Mégu megún

Testo Mégu megún:

E mi e mi e mi

anà anà

e a l’aia sciurtì

a suà suà

e ou coèu ou coèu ou coèu

da rebellà

fin a piggià piggià

ou trèn ou trèn

 

E ‘nta galleria

gentè ‘a l’intra au scùu

sciòrte amarutia

loèugu de ‘n spesià

e ‘ntu strèitu t’aguèitan

te dumàndan chi t’è

 

E ‘nte l’àtra stànsia

è bagàsce a dà ou menù

e ti cu’na quàe che nu ti voèu

a tià a bibbia ‘nta miàgia

serrà a ciàve ànche ou barcùn

e arensenite sùrvia ou coèu

 

Uh mègu mègu mègu mè megùn

Uh chin-a chin-a zù da ou caregùn

 

‘Na carèga dùa

nèsciu de ‘ n turtà

‘na fainà ch’a sùa

e a ghe manca’a sa

tùtti sùssa rèsca

da ou xàtta in zù

se ti gii ‘a tèsta

ti te vèddi ou cù

 

e a stà foèa gh’è ou repentin

ch’a te tùcche ‘na pasciùn

pe ‘na faccia da madònna

ch’a te sposta ou ghirindùn

ùn amù mai in esclusiva

sempre cun quarcòsa da pagà

na scignurin-a che sùttu à cùa

a gh’a ou gàrbu da scignùa

 

Uh mègu mègu mègu mè megùn

Uh chin-a chin-a zù da ou caregùn

 

Uh che belin de ‘n nolu che ti me faièsci fa

Uh ch’a sùn de piggià de l’aia se va a l’uspià

 

E mi e mi e mi

nu anà nu anà

stà chi stà chi stà chi

durmì durmì

 

E mi e mi e mi

nu anà nu anà

stà chi stà chi stà chi

asùnàme

Traduzione Mégu megún:

E io e io e io

andare andare

e uscire all’aria

sudare sudare

e il cuore il cuore il cuore

da trascinare

fino a prendere a prendere

il treno il treno

 

E nella galleria

la gente entra al buio

esce ammalata

cesso d’ un farmacista

e nello stretto ti guardano

ti domandano chi sei

 

E nell’altra stanza

le bagasce a dare il menù

e tu con una voglia che non vuoi

a tirare la Bibbia nel muro

chiudere a chiave anche la finestra

e a ciambellarti sopra il cuore

 

Uh medico medico medico mio medicone

Uh vieni vieni giù dal seggiolone

 

Una sedia dura

scemo di un tortaio

una farinata che suda

e le manca il sale

tutti succhiatori di lische

dal pappone il giù

se giri la testa

ti vedi il culo

 

e a star fuori c’è il rischio

che ti tocchi una passione

per una faccia da Madonna

che ti sposta il comò

un amore mai in esclusiva

sempre con qualcosa da pagare

una signorina che sotto la coda

ha il buco da signora

 

Uh medico medico medico mio medicone

Uh vieni vieni giù dal seggiolon

 

Uh che cazzo di contratto mi faresti fare

Uh che a forza di prendere aria si va all’ospedale

 

E io e io e io

non andare non andare

stare qui stare qui stare qui

dormire dormire

 

E io e io e io

non andare non andare

stare qui stare qui stare qui

dormire dormire

Guarda il video di Mégu megún:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Fila la lana (File la laine)

Testo Fila la lana (File la laine):

Nella guerra di Valois

il Signor di Vly è morto,

se sia stato un prode eroe

non si sa, non è ancor certo.

 

Ma la dama abbandonata

lamentando la sua morte

per mill’anni e forse ancora

piangerà la triste sorte.

 

Fila la lana, fila i tuoi giorni

lluditi ancora che lui ritorni,

libro di dolci sogni d’amore

apri le pagine al suo dolore.

 

Son tornati a cento e a mille

i guerrieri di Valois,

son tornati alle famiglie,

ai palazzi alle città.

 

Ma la dama abbandonata

non ritroverà il suo amore

e il gran ceppo nel camino

non varrà a scaldarle il cuore.

