Zirichiltaggia

Testo Zirichiltaggia:

Di chissu che babbu ci ha lacatu

la meddu palti ti sei presa

la muntiggiu ruiu cu lu suaru

li acchi sulcini lu trau mannu

e m’hai laccatu monti muccju e zirichelti…

 

Ma tu ti sei tentu lu tiu e la casa

tuttu chissu che v’era ‘ndrentu

li piri butirro e l’oltu cultiato

dapoi di sei mesi che mi n’era ‘ndatu

paria un campusantu bumbaldatu…

 

Ti ni sei andatu a campà cun li signuri

fenditi comandà da to mudderi

e li soldi di babbu l’hai spesi tutti

in cosi boni, midicini e giornali

che to fiddolu a cattr’anni aja jà l’ucchijali…

 

Ma me mudderi campa da signora

a me fiddolu cunnosci più di milli parauli

la toja è mugnedi di la manzana a la sera

e li toi fiddoli so brutti di tarra e di lozzu

e andarani a cuiassi a calche ziraccu…

 

Candu tu seu oaltutu suldatu piagnii come unu steddu

e da li babbi di li toi amanti t’ha salvatu tu frateddu

e si lu curaggiu che t’è filmatu lu curaggiu è sempre chiddu

chill’emu a vidi in piazza ca l’ha più tostu lu murro

e pa lu stantu ponimi la faccia in culu

Traduzione Zirichiltaggia:

Di ciò che babbo ci ha lasciato

Ti sei preso la miglior parte

La collina rossa con i sughereti

Le vacche sorcine e il toro grande

E mi hai lasciato pietre, cisto e lucertole

 

Ti sei tenuto il ruscello la casa

E tutto ciò che c’era dentro,

Le pere al burro e l’orto coltivato

Che dopo sei mesi che me n’ero andato

Sembrava un cimitero bombardato

 

Te ne sei andato a vivere con i signori

Facendoti comandare da tua moglie

I soldi di papà li hai spesi tutti

In dolci medicine e giornali

E tuo figliolo a quattro anni ha già gli occhiali

 

Mia moglie vive da signora

E mio figlio conosce più di mille parole

La tua munge da mattina a sera

E le tue figlie sono sporche di terra e di letame

E andranno a spostarsi a qualche servo pastore

 

Quando sei partito soldato piangevi come un bimbo

E dai padri delle tue amanti t’ha salvato tuo fratello

E se il coraggio che ti è rimasto è sempre quello

Vedremo in piazza chi ha la testa dura

E nel frattempo mettimi la faccia in culo.

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Al ballo mascherato

Testo Al ballo mascherato:

Cristo drogato da troppe sconfitte

cede alla complicità

di Nobel che gli espone la praticità

di un’eventuale premio della bontà.

 

Maria ignorata da un Edipo ormai scaltro

mima una sua nostalgia di natività,

io con la mia bomba porto la novità,

la bomba che debutta in società,

al ballo mascherato della celebrità.

 

Dante alla porta di Paolo e Francesca

spia chi fa meglio di lui:

lì dietro si racconta un amore normale

ma lui saprà poi renderlo tanto geniale.

 

E il viaggio all’inferno ora fallo da solo

con l’ultima invidia lasciata là sotto un lenzuolo,

sorpresa sulla porta d’una felicità

la bomba ha risparmiato la normalità,

al ballo mascherato della celebrità.

 

La bomba non ha una natura gentile

ma spinta da imparzialità

sconvolge l’improbabile intimità

di un’apparente statua della Pietà.

 

Grimilde di Manhattan, statua della libertà,

adesso non ha più rivali la tua vanità

e il gioco dello specchio non si ripeterà

“Sono più bella io o la statua della Pietà “

dopo il ballo mascherato del celebrità.

 

Nelson strappato al suo carnevale

rincorre la sua identità

e cerca la sua maschera, l’orgoglio, lo stile,

impegnati sempre a vincere e mai a morire.

 

Poi dalla feluca ormai a brandelli

tenta di estrarre il consiglio della sua Trafalgar

e nella sua agonia, sparsa di qua, di là,

implora una Sant’Elena anche in comproprietà,

al ballo mascherato della celebrità.

 

Mio padre pretende aspirina ed affetto

e inciampa nella sua autorità,

affida a una vestaglia il suo ultimo ruolo

ma lui esplode dopo, prima il suo decoro.

