Caldo E Scuro

Testo Caldo E Scuro:

Sono venuto nella tua città un giorno, era caldo e scuro

Poteva essere mezzogiorno, ma non ne sono sicuro

Avevo tempo da perdere, da guadagnare niente

Non c’eri tu nell’aria, sensibilmente

C’erano macchine ferme sulla tangenziale,

E occhi al finestrino che respiravano male

Avessi almeno potuto scendere e fermarmi a mangiare

Ma i ristoranti erano tutti pieni e non avevo fame

E sono entrato in un portone e dentro un grande ascensore

E mi hanno fatto domande sulla mia vita interiore

Ed in qualcuna delle mie risposte c’era il tuo nome

Mentre la tua città prendeva fuoco sotto al sole

Così mi son sentito piccolo come un chicco di grano

Quando ho guardato la tua foto sul muro ed ero già lontano

Tu sorridevi a qualcuno, qualche anno prima

Ed io ho pensato, sarà meglio lasciare questa città

Prima che sia mattina

Ed ho imparato che l’amore insegna ma non si fa imparare

E ho giocato a nascondermi e a farmi trovare

Ed ho provato a smettere di bere e a ricominciare

E sono stato bene, e sono stato male

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Canta canta

Testo Canta canta:

Adesso finalmente è fuori libero

come una bandiera al vento

agli amici di un tempo

manderà certamente una cartolina

magari da Pisa Torino Milano

adesso può vendere e comprare

farsi una donna se vuole

anche affittare una stanza

con vista sul mare

nessuno lo può condannare

per quel poco di voglia rimasta

di fare l’amore.

 

Come un cane nella pioggia

quest’uomo se ne va

voglia di piangere è poco

davanti a tutta questa libertà

certo comprerà un autocarro

per girare la Francia

il mondo intero

come quel suo fratello camionista

contento del suo lavoro.

 

Come un cane nella pioggia felice

per le strade di quasi Natale

freddo quel tanto che basta

nessuno da salutare

ordina un caffè corretto

tossisce discreto dentro un palmo di mano

nessuno lo nota

gli dicono grazie

è uscito ieri

è già lontano.

 

Ordina un caffè corretto

tossisce discreto dentro un palmo di mano

nessuno lo nota

gli dicono grazie

è uscito ieri

è già lontano.

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Canzone Per L’Estate

Testo Canzone Per L’Estate:

Con tua moglie che lavava i piatti in cucina e non capiva

Con tua figlia che provava il suo vestito nuovo e sorrideva

Con la radio che ronzava per il mondo cose strane

E il respiro del tuo cane che dormiva

Coi tuoi santi sempre pronti a benedire

I tuoi sforzi per il pane

Con il tuo bambino biondo a cui hai donato

Una pistola per Natale

Con il letto in cui tua moglie non ti ha mai saputo amare

E gli occhiali che fra un po’ dovrai cambiare

Com’è che non riesci più a volare

Con le tue finestre aperte sulla strada

E gli occhi chiusi sulla gente

Con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente

La tua coda di ricambio, le tue vergini in affitto

E le rondini di guardia sotto al tuo tetto

Con il tuo francescanesimo a puntate

E la tua dolce consistenza

Le tue onde regolate in una stanza

Col permesso di trasmettere e il divieto di parlare

E ogni giorno un altro giorno da scontare

Com’è che non riesci più a volare

Con i tuoi entusiasmi lenti precisati da ricordi stagionali

E una bella addormentata che si sveglia

A tutto quel che le regali

Con il tuo collezionismo di parole complicate

La tua ultima canzone per l’estate

Con le tue mani di carta per avvolgere altre mani normali

Con lo scemo in giardino ad isolare le tue rose migliori

Col tuo freddo di campagna e il divieto di sudare

E più niente per poterti vergognare

Com’è che non riesci più a volare

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Capatàz

Testo Capatàz:

Non siamo nati mica ieri Capataz, non siamo nati mica ieri,

Non siamo mica prigionieri dentro la stella di questa bella modernità.

Non siamo nati mica per morire qua.

Se provi a aprire la finestra Capataz,

E coi tuoi occhi guardi fuori, quante persone che non contano

E invece contano e ci stanno contando già,

Stanno soltando aspettando un segno, Capataz.

