Dolce signora che bruci

Testo Dolce signora che bruci:

Dolce signora che bruci

per che cosa stai bruciando?

I gerani al tuo balcone

si stanno consumando.

Dolce signora che bruci

qual è il tuo peccato originale?

Quanta acqua è passata

sul tuo corpo di sale?

 

Il tuo album di foto

sta andando alla deriva

e il tuo amante prezioso

se ne è andato un ora fa.

Ma io posso capire la tua età.

 

Dolce signora che bruci

i soldati che aspettavi

sono tutti alla tua porta

che chiedono le chiavi.

Stanotte puoi trovare

sul mio letto di velluto

gli specchi che hai spezzato

i figli che hai perduto.

 

Il tuo album di foto

sta andando alla deriva

e il tuo amante prezioso

se ne è andato un ora fa.

Ma io posso capire la tua età.

 

Dolce signora che bruci

per che cosa stai bruciando?

I gerani al tuo balcone

si stanno consumando.

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Donna Lombarda Di Gualtieri

Testo Donna Lombarda Di Gualtieri:

Amami me che sono re non posso amarti tengo marì

Tuo marito fallo morire t’insegnerò come devi far

Vai nell’orto del tuo buon padre taglia la testa di un serpentin

Prima la tagli e poi la schiacci e poi la metti dentro nel vin

Ritorna a casa il marì dai campi Donna Lombarda oh che gran sé

Bevilo bianco bevilo nero bevilo pure come vuoi tu

Cos’è sto vino così giallino sarà l’avanzo di ieri ser

Ma un bambino di pochi mesi sta nella culla e vuole parlar

O caro padre non ber quel vino Donna Lombarda l’avvelenò

Bevilo tu o Donna Lombarda tu lo berrai e poi morirai

E per amore del Re di Spagna io lo berrò e poi morirò

La prima goccia che lei beveva lei malediva il suo bambin

Seconda goccia che lei beveva lei malediva il suo marì

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Dr. Dobermann

Testo Dr. Dobermann:

La tua casa sta in collina Dr. Dobermann

Sei milioni a metro quadro

E tua moglie vive come una regina

Anche se vi vedete di rado

Lei va a letto quasi sempre di mattina

Che tu ti sei già alzato

Qual è il prezzo qual è il prezzo Dr. Dobermann

Il prezzo che va pagato

Per le cose che ti secca fare in pubblico

Ma ti rendono bene in privato

Tanti soldi e poche tasse e non c’è scandalo

Non è nemmeno peccato

È la vita il tuo mestiere Dr. Dobermann

Il tuo mestiere di mago

La tua tana sta in collina Dr. Dobermann

Sei milioni a metro quadro

E tua moglie sembra proprio una regina

Però è la moglie di un ladro

Se sei buono andrai all’inferno Dr. Dobermann

Ti stanno già a aspettare

C’è il tuo nome nell’elenco puoi scommetterci

Prova a bussare

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Due zingari

Testo Due zingari:

Ecco stasera mi piace così

con queste stelle appiccicate al cielo

la lama del coltello nascosta nello stivale

e il tuo sorriso, trentadue perle

così disse il ragazzo nella mia vita non ho mai avuto fame

e non ricordo sete di acqua o di vino

ho sempre corso libero, felice come un cane

tra la campagna e la periferia e chissà dove venivano i miei

dalla Sicilia o dall’Ungheria

avevano occhi veloci come il vento leggevano la musica

leggevano la musica nel firmamento.

 

Rispose la ragazza ho tredici anni

trentadue perle nella notte

e se potessi ti sposerei per avere dei figli

con le scarpe rotto girerebbero questa ed altre città

questa ed altre città a costruire giostre e a vagabondare

ma adesso è tardi anche per chiacchierare.

 

E due zingari stavano appoggiati alla notte

forse mano nella mano e si tenevano negli occhi

aspettavano il sole del giorno dopo

senza guardare niente

sull’autostrada accanto al campo

le macchine passano velocemente

e gli autotreni mangiano chilometri

sicuramente vanno molto lontano

gli autisti si fermano e poi ripartono

dicono c’è nebbia, bisogna andare piano

si lasciano dietro un sogno metropolitano.

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Eugenio

Testo Eugenio:

Chissà che fine ha fatto Eugenio

barba da mascalzone

sotto che stelle si fa la notte

sotto che sole fa colazione.

Lui che c’ha gli occhi così tranquilli

chissà che mare avrà incontrato

se le onde avevano i capelli bianchi

quando l’ha attraversato.