 

Mia madre si approva in frantumi di specchio,

dovrebbe accettare la bomba con serenità,

il martirio è il suo mestiere, la sua vanità,

ma ora accetta di morire soltanto a metà

la sua parte ancora viva le fa tanta pietà,

al ballo mascherato della celebrità.

 

Qualcuno ha lasciato la luna nel bagno

accesa soltanto a metà

quel poco che mi basta per contare i caduti,

stupirmi della loro fragilità,

e adesso puoi togliermi i piedi dal collo

amico che m’hai insegnato il “come si fa”

se no ti porto indietro di qualche minuto

ti metto a conversare, ti ci metto seduto

tra Nelson e la statua della Pietà,

al ballo mascherato della celebrità.

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Amico fragile

Testo Amico fragile:

Evaporato in una nuvola rossa

in una delle molte feritoie della notte

con un bisogno d’attenzione e d’amore

troppo, “Se mi vuoi bene piangi “

per essere corrisposti,

valeva la pena divertirvi le serate estive

con un semplicissimo “Mi ricordo”:

per osservarvi affittare un chilo d’era

ai contadini in pensione e alle loro donne

e regalare a piene mani oceani

ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,

fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli

senza rimpiangere la mia credulità:

perché già dalla prima trincea

ero più curioso di voi,

ero molto più curioso di voi.

 

E poi sorpreso dai vostri “Come sta”

meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,

tipo “Come ti senti amico, amico fragile,

se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te”

“Lo sa che io ho perduto due figli”

“Signora lei è una donna piuttosto distratta.”

E ancora ucciso dalla vostra cortesia

nell’ora in cui un mio sogno

ballerina di seconda fila,

agitava per chissà quale avvenire

il suo presente di seni enormi

e il suo cesareo fresco,

pensavo è bello che dove finiscono le mie dita

debba in qualche modo incominciare una chitarra.

 

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,

mi sentivo meno stanco di voi

ero molto meno stanco di voi.

 

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta

fino a farle spalancarsi la bocca.

Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli

di parlare ancora male e ad alta voce di me.

Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo

con una scatola di legno che dicesse perderemo.

Potevo chiedere come si chiama il vostro cane

Il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero.

Potevo assumere un cannibale al giorno

per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.

Potevo attraversare litri e litri di corallo

per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

 

E mai che mi sia venuto in mente,

di essere più ubriaco di voi

di essere molto più ubriaco di voi.

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Anime salve

Testo Anime salve:

Mille anni al mondo mille ancora

che bell’inganno sei anima mia

e che bello il mio tempo che bella compagnia

sono giorni di finestre adornate

 

canti di stagione

anime salve in terra e in mare

sono state giornate furibonde

senza atti d’amore

 

senza calma di vento

solo passaggi e passaggi

passaggi di tempo

ore infinite come costellazioni e onde

 

spietate come gli occhi della memoria

altra memoria e no basta ancora

cose svanite facce e poi il futuro

i futuri incontri di belle amanti scellerate

 

saranno scontri

saranno cacce coi cani e coi cinghiali

saranno rincorse morsi e affanni per mille anni

mille anni al mondo mille ancora

 

che bell’inganno sei anima mia

e che grande il mio tempo che bella compagnia

mi sono spiato illudermi e fallire

abortire i figli come i sogni

 

mi sono guardato piangere in uno specchio di neve

mi sono visto che ridevo

mi sono visto di spalle che partivo

ti saluto dai paesi di domani

 

che sono visioni di anime contadine

in volo per il mondo

mille anni al mondo mille ancora

che bell’inganno sei anima mia

 

e che grande questo tempo che solitudine

che bella compagnia

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Ave Maria (sarda)

Testo Ave Maria (sarda):

Deus Deus ti salve Maria

chi chi ses de grazia piena

de grazia ses sa ivena

ei sa currente…

ei sa currente…

 

Su, su Deus onnipotente

cun, cun tegus est istadu

pro chi t’ha preservadu

immaculata

 

Bene, beneitta e laudada

supra, supra e tottu gloriosa

mama fizza e isposa

de su Segnore

 

Bene, beneittu su fiore

chi, chi es fruttu e su sinu

Gesu’ fiore divinu

Segnore nostru

 

Pregade pregade lu a fizzu ostru

chi chi tottu sos errores

a nois sos peccadores

a nos perdone

 

Meda meda grazia a nos done

in vida e in sa morte

e in sa diciosa sorte

in paradisu

Traduzione Ave Maria (sarda):

Dio ti salvi, o Maria,

che sei di grazia piena,

di grazie sei la vena

e la sorgente.

e la sorgente.

