Monti di mola

Testo Monti di mola:

In li Monti di Mola

la manzana

un’aina musteddina era pascendi

 

in li Monti di Mola

la manzana

un cioano vantarricciu e moru

era sfraschendi

 

e l’occhi s’intuppesini cilchendi ea ea ea ea

e l’ea sguttesida li muccichili cù li bae ae ae

 

e l’occhi la burricca aia

di lu mare

 

e a iddu da le tive escia

lu Maestrale

 

e idda si tunchià abbeddulata ea ea ea ea

iddu le rispundia linghitontu ae ae ae ae

 

– Oh bedda mea

l’aina luna

la bedda mea

capitale di lana

oh bedda mea

bianca foltuna –

 

– Oh beddu meu

l’occhi mi bruxi

lu beddu meu

carrasciale di baxi

lu beddu meu

lu core mi cuxi –

 

Amori mannu

di prima ‘olta

l’aba si suggi tuttu lu meli di chista multa

 

Amori steddu

di tutte l’ore

di petralana lu battadolu

di chistu core

 

Ma nudda si po’ fa nudda

in Gaddura

che no lu ènini a sapi

int’un’ora

 

e ‘nfattu una ‘ecchia infrasconata fea ea ea ea

piagnendi e figgiulendi si dicia cù li bae ae ae

 

-Beata idda

uai che bedd’omu

beata idda

cioanu e moru

beata idda

sola mi moru

beata idda

ià ma l’ammentu

beata idda

più d’una ‘olta

beata idda

‘ezzaia tolta –

 

Amori mannu

di prima ‘olta

l’aba si suggi tuttu lu meli di chista multa

 

Amori steddu

di tutte l’ore di petralana lu battadolu

di chistu core

 

E lu paese intreu s’agghindesi

pa’ lu coiu

lu parracu mattessi intresi

in lu soiu

 

ma a cuiuassi no riscisini

l’aina e l’omu

chè da li documenti escisini

fratili in primu

 

e idda si tunchià abbeddulata ea ea ea ea

iddu le rispundia linghitontu ae ae ae ae.

Traduzione Monti di mola:

Sui Monti di Mola

la mattina presto

un’asina dal mantello chiaro stava pascolando

 

sui Monti di Mola

la mattina presto

un giovane bruno e aitante

stava tagliando rami

 

e gli occhi si incontrarono mentre cercavano acqua

e l’acqua sgocciolò dai musi insieme alle bave

 

e l’asina aveva gli occhi

color del mare

 

e a lui dalle narici usciva

il Maestrale

 

e lei ragliava incantata ea ea ea ea

lui le rispondeva pronunciando male ae ae ae ae

 

Oh bella mia

l’asina luna

la bella mia

cuscino di lana

O bella mia

bianca fortuna-

 

O bello mio

mi bruci gli occhi

il mio bello

carnevale di baci

oh bello mio

mi cuci il cuore –

 

Amore grande

di prima volta

l’ape ci succhia tutto il miele di questo mirto

 

amore bambino

di tutte le ore

di muschio il battacchio

di questo cuore

 

Ma nulla si può fare nulla

in Gallura

che non lo vengono a sapere

in un’ora

 

e sul posto una brutta vecchia nascosta tra le frasche

piangendo e guardando diceva fra sé con le bave alla bocca

 

Beata lei

mamma mia che bell’uomo

beata lei

giovane e bruno

beata lei

io muoio sola

beata lei

me lo ricordo bene

beata lei

più d’una volta

beata lei

vecchiaia storta –

 

Amore grande

di prima volta

l’ape ci succhia tutto il miele di questo mirto

 

amore bambino

di tutte le ore di muschio il battacchio

di questo cuore

 

Il paese intero si agghindò

per il matrimonio

lo stesso parroco entrò

nel suo vestito

 

ma non riuscirono a sposarsi

l’asina e l’uomo

perché ai documenti risultarono

cugini primi

 

e lei ragliava incantata ea ea ea ea

lui le rispondeva pronunciando male ae ae ae ae.

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Morire per delle idee

Testo Morire per delle idee:

Morire per delle idee, l’idea è affascinante

per poco io morivo senza averla mai avuta,

perchè chi ce l’aveva, una folla di gente,

gridando “viva la morte” proprio addosso mi è caduta.

 

Mi avevano convinto e la mia musa insolente

abiurando i suoi errori, aderì alla loro fede

dicendomi peraltro in separata sede

moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè

ma di morte lenta.

 

Approfittando di non essere fragilissimi di cuore

andiamo all’altro mondo bighellonando un poco

perchè forzando il passo succede che si muore

per delle idee che non han più corso il giorno dopo.