 

E quanti amici avrà incontrato già

e quante belle signorine al chiar di luna.

Chissà che fine ha fatto Eugenio

barba portafortuna

chissà che sogni che si inventa

e sogni che si fuma.

 

E lontano lontano

in qualche altro paese

certamente avrà comprato

un diamante ed un turchese

da portare a chi è rimasto qua.

 

Chissà che fine ha fatto Eugenio

anima da pirata

che si è lasciato dietro le spalle

una città sbagliata

e che ha viaggiato con le scarpe

e con le orecchie e con il cuore.

Chissà che fine ha fatto Eugenio

disteso in mezzo al sole.

 

E lontano lontano

in qualche altro paese

certamente avrà comprato

un diamante ed un turchese

da portare a chi è rimasto qua.

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Falso Movimento

Testo Falso Movimento:

Come sono contento

Che il vino sia di tuo gradimento

 

Che sia arrivata finalmente la notte su questa cittá

Sará stato un appuntamento

O la forza di gravitá

 

Oppure un falso movimento

A scaraventarci qua.

 

Te ne devo parlare

L’amore é mascalzone

Viaggia contro mano

Parcheggia sempre dove vuole

 

Fa vedere la lingua,

Parla con la bocca piena

 

…Si presenta cosí, senza un invito

Proprio in mezzo alla cena

 

Come sono contento, cosa stiamo ad aspettare

Che dici, sará il caso di ordinare?

 

E scusa la domanda,

Ci siamo mica conosciuti giá

…In una vita precedente o solamente qualche giorno fa?

In una vita differente o solamente qualche tempo fa?

 

Vallo a spiegare amore

Non si spiega..

Muove le mani in fretta

Rovescia il sale e non fa una piega

 

Come un gatto della placa

Sono qui a aspettare

Io che mi lecco i baffi

Tu che continui a mangiare

 

Come sono contento

Fuori si sente il mare,

Anche se é tutto scuro e non si puo vedere

 

Tu mi guardi negli occhi

Io non so dove guardarti

Stasera sono un libro aperto

Mi puoi leggere fino a a tardi

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Festival

Testo Festival:

È la città dei fiori

disse che lo vide passare

che forse aveva bevuto troppo

ma per lui era normale

qualcuno pensò fu un problema di donne

un altro disse proprio quasi come Marilyn Monroe

lo portarono via in duecento

peccato fosse solo quando se ne andò

la notte che presero il vino

e ci lavarono la strada

chi ha ucciso quel giovane angelo

che girava senza spada.

 

E l’uomo della televisione disse

nessuna lacrima vada sprecata

in fin dei conti cosa c’è di più bello della vita

la primavera è quasi cominciata

qualcuno ricordò che aveva dei debiti

mormorò sottobanco che quello era il motivo

era pieno di tranquillanti

ma non era un ragazzo cattivo

la notte che presero le sue mani

e le usarono per un applauso più forte

chi ha ucciso il piccolo principe

che non credeva nella morte.

 

E lontano lontano si può dire di tutto

nonché il silenzio non sia stato osservato

l’inviato della pagina musicale scrisse

tutto è stato pagato

si ritrovarono dietro il palco

con gli occhi sudati e le mani in tasca

tutti dicevano io sono stato suo padre

purché lo spettacolo non finisca

la notte che tutti andarono a cena

e canticchiarono Le vie en rose

chi ha ucciso il figlio della portiera

che aveva fretta che non si fermò.

 

E così fu la fine del gioco

con gli amici venuti da lontano

a deporre una rosa sulla cronaca nera

a chiudere un occhio a stringere una mano

alcuni lo ricordarono ancora

mentre accende una sigaretta

altri gli hanno fatto un monumento

per dimenticare un po’ più in fretta

la notte che presero il vino

e ci lavarono la strada

chi ha ucciso quel giovane angelo

che girava senza spada.