 

Fila la lana, fila i tuoi giorni

illuditi ancora che lui ritorni,

libro di dolci sogni d’amore

apri le pagine al suo dolore.

 

Cavalieri che in battaglia

ignorate la paura

stretta sia la vostra maglia,

ben temprata l’armatura.

 

Al nemico che vi assalta

siate presti a dar risposta

perché dietro a quelle mura

vi s’attende senza sosta.

 

Fila la lana, fila i tuoi giorni

illuditi ancora che lui ritorni,

libro di dolci sogni d’amore

chiudi le pagine sul suo dolore.

Guarda il video di Fila la lana (File la laine):

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Folaghe

Testo Folaghe:

-strumentale-

Guarda il video di Folaghe:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Franziska

Testo Franziska:

Hanno detto che Franziska è stanca di pregare

tutta notte alla finestra aspetta il tuo segnale

quanto è piccolo il suo cuore e grande la montagna

quanto tagli il suo dolore più di un coltello, coltello di Spagna.

 

Tu bandito senza luna senza stelle e senza fortuna

questa notte dormirai col suo rosario stretto intorno al tuo fucile.

 

Tu bandito senza luna senza stelle e senza fortuna

questa notte dormirai col suo rosario stretto intorno al tuo fucile.

 

Hanno detto che Franziska è stanca di ballare

con un uomo che non ride e non la può baciare

tutta notte sulla quercia l’hai seguita in mezzo ai rami

dietro il palco sull’orchestra i tuoi occhi come due cani.

 

Marinaio di foresta senza sonno e senza canzoni

senza una conchiglia da portare o una rete d’illusioni.

Marinaio di foresta senza sonno e senza canzoni

senza una conchiglia da portare o una rete d’illusioni.

 

Hanno detto che Franziska è stanca di posare

per un uomo che dipinge e non la può guardare

filo filo del mio cuore che dagli occhi porti al mare

c’è una lacrima nascosta che nessuno mi sa disegnare.

 

Tu bandito senza luna senza stelle e senza fortuna

questa notte dormirai col suo rosario stretto intorno al tuo fucile.

Tu bandito senza luna senza stelle e senza fortuna

questa notte dormirai col suo ritratto proprio sotto al tuo fucile.

 

Hanno detto che Franziska non riesce più a cantare

anche l’ultima sorella tra un po’ vedrà sposare

l’altro giorno un altro uomo le ha sorriso per la strada

era certo un forestiero che non sapeva quel che costava.

 

Marinaio di foresta senza sonno e senza canzoni

senza una conchiglia da portare o una rete d’illusioni.

Marinaio di foresta senza sonno e senza canzoni

senza una conchiglia da portare o una rete d’illusioni.

Guarda il video di Franziska:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Giovanna d’Arco

Testo Giovanna d’Arco:

Attraverso il buio Giovanna d’Arco

precedeva le fiamme cavalcando

nessuna luna per la corazza ed il manto

nessun uomo nella sua fumosa notte al suo fianco.

 

Sono stanca della guerra ormai

al lavoro di un tempo tornerei

a un vestito da sposa o a qualcosa di bianco

per nascondere questa mia vocazione al trionfo ed al pianto.

 

Son parole le tue che volevo ascoltare

ti ho spiato ogni giorno cavalcare

e a sentirti così ora so cosa voglio

vincere un’eroina così fredda, abbracciarne l’orgoglio.

 

E chi sei tu lei disse divertendosi al gioco,

chi sei tu che mi parli così senza riguardo,

veramente stai parlando col fuoco

e amo la tua solitudine, amo il tuo sguardo.

 

E se tu sei il fuoco raffreddati un poco,

le tue mani ora avranno da tenere qualcosa,

e tacendo gli si arrampicò dentro

ad offrirgli il suo modo migliore di essere sposa.

 

E nel profondo del suo cuore rovente

lui prese ad avvolgere Giovanna d’Arco

e là in alto e davanti alla gente

lui appese le ceneri inutili del suo abito bianco.