 

Il tuo Signor potente

teco è sempre stato

perchè t’ha preservato

immacolata.

 

Benedetta sei stata

fra le donne gloriosa,

madre, figlia e sposa

del mio Signore.

 

Sia benedetto il fiore

e il frutto del tuo seno,

Gesù fior divino

e il Signore nostro.

 

Prega il figlio tuo

per noi gran peccatori

acciò che i nostri errori

a noi perdoni.

 

La sua grazia ci doni

in vita e nella morte

e la felice sorte

in Paradiso.

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Canzone del Maggio

Testo Canzone del Maggio:

Anche se il nostro maggio

Ha fatto a meno del vostro coraggio

Se la paura di guardare

Vi ha fatto chinare il mento

Se il fuoco ha risparmiato

Le vostre Millecento

Anche se voi vi credete assolti

Siete lo stesso coinvolti

 

E se vi siete detti

Non sta succedendo niente

Le fabbriche riapriranno

Arresteranno qualche studente

Convinti che fosse un gioco

A cui avremmo giocato poco

Provate pure a credevi assolti

Siete lo stesso coinvolti

 

Anche se avete chiuso

Le vostre porte sul nostro muso

La notte che le pantere

Ci mordevano il sedere

Lasciamoci in buonafede

Massacrare sui marciapiedi

Anche se ora ve ne fregate

Voi quella notte voi c’eravate

 

E se nei vostri quartieri

Tutto è rimasto come ieri

Senza le barricate

Senza feriti, senza granate

Se avete preso per buone

Le “verità” della televisione

Anche se allora vi siete assolti

Siete lo stesso coinvolti

 

E se credente ora

Che tutto sia come prima

Perché avete votato ancora

La sicurezza, la disciplina

Convinti di allontanare

La paura di cambiare

Verremo ancora alle vostre porte

E grideremo ancora più forte

Per quanto voi vi crediate assolti

Siete per sempre coinvolti

Per quanto voi vi crediate assolti

Siete per sempre coinvolti

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Canzone del padre

Testo Canzone del padre:

“Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi

solo i sogni che non fanno svegliare”.

 

“Sì. Vostro Onore, ma li voglio più grandi.”

 

“C’è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.

Non dovrai che restare sul ponte

e guardare le altre navi passare

le più piccole dirigile al fiume

e più grandi sanno già dove andare.”

 

Così son diventato mio padre

ucciso in un sogno precedente

il tribunale mi ha dato fiducia

assoluzione e delitto lo stesso movente.

 

E ora Berto, figlio della Lavandaia,

compagno di scuola, preferisce imparare

a contare sulle antenne dei grilli

non usa mai bolle di sapone per giocare;

seppelliva sua madre in un cimitero di lavatrici

avvolta in un lenzuolo quasi come gli eroi;

si fermò un attimo per suggerire a Dio

di continuare a farsi i fatti suoi

e scappò via con la paura di arrugginire

il giornale di ieri lo dà morto arrugginito,

i becchini ne raccolgono spesso

fra la gente che si lascia piovere addosso.

 

Ho investito il denaro e gli affetti

banca e famiglia danno rendite sicure,

con mia moglie si discute l’amore

ci sono distanze, non ci sono paure,

ma ogni notte lei mi si arrende più tardi

vengono uomini, ce n’è uno più magro,

ha una valigia e due passaporti,

lei ha gli occhi di una donna che pago.

 

Commissario io ti pago per questo,

lei ha gli occhi di una donna che è mia,

l’uomo magro ha le mani occupate,

una valigia di ciondoli, un foglio di via.

 

Non ha più la faccia del suo primo hashish

è il mio ultimo figlio, il meno voluto,

ha pochi stracci dove inciampare

non gli importa d’alzarsi, neppure quando è caduto:

e i miei alibi prendono fuoco

il Guttuso ancora da autenticare

adesso le fiamme mi avvolgono il letto

questi i sogni che non fanno svegliare.

 

Vostro Onore, sei un figlio di troia,

mi sveglio ancora e mi sveglio sudato,

ora aspettami fuori dal sogno

ci vedremo davvero,

io ricomincio da capo.