Guarda il video di Festival:

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Finestre Rotte

Testo Finestre Rotte:

C’è gente senza cuore in giro per la città

C’è gente senza cuore in giro per la città

Di notte bruciano persone e cose

Solo per vedere che effetto fa

Prendimi la giacca ed il coltello

Prendimi la giacca e portami il coltello

E vivi da lupo e vestiti come un agnello

E i vetri alle finestre sono rotti e il tetto è da rifare

E i vetri alle finestre sono rotti e il tetto è da rifare

La pioggia sta salendo lentamente per la tromba delle scale

C’è gente senza cuore in giro per la città

C’è gente senza cuore in giro per la città

Alcuni fanno i soldi con i soldi

Alcuni chiedono la carità

C’è sangue sulla luna e il sole sta per tramontare

C’è sangue sulla luna e il sole sta per tramontare

Due uomini seduti sotto a un ponte non la smettono di aspettare

È tutto a posto non c’è niente che non va

È tutto a posto non c’è niente che non va

Tornatevene tutti a casa che nessuno se ne pentirà

Stammi a sentire bene quando devo parlare

Stammi a sentire bene quando devo parlare

E lavati le orecchie e togliti l’ auricolare

C’è gente senza cuore in giro per la città

C’è gente senza cuore in giro per la città

Alcuni pensano liberamente alcuni pensano in cattività

La vita è come un gioco da vivere perdutamente

La vita è come un gioco da vivere perdutamente

A volte vinci il primo premio

E poi ti accorgi che non serve a niente

Che i figli sono uguali ai padri e non c’è niente da fare

Che i figli sono uguali ai padri e non c’è niente da fare

Ed io vorrei cambiare la mia faccia

Ma non so da dove cominciare

Ci sono tre scalini sulla porta della galera

Ci sono tre scalini sulla porta della galera

E un diavolo che grida e un angelo che si dispera

C’è gente senza cuore in giro per la città

C’è gente senza cuore in giro per la città

Alcuni bruciano persone e cose

Solo per vedere che effetto fa

Un occhio per un occhio per una testa o una croce

Un occhio per un occhio per una testa o una croce

Gli amanti a mezzanotte sono stanchi

E i cani abbaiano sottovoce

E i vetri alle finestre sono rotti e il tetto è da buttare

E i vetri alle finestre sono rotti e il tetto è da buttare

Se non lo fanno subito fra un po’

Non ci sarà più niente da aggiustare

Guarda il video di Finestre Rotte:

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Cardiologia

Testo Cardiologia:

Che si gioca per vincere e non si gioca per partecipare

Chi è ferito e non cade, ma continua ad andare

A sbattersi nel buio e a farsi vedere

A sanguinare di nascosto e a pagare da bere

A goccia a goccia, ma tu guarda, il mio cuore mangiato

L’amore ha sempre fame, non l’avevi notato

E dice sempre con disinvoltura

Senza paura dice: mai, senza paura mai.

 

Che si veste di bianco per scandalizzare

E compra rose a dozzine

E fa curvare i pianeti e fa piegare le schiene

Che si gioca per vincere e chi vince è perduto

Con una chiave ed un numero in mano

Tutta la notte aspettare un saluto

E a pensare: ti amo

 

Chi raccoglie conchiglie dopo la mareggiata

E il cielo è ancora scuro, ma la notte è passata

E macina la sabbia dentro i mulini a vento

E che non ha mai fretta e che non ha mai tempo

E poi l’amore indecente, che si lascia guardare

L’amore prepotente che si deve fare

E gli amori ormai passati e ancora vivi nella mente

Chè dell’amore non si butta niente

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Carne Di Pappagallo

Testo Carne Di Pappagallo:

Carne di pappagallo non vogliamo mangiarne più

Signor padrone, signor padrone

Quando il giallo di questo sole, di questa fetta di melone

Quando il giallo di questo sole

Diventerà arancione

Quando arriverà la sera dietro i tuoi tacchi di padrone

Signor padrone signor padrone

Non ne vogliamo mangiare più

Signor padrone signor padrone

Non ne vogliamo mangiare più

Tutta la vita lasciata andare, tutta la vita signor padrone

Dietro a queste traversine

Da non vederne più l’inizio ma non ancora la fine

Tutta la vita senza nessuna destinazine

Quando la rabbia e la preghiera

Diventeranno ragione

Signor padrone signor padrone

Non ne vogliamo mangiare più

Signor padrone signor padrone

Non ne vogliamo mangiare più

L’ho visto bene con i miei occhi

Venire giù dal cielo

Un angelo di metallo che pareva vero

E una ragazza con un guinzaglio

E un collare d’argento

Ed ho sentito con le mie orecchie

Contare fino a cento

E allora signor padrone

Non ne vogliamo mangiare più

Signor padrone signor padrone

Non ne vogliamo mangiare più

Carne di pappagallo non vogliamo mangiarne più

Signor padrone signor padrone

Quando il rosso di questo sole, di questa scheggia di mattone

Quando