 

Ora se c’è una cosa amara, desolante

è quella di capire all’ultimo momento

che l’idea giusta era un’altra, un altro movimento

moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta

ma di morte lenta.

 

Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio

lo predicano spesso per novant’anni almeno.

 

Morire per delle idee sarà il caso di dirlo

è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.

 

E sotto ogni bandiera li vediamo superare

il buon matusalemme nella longevità

per conto mio si dicono in tutta intimità

moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,

ma di morte lenta.

 

A chi va poi cercando verità meno fittizie

ogni tipo di setta offre moventi originali

e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie

morire per delle idee è molto bello ma per quali.

 

E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba

vedendole venire dietro il grande stendardo

pensa “speriamo bene che arrivino in ritardo”

moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,

ma di morte lenta

 

E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi

crepate pure per primi noi vi cediamo il passo

però per gentilezza lasciate vivere gli altri

la vita è grosso modo il loro unico lusso

tanto più che la carogna è già abbastanza attenta

non c’è nessun bisogno di reggerle la falce

basta con le garrote in nome della pace

moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta,

ma di morte lenta.

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Nancy

Testo Nancy:

Un po’ di tempo fa Nancy era senza compagnia

all’ultimo spettacolo con la sua bigiotteria.

 

Nel palazzo di giustizia suo padre era innocente

nel palazzo del mistero non c’era proprio niente

non c’era quasi niente.

 

Un po’ di tempo fa eravamo distratti

lei portava calze verdi dormiva con tutti.

 

Ma cosa fai domani non lo chiese mai a nessuno

s’innamorò di tutti noi non proprio di qualcuno

non proprio di qualcuno.

 

E un po’ di tempo fa col telefono rotto

cercò dal terzo piano la sua serenità.

 

Dicevamo che era libera e nessuno era sincero

non l’avremmo corteggiata mai nel palazzo del mistero

nel palazzo del ministero.

 

E dove mandi i tuoi pensieri adesso trovi Nancy a fermarli

molti hanno usato il suo corpo molti hanno pettinato i suoi capelli.

E nel vuoto della notte quando hai freddo e sei perduto

È ancora Nancy che ti dice – Amore sono contenta che sei venuto.

 

Sono contenta che sei venuto.

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Nella mia ora di libertà

Testo Nella mia ora di libertà:

Di respirare la stessa aria

di un secondino non mi va

perciò ho deciso di rinunciare

alla mia ora di libertà

 

se c’è qualcosa da spartire

tra un prigioniero e il suo piantone

che non sia l’aria di quel cortile

voglio soltanto che sia prigione

che non sia l’aria di quel cortile

voglio soltanto che sia prigione.

 

È cominciata un’ora prima

e un’ora dopo era già finita

ho visto gente venire sola

e poi insieme verso l’uscita

 

non mi aspettavo un vostro errore

uomini e donne di tribunale

se fossi stato al vostro posto…

ma al vostro posto non ci so stare

se fossi stato al vostro posto…

ma al vostro posto non ci sono stare.

 

Fuori dell’aula sulla strada

ma in mezzo al fuori anche fuori di là

ho chiesto al meglio della mia faccia

una polemica di dignità

 

tante le grinte, le ghigne, i musi,

vagli a spiegare che è primavera

e poi lo sanno ma preferiscono

vederla togliere a chi va in galera

e poi lo scanno ma preferiscono

vederla togliere a chi va in galera.

 

Tante le grinte, le ghigne, i musi,

poche le facce, tra loro lei,

si sta chiedendo tutto in un giorno

si suggerisce, ci giurerei

quel che dirà di me alla gente

quel che dirà ve lo dico io

da un po’ di tempo era un po’ cambiato

ma non nel dirmi amore mio

da un po’ di tempo era un po’ cambiato

ma non nel dirmi amore mio.

 

Certo bisogna farne di strada

da una ginnastica d’obbedienza

fino ad un gesto molto più umano

che ti dia il senso della violenza

però bisogna farne altrettanta

per diventare così coglioni

da non riuscire più a capire

che non ci sono poteri buoni

da non riuscire più a capire

che non ci sono poteri buoni.

 

E adesso imparo un sacco di cose

in mezzo agli altri vestiti uguali

tranne qual’è il crimine giusto

per non passare da criminali.

 

C’hanno insegnato la meraviglia

verso la gente che ruba il pane

ora sappiamo che è un delitto

il non rubare quando si ha fame

ora sappiamo che è un delitto

il non rubare quando si ha fame.

 

Di respirare la stessa aria

dei secondini non ci va

e abbiamo deciso di imprigionarli

durante l’ora di libertà

venite adesso alla prigione

state a sentire sulla porta

la nostra ultima canzone

che vi ripete un’altra volta

per quanto voi vi crediate assolti

siete per sempre coinvolti.