 

E fu dal profondo del suo cuore rovente

che lui prese Giovanna e la colpì nel segno

e lei capì chiaramente

che se lui era il fuoca lei doveva essere il legno.

 

Ho visto la smorfia del suo dolore,

ho visto la gloria nel suo sguardo raggiante

anche io vorrei luce ed amore

ma se arriva deve essere sempre così crudele e accecante.

Guarda il video di Giovanna d’Arco:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Giugno ’73

Testo Giugno ’73:

Tua madre ce l’ha molto con me

perché sono sposato e in più canto

però canto bene e non so se tua madre

sia altrettanto capace a vergognarsi di me.

 

La gazza che ti ho regalato

è morta, tua sorella ne ha pianto,

quel giorno non avevano fiori, peccato,

quel giorno vendevano gazze parlanti.

 

E speravo che avrebbe insegnato a tua madre

A dirmi “Ciao come stai “, insomma non proprio a cantare

per quello ci sono già io come sai.

I miei amici sono tutti educati con te

però vestono in modo un po’ strano

mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi

“Sono loro stasera i migliori che abbiamo “.

 

E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa

Nell’imbuto di un polsino slacciato.

I miei amici ti hanno dato la mano,

li accompagno, il loro viaggio porta un po’ più lontano.

 

E tu aspetta un amore più fidato

il tuo accendino sai io l’ho già regalato

e lo stesso quei due peli d’elefante

mi fermavano il sangue

li ho dati a un passante.

 

Poi il resto viene sempre da sé

i tuoi “Aiuto” saranno ancora salvati

io mi dico è stato meglio lasciarci

che non esserci mai incontrati.

Guarda il video di Giugno ’73:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Il bombarolo

Testo Il bombarolo:

Chi va dicendo in giro

che odio il mio lavoro

non sa con quanto amore

mi dedico al tritolo,

è quasi indipendente

ancora poche ore

poi gli darò la voce

il detonatore.

 

Il mio Pinocchio fragile

parente artigianale

di ordigni costruiti

su scala industriale

di me non farà mai

un cavaliere del lavoro,

io sono d’un’altra razza,

son bombarolo.

 

Nello scendere le scale

ci metto più attenzione,

sarebbe imperdonabile

giustiziarmi sul portone

proprio nel giorno in cui

la decisione è mia

sulla condanna a morte

o l’amnistia.

 

Per strada tante facce

non hanno un bel colore,

qui chi non terrorizza

si ammala di terrore,

c’è chi aspetta la pioggia

per non piangere da solo,

io sono d’un altro avviso,

son bombarolo.

 

Intellettuali d’oggi

idioti di domani

ridatemi il cervello

che basta alle mie mani,

profeti molto acrobati

della rivoluzione

oggi farò da me

senza lezione.

 

Vi scoverò i nemici

per voi così distanti

e dopo averli uccisi

sarò fra i latitanti

ma finché li cerco io

i latitanti sono loro,

ho scelto un’altra scuola,

son bombarolo.

 

Potere troppe volte

delegato ad altre mani,

sganciato e restituitoci

dai tuoi aeroplani,

io vengo a restituirti

un po’ del tuo terrore

del tuo disordine

del tuo rumore.

 

Così pensava forte

un trentenne disperato

se non del tutto giusto

quasi niente sbagliato,

cercando il luogo idoneo

adatto al suo tritolo,

insomma il posto degno

d’un bombarolo.

 

C’è chi lo vide ridere

davanti al Parlamento

aspettando l’esplosione

che provasse il suo talento,

c’è chi lo vide piangere

un torrente di vocali

vedendo esplodere

un chiosco di giornali.

 

Ma ciò che lo ferì

profondamente nell’orgoglio

fu l’immagine di lei

che si sporgeva da ogni foglio

lontana dal ridicolo

in cui lo lasciò solo,

ma in prima pagina

col bombarolo.