Questo vecchio segno, quando cambia il tempo,

Quando cambia il tempo arriverà.

Questo vecchio legno, quando si alza il vento,

Quando si alza il vento navigherà.

Non siamo nati mica ieri, Capataz.

 

Se provi a entrare nella mia testa, Capataz,

E coi miei occhi guardi fuori, quante persone e quanti cuori,

Quanti colori al posto di quel grigio, quante novità.

C’è un altro tipo di futuro, Capataz.

Questo vecchio segno, quando cambia il tempo,

Quando cambia il tempo arriverà.

Questo vecchio legno, quando si alza il vento,

Quando si alza il vento navigherà.

C’è un altro tipo di futuro, Capataz

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Capo D’Africa

Testo Capo D’Africa:

Capo d’Africa stanotte

si parte e si va via

lontani quel tanto che basta

per guadagnarsi la nostalgia.

Stanotte notte bianca

che nessuno la può dormire

c’è qualcosa che ci manca

che non sappiamo definire.

 

Notte bianca notte strana

con la riva che si allontana

capo d’Africa è la voce

di una donna che ci ama

e che abbiamo abbandonato

in un grande appartamento

ci ha lasciati per un bacio

per uno stupido tradimento.

 

Capo d’Africa è un dolore

è la fine della luna

sulla nave ci sta chi fuma

mentre passano le prime ore

ed i giorni i mesi e gli anni

come perle e diamanti di vetro

come orrori commessi da giovani

che vorremmo lasciarci dietro.

Come libri lasciati cadere

all’inizio della metà

o come un fratello dimenticato

che vive in un’altra città.

 

Capo d’Africa per favore

non farci morire d’amore

se possibili facci sognare

con il ritmo di questo motore.

Una spiaggia tranquilla

una terra promessa

l’inferno e il Paradiso

dove un giorno potremmo

sbarcare a cavallo

di un nuovo sorriso

e fumare a mezzogiorno

con il cuore che batte leggero

e guardare la vita

che è intorno

dove la vita è bella davvero.

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Adelante! Adelante!

Testo Adelante! Adelante!:

Passa correndo lungo la statale

Un autotreno carico di sale.

Adelante! Adelante!

C’è un uomo al volante,

Ha due occhi che sembra un diavolo!

Adelante! Adelante!

È in arrivo, è distante,

Alla fine di questo tavolo.

 

Di questo cavolo di pianura,

Di questa terra senza misura,

Che già confonde la notte e il giorno,

E la partenza con il ritorno,

E la ricchezza con il rumore,

Ed il diritto con il favore,

E l’innocente col criminale,

Ed il diritto col carnevale.

 

Passa correndo lungo la statale

Un autotreno carico di sale.

Da Torino a Palermo,

Dal cielo all’inferno,

Dall’Olimpico al Quirinale.

Da Torino a Palermo,

Dal futuro al moderno,

Dalle fabbriche alle lampare.

 

In questa terra senza più fiumi,

In questa terra con molti fumi

Tra questa gente senza più cuore,

E questi soldi che non hanno odore,

E queste strade senza più legge,

E queste stalle senza più gregge,

Senza più padri da ricordare,

E senza figli da rispettare.

 

Passa correndo lungo la statale

Un autotreno carico di sale.

Adelante! Adelante!

C’è un uomo al volante,

C’è un ombra sulla pianura.

Adelante! Adelante!

Il destino è distante,

Alla fine dell’avventura.

 

Che si nasconde in un polverone,

Nell’orizzonte di un acquazzone,

E nei vapori della benzina,

Diventa musica nella mattina,

E meraviglie sudamericane,

E companatico senza pane,

Arcobaleno sotto le scale,

E paradiso nel temporale.

 

Passa correndo lungo la statale

Un autotreno carico di sale…

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Alice

Testo Alice:

Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole

mentre il mondo sta girando senza fretta.

Irene al quarto piano è lì tranquilla

che si guarda nello specchio e accende un’altra

sigaretta.

E Lilì Marlène

bella più che mai

sorride e non ti dice la sua età

ma tutto questo Alice non lo sa.

 

Ma io non ci sto più

gridò lo sposo e poi

tutti pensarono dietro ai cappelli

lo sposo è impazzito oppure ha bevuto

ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa

non è così che se ne andrà.