 

Per quanto voi vi crediate assolti

siete per sempre coinvolti.

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Oceano

Testo Oceano:

Quanti cavalli hai tu ceduto alla porta

tu che sfiori il cielo col tuo dito più corto

la notte non ha bisogno

la notte fa benissimo a meno del tuo concerto

ti offenderesti se qualcuno ti chiamasse un tentativo.

 

Ed arrivò un bambino con le mani in tasca

ed un oceano verde dietro le spalle

disse “Vorrei sapere, quanto è grande il verde

come è bello il mare, quanto dura una stanza

è troppo tempo che guardo il sole, mi ha fatto male “

 

Prova a lasciare le campane al loro cerchio di rondini

e non ficcare il naso negli affari miei

e non venirmi a dire “Preferisco un poeta,

preferisco un poeta ad un poeta sconfitto”

 

Ma se ci tieni tanto poi baciarmi ogni volta che vuoi.

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Ottocento

Testo Ottocento:

Cantami di questo tempo

l’astio e il malcontento

di chi è sottovento

e non vuol sentir l’odore

di questo motor

che ci porta avanti

quasi tutti quanti

maschi , femmine e cantanti

su un tappeto di contanti

nel cielo blu

 

Figlia della famiglia

sei la meraviglia

già matura e ancora pura

come la verdura di papà

 

Figlio bello e audace

bronzo di Versace

figlio sempre più capace

di giocare in borsa

di stuprare in corsa tu

moglie dalle larghe maglie

dalle molte voglie

esperta di anticaglie

scatole d’argento ti regalerò

 

Ottocento

Novecento

Millecinquecento scatole d’argento

fine Settecento ti regalerò

 

Quanti pezzi di ricambio

quante meraviglie

quanti articoli di scambio

quante belle figlie da sposar

e quante belle valvole e pistoni

fegati e polmoni

e quante belle biglie a rotolar

e quante belle triglie nel mar

 

Figlio figlio

povero figlio

eri bello bianco e vermiglio

quale intruglio ti ha perduto nel Naviglio

figlio figlio

unico sbaglio

annegato come un coniglio

per ferirmi, pugnalarmi nell’orgoglio

a me a me

che ti trattavo come un figlio

povero me

domani andrà meglio

 

Ein klein pinzimonie

wunder matrimonie

krauten und erbeeren

und patellen und arsellen

fischen Zanzibar

und einige krapfen

frùer vor schlafen

und erwachen mit walzer

und Alka-Seltzer fùr

dimenticar

 

Un piccolo pinzimonio

splendido matrimonio

cavoli e fragole

e patelle ed arselle

pescate a Zanzibar

e qualche krapfen

prima di dormire

ed un risveglio con valzer

e un Alka-Seltzer per

dimenticar.

 

Quanti pezzi di ricambio

quante meraviglie

quanti articoli di scambio

quante belle figlie da sposar

e quante belle valvole e pistoni

fegati e polmoni

e quante belle biglie a rotolar

e quante belle triglie nel mar.

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Parlando del naufragio della London Valour

Testo Parlando del naufragio della London Valour:

I marinai foglie di coca digeriscono in coperta

Il capitano ha un amore al collo venuto apposta dall’Inghilterra

Il pasticciere di via Roma sta scendendo le scale

ogni dozzina di gradini trova un mano da pestare

ha una frusta giocattolo sotto l’abito da té

 

E la radio di bordo è una sfera di cristallo

dice che il vento si farà lupo il mare si farà sciacallo

Il paralitico tiene in tasca un uccellino blu cobalto

ride con gli occhi al circo Togni quando l’acrobata sbaglia il salto

 

E le ancore hanno perduto la scommessa e gli artigli

i marinai uova di gabbiano piovono dagli scogli

Il poeta metodista ha spine di rosa nelle zampe

per fare pace con gli applausi per sentirsi più distante

la sua stella si è oscurata da quando ha vinto la gara di sollevamento pesi

 

E con uno schiocco di lingua parte il cavo dalla riva

ruba l’amore del capitano attorcigliandole la vita

Il macellaio mani di seta si è dato un nome da battaglia

tiene fasciato dentro il frigo nove mascelle antiguerriglia

ha un grembiule antiproiettile tra il Giornale e il gilè

 

E il pasticciere e il poeta e il paralitico e la sua coperta

si ritrovano sul molo con sorrisi da cruciverba

a sorseggiarsi il capitano che si sparava negli occhi

e il pomeriggio a dimenticarlo con le sue pipe e i suoi scacchi

e si fiutarono compatti nei sottintesi e nelle azioni

contro ogni sorta di naufragi e di altre rivoluzioni

e il macellaio mani di seta distribuì le munizioni

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 pittima

Testo  pittima:

Cosa ghe possu ghe possu fâ

se nu gh’ò ë brasse pe fâ u mainä

se infundo a e brasse nu gh’ò ë män du massacán

e mi gh’ò ‘n pûgnu dûu ch’u pâ ‘n niu

gh’ò ‘na cascetta larga ‘n diu

giûstu pe ascúndime c’u vestiu deré a ‘n fiu

e vaddu in giù a çerca i dinë

a chi se i tegne e ghe l’àn prestë

e ghe i dumandu timidamente ma in mezu ä gente

e a chi nu veu däse raxún

che pâ de stránûä cuntru u trun

ghe mandu a dî che vive l’è cäu ma a bu-n mercöu

mi sun ‘na pittima rispettä

e nu anâ ‘ngíu a cuntâ

che quandu a vittima l’è ‘n strassé ghe dö du mæ

Traduzione  pittima:

Cosa ci posso fare

se non ho le braccia per fare il marinaio

se in fondo alle braccia non ho le mani del muratore

e ho un pugno duro che sembra un nido

ho un torace largo un dito

giusto per nascondermi con il vestito dietro a un filo

e vado in giro a chiedere i denari

a chi se li tiene e glieli hanno prestati

e glieli domando timidamente ma in mezzo alla gente

e a chi non vuole darsi ragione

che sembra di starnutire contro il tuono

gli mando a dire che vivere è caro ma a buon mercato

io sono una pittima rispettata

e non andare in giro a raccontare

che quando la vittima è uno straccione gli do del mio

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Primo intermezzo

Testo Primo intermezzo:

Gli arcobaleni d’altri mondi hanno colori che non so

lungo i ruscelli d’altri mondi nascono fiori che non ho

 

Gli arcobaleni d’altri mondi hanno colori che non so

lungo i ruscelli d’altri mondi nascono fiori che non ho

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Prinçesa

Testo Prinçesa:

Sono la pecora sono la vacca

che agli animali si vuol giocare

sono la femmina camicia aperta

piccole tette da succhiare

 

Sotto le ciglia di questi alberi

nel chiaroscuro dove son nato

che l’orizzonte prima del cielo

ero lo sguardo di mia madre

 

“che Fernandino è come una figlia

mi porta a letto caffè e tapioca

e a ricordargli che è nato maschio

sarà l’istinto sarà la vita”

 

e io davanti allo specchio grande

mi paro gli occhi con le dita a immaginarmi

tra le gambe una minuscola fica

 

nel dormiveglia della corriera

lascio l’infanzia contadina

corro all’incanto dei desideri

vado a correggere la fortuna

 

nella cucina della pensione

mescolo i sogni con gli ormoni

ad albeggiare sarà magia

saranno seni miracolosi

 

perché Fernanda è proprio una figlia

come una figlia vuol far l’amore

ma Fernandino resiste e vomita

e si contorce dal dolore

 

e allora il bisturi per seni e fianchi

in una vertigine di anestesia

finché il mio corpo mi rassomigli

sul lungomare di Bahia

 

sorriso tenero di verdefoglia

dai suoi capelli sfilo le dita

quando le macchine puntano i fari

sul palcoscenico della mia vita

 

dove tra ingorghi di desideri

alle mie natiche un maschio s’appende

nella mia carne tra le mie labbra

un uomo scivola l’altro si arrende

 

che Fernandino mi è morto in grembo

Fernanda è una bambola di seta

sono le braci di un’unica stella

che squilla di luce di nome Princesa

 

a un avvocato di Milano

ora Princesa regala il cuore

e un passeggiare recidivo

nella penombra di un balcone

 

o matu (la campagna)

o cèu (il cielo)

a senda (il sentiero)

a escola (la scuola)

a igreja (la chiesa)

a desonra (la vergogna)

a saia (la gonna)

o esmalte (lo smalto)

o espelho (lo specchio)

o baton (il rossetto)

o medo (la paura)

a rua (la strada)

a bombadeira (la modellatrice)

a vertigem (la vertigine)

o encanto (l’incantesimo)

a magia (la magia)

os carros (le macchine)

a policia (la polizia)

a canseira (la stanchezza)

o brio (la dignità)

o noivo (il fidanzato)

o capanga (lo sgherro)

o fidalgo (il gransignore)

o porcalhao (lo sporcaccione)

o azar (la sfortuna)

a bebedeira (la sbronza)

as pancadas (le botte)

os carinhos (le carezze)

a falta (il fallimento)

o nojo (lo schifo)

a formusura (la bellezza)

viver (vivere)

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