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Canzone per l’estate

Testo Canzone per l’estate:

Con tua moglie che lavava i piatti in cucina e non capiva

con tua figlia che provava il suo vestito nuovo e sorrideva

con la radio che ronzava

per il mondo cose strane

e il respiro del tuo cane che dormiva.

 

Coi tuoi santi sempre pronti a benedire i tuoi sforzi per il pane

con il tuo bambino biondo a cui hai dato una pistola per Natale

che sembra vera,

con il letto in cui tua moglie

non ti ha mai saputo dare

e gli occhiali che tra un po’ dovrai cambiare.

 

Com’è che non riesci più a volare

com’è che non riesci più a volare

com’è che non riesci più a volare

com’è che non riesci più a volare

 

Con le tue finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente

con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente

la tua coda di ricambio

le tue nuvole in affitto

le tue rondini di guardia sopra il tetto.

 

Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza

col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza

col permesso di trasmettere

e il divieto di parlare

e ogni giorno un altro giorno da contare.

 

Com’è che non riesci più a volare

com’è che non riesci più a volare

com’è che non riesci più a volare

com’è che non riesci più a volare

 

Con i tuoi entusiasmi lenti precisati da ricordi stagionali

e una bella addormentata che si sveglia a tutto quel che le regali

con il tuo collezionismo

di parole complicate

la tua ultima canzone per l’estate.

 

Con le tue mani di carta per avvolgere altre mani normali

Con l’idiota in giardino ad isolare le tue rose migliori

col tuo freddo di montagna

e il divieto di sudare

e più niente per poterti vergognare.

 

Com’è che non riesci più a volare

com’è che non riesci più a volare

com’è che non riesci più a volare

com’è che non riesci più a volare

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Un malato di cuore

Testo Un malato di cuore:

Comincia a sognare anch’io insieme a loro,

poi l’anima d’improvviso prese il volo…

 

Da ragazzo spiare i ragazzi giocare

al ritmo balordo del tuo cuore malato

e ti viene la voglia di uscire e provare

che cosa ti manca per correre al prato,

e ti tieni la voglia, e rimani a pensare

come diavolo fanno a riprendere fiato.

 

Da uomo avvertire il tempo sprecato

a farti narrare la vita dagli occhi

e mai poter bere alla coppa d’un fiato

ma a piccoli sorsi interrotti,

e mai poter bere alla coppa d’un fiato

ma a piccoli sorsi interrotti.

 

Eppure un sorriso io l’ho regalato

e ancora ritorna in ogni sua estate

quando io la guidai o fui forse guidato

a contarle i capelli con le mani sudate.

Non credo che chiesi promesse al suo sguardo,

non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce,

quando il cuore stordì e ora, no, non ricordo,

se fu troppo sgomento o troppo felice…

quando il cuore stordì e ora, no, non ricordo,

da quale orizzonte sfumasse la luce.

 

E fra lo spettacolo dolce dell’erba

fra lunghe carezze finite sul volto,

quelle sue cosce color madreperla

rimasero forse un fiore non colto.

Ma che la baciai questo sì lo ricordo

col cuore ormai sulle labbra.

Ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo

e il mio cuore le restò sulle labbra.

 

E l’anima d’improvviso prese il volo

ma non mi sento di sognare con loro.

no, non mi riesce di sognare con loro.

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Un matto

Testo Un matto:

(dietro ogni scemo c’è un villaggio)

Tu prova ad avere un mondo nel cuore

e non riesci ad esprimerlo con le parole,

e la luce del giorno si divide la piazza

tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,

e neppure la notte ti lascia da solo:

gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro.

 

E sì, anche tu andresti a cercare

le parole sicure per farti ascoltare,

per stupire mezz’ora basta un libro di storia,

io cercai d’imparare la Treccani a memoria,

e dopo maiale, Majakowsky e malfatto,

continuarono gli altri fino a leggermi matto.

 

E senza sapere a chi dovessi la vita

in un manicomio io l’ho restituita:

qui sulla collina dormo malvolentieri

eppure c’è luce ormai nei miei pensieri,

qui nella penombra ora invento parole

ma rimpiango una luce, la luce del sole.

 

Le mie ossa regalano ancora alla vita:

le regalano ancora erba fiorita.

Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina

di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;

di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia:

“Una morte pietosa lo strappò alla pazzia”

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