Nelle caserme i generali, brindavano alla vittoria

con bicchieri colmi di sangue, di un popolo in catene.

 

Da un cielo grigio di piombo

piovevano lacrime di rame,

il Cile piangeva disperato

la sua libertà perduta.

 

Mille madri desolate, piangevano figli scomparsi

l’amore aveva occhi sbarrati di una ragazza bruna.

Anche le colombe erano diventate falchi,

gli alberi d’ulivo trasformati in croci.

 

Da un cielo grigio di piombo

piovevano lacrime di rame,

il Cile piangeva disperato

la sua libertà perduta.

 

Ma un popolo non può morire, non si uccidono idee

sopra una tomba senza nome, nasceva la coscienza.

Mentre l’alba dalle Ande rischiara i cieli,

cerca il suo nuovo nido una colomba bianca.

 

Da un cielo grigio di piombo

piovevano lacrime di rame,

il Cile piangeva disperato

la sua libertà perduta.

Guarda il video di Salvador:

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Quanti Anni Ho?

Testo Quanti Anni Ho?:

Quanti anni ho?

Questa barba e questo volto,

oggi non lo so.

Quanti anni ho?

Io mi guardo e sono stanco

quanti anni ho?

 

Ricordo una casa sul fiume e poi

le primavere sull’altalena,

ed una bambina con gli occhi tuoi,

e i prati del sole…

 

E poi l’amore intorno a noi,

e ancora noi,

torrenti azzurri e poi

ancora noi

ingenui più che mai.

 

Quanti anni hai?

Un po’ di cielo nel tuo cuore

non lo trovi mai?

Quanti anni hai?

Anche il Sole sul tuo viso

è scomparso ormai.

 

Voce: rivedo la casa sul fiume

ripenso alle prime paure

insieme a te

insieme a te.

 

Ricordi le corse tra i boschi e poi

le piogge sotto l’arcobaleno

e quel ragazzino con gli occhi

miei

due corpi nel sole…

 

Ormai mi sveglio senza te

negli occhi miei

un altro mondo c’è

insieme a lei

ingenua più che mai

 

Quanti anni ho?

Questa barba e questo volto,

oggi non lo so.

Quanti anni ho?

Io mi guardo e sono stanco

quanti anni ho?

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Quasi, Quasi

Testo Quasi, Quasi:

E mettiti a sedere

hai una faccia spaventata

come è andata.

 

La vuoi una sigaretta

un secondo te l’accendo

faccio in fretta

e dimmi un po’

tu gli hai detto di noi?

 

Ma dimmi un po’

lui sta venendo qui?

Resta dove sei

e stai calma sai

lascia fare a me

è una cosa che tocca a me.

 

Glielo dico io di noi

glielo dico io vedrai

che non l’hai amato tu, mai…

 

E sale l’ascensore

lo capisci dal rumore

adesso suona

e si sentono dei passi

ma si apre e poi si chiude

un’altra porta

e dimmi un po’

è uno scherzo il tuo?

 

Ma dimmi un po’

e ci ridi anche

resta dove sei

e stai calma sai

lascia fare a me

è una cosa che

tocca a me

Quasi quasi ti ucciderei

quasi quasi ti ucciderei

quasi quasi ti ucciderei.

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Quattro Lire E Noi

Testo Quattro Lire E Noi:

Noi, quattro lire e noi

quattro amici e poi

che ci importerà

del mondo che non sa

guardare in faccia mai la realtà.

 

Noi, il nostro amore e noi

questo amore che

vive accanto a noi

la gente non lo sa

che la felicità è tutta qua.

 

Se importante sarei, che farai

se poi nessuno c’è, vicino a te

noi, con quattro lire noi

ricchi più che mai

e che ci importerà

del mondo che non sa

guardare in faccia mai la realtà.

Guarda il video di Quattro Lire E Noi:

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