 

Alice guarda i gatti e i gatti muoiono nel sole

mentre il sole poco a poco si avvicina.

E Cesare perduto nella pioggia sta aspettando da sei

ore

il suo amore ballerina.

E rimane lì a bagnarsi ancora un po’

e il tram di mezzanotte se ne va

ma tutto questo Alice non lo sa.

 

Ma io non ci sto più

e i pazzi siete voi

tutti pensarono dietro ai cappelli

lo sposo è impazzito oppure ha bevuto

ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa

non è così che se ne andrà.

 

Alice guarda i gatti e i gatti girano nel sole

mentre il sole fa l’amore con la luna.

E il mendicante arabo ha qualcosa nel cappello

ma è convinto che sia un portafortuna.

Non ti chiede mai

pane o carità

e un posto per dormire non ce l’ha

ma tutto questo Alice non lo sa.

 

Ma io non ci sto più

gridò lo sposo e poi

tutti pensarono dietro ai cappelli

lo sposo è impazzito oppure ha bevuto

ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa

non è così che se ne andrà.

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A Pa’

Testo A Pa’:

Non mi ricordo se c’era luna

e né che occhi aveva il ragazzo

ma mi ricordo quel sapore in gola

e l’odore del mare come uno schiaffo.

A Pa’

A Pa’.

 

E c’era Roma così lontana

e c’era Roma così vicina

e c’era quel luce che ti chiama

come una stella mattutina

A Pa’

A Pa’

tutto passa, il resto va.

 

E voglio vivere come i gigli nei campi

come gli uccelli del cielo campare

voglio vivere come i gigli nei campi

e sopra i gigli dei campi volare

A Pa’

A Pa’.

Guarda il video di A Pa’:

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Atlantide

Testo Atlantide:

Lui adesso vive ad Atlantide

con un cappello pieno di ricordi

ha la faccia di uno che ha capito

e anche un principio di tristezza in fondo all’anima

nasconde sotto il letto un barattolo di birra disperata

e a volte ritiene di essere un eroe.

 

Lui adesso vive in California

da sette anni sotto una veranda ad aspettare le nuvole

è diventato un grosso suonatore di chitarre

e stravede per una donna chiamata Lisa

quando le dice tu sei quella con cui vivere

gli si forma una ruga sulla guancia sinistra.

 

Lui adesso vive nel terzo raggio dove ha imparato

a non fare più domande del tipo:

“Conoscete per caso una ragazza di Roma

la cui faccia ricorda il crollo di una diga?

Io la conobbi un giorno e imparai il suo nome

ma mi portò lontano il vizio dell’amore”.

 

e così pensava l’uomo di passaggio

mentre volava alto nel cielo di Napoli

“rubatele pure i soldi rubatele anche i ricordi

ma lasciatele per sempre la sua dolce curiosità

ditele che l’ho perduta quando l’ho capita

ditele che la perdono per averla tradita”.

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Bambini Venite Parvulos

Testo Bambini Venite Parvulos:

Nessun calcolo ha nessun senso

Dentro questa paralisi

Gli elementi a disposizione

Non consentono analisi

E i professori dell’altro ieri

Stanno affrettandosi a cambiare altare

Hanno indossato le nuove maschere

E ricominciano a respirare

Bambini, venite parvulos

C’è un’ancora da tirare

Issa dal nero del mare

Dal profondo del nero del mare

Che nessun calcolo ha nessun senso

E poi nessuno sa più contare

Legalizzare la mafia

Sarà la regola del duemila

Sarà il carisma di Mastro Lindo

A regolare la fila

E non dovremo vedere niente

Che non abbiamo veduto già

Qualsiasi tipo di fallimento

Ha bisogno della sua claque

Bambini venite parvulos

C’è un applauso da fare al bau bau

Si avvicina sorridendo

L’arrotino col suo know-how

Venuto a vendere perline

E a regalare crack

Sabbia sulle autostrade

Ruggine sulle unghie

E limatura di ferro negli occhi

Terra fra le nostre lingue

Avrei voluto baciarti amore

Ancora un poco prima di andare via

Prima di essere scaraventati

Dentro questo tipo di pornografia

Bambini venite parvulos

Vale un occhio il vostro cuore

Mille dollari i vostri occhi

I vostri occhi senza dolore

Bambini venite parvulos

Sangue sotto al sole

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