Guarda il video di Il bombarolo:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Introduzione

Testo Introduzione:

Lottavano così come si gioca

i cuccioli del maggio era normale

loro avevano il tempo anche per la galera

ad aspettarli fuori rimaneva

la stessa rabbia la stessa primavera

Guarda il video di Introduzione:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Jamin-a

Testo Jamin-a:

Lengua ‘nfeuga Jamin-a

lua de pelle scûa

cu’a bucca spalancà

morsciu de carne dûa

stella neigra ch’a lûxe

me veuggiu demuâ

‘nte l’ûmidu duçe

de l’amë dû teu arveà

ma seu Jamin-a

ti me perdunié

se nu riûsciò a ésse porcu

cumme i teu pensë

destacchete Jamin-a

lerfe de ûga spin-a

fatt’ammiâ Jamin-a

roggiu de mussa pin-a

e u muru ‘ntu sûù

sûgu de sä de cheusce

duve gh’è pei gh’è amù

sultan-a de e bagasce

dagghe cianìn Jamin-a

nu navegâ de spunda

primma ch’à cuæ ch’à munta e a chin-a

nu me se desfe ‘nte l’unda

e l’ûrtimu respiu Jamin-a

regin-a muaé de e sambe

me u tegnu pe sciurtï vivu

da u gruppu de e teu gambe

Traduzione Jamin-a:

Lingua infuocata Jamina

lupa di pelle scura

con la bocca spalancata

morso di carne soda

stella nera che brilla

mi voglio divertire

nell’umido dolce

del miele del tuo alveare

sorella mia Jamina

mi perdonerai

se non riuscirò a essere porco

come i tuoi pensieri

staccati Jamina

labbra di uva spina

fatti guardare Jamina

getto di fica sazia

e la faccia nel sudore

sugo di sale di cosce

dove c’è pelo c’è amore

sultana delle troie

dacci piano Jamina

non navigare di sponda

prima che la voglia che sale e scende

non mi si disfi nell’onda

e l’ultimo respiro Jamina

regina madre delle sambe

me lo tengo per uscire vivo

dal nodo delle tue gambe

Guarda il video di Jamin-a:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Khorakhané (a forza di essere vento)

Testo Khorakhané (a forza di essere vento):

Il cuore rallenta la testa cammina

in quel pozzo di piscio e cemento

a quel campo strappato dal vento

a forza di essere vento

 

porto il nome di tutti i battesimi

ogni nome il sigillo di un lasciapassare

per un guado una terra una nuvola un canto

un diamante nascosto nel pane

 

per un solo dolcissimo umore del sangue

per la stessa ragione del viaggio viaggiare

Il cuore rallenta e la testa cammina

in un buio di giostre in disuso

 

qualche rom si è fermato italiano

come un rame a imbrunire su un muro

saper leggere il libro del mondo

con parole cangianti e nessuna scrittura

 

nei sentieri costretti in un palmo di mano

i segreti che fanno paura

finché un uomo ti incontra e non si riconosce

e ogni terra si accende e si arrende la pace

 

i figli cadevano dal calendario

Yugoslavia Polonia Ungheria

i soldati prendevano tutti

e tutti buttavano via

 

e poi Mirka a San Giorgio di maggio

tra le fiamme dei fiori a ridere a bere

e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi

e dagli occhi cadere

 

ora alzatevi spose bambine

che è venuto il tempo di andare

con le vene celesti dei polsi

anche oggi si va a caritare

 

e se questo vuol dire rubare

questo filo di pane tra miseria e sfortuna

allo specchio di questa kampina

ai miei occhi limpidi come un addio

 

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca

il punto di vista di Dio

 

Cvava sero po tute

i kerava

jek sano ot mori

i taha jek jak kon kasta

 

vasu ti baro nebo

avi ker

kon ovla so mutavia

kon ovla

 

ovla kon ascovi

me gava palan ladi

me gava

palan bura ot croiuti

 

[Poserò la testa sulla tua spalla

e farò

un sogno di mare

e domani un fuoco di legna

 

perché l’aria azzurra

diventi casa

chi sarà a raccontare

chi sarà

 

sarà chi rimane

io seguirò questo migrare

seguirò

questa corrente di ali]

Guarda il video di Khorakhané (a forza di essere vento):

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

1 511 512 513 514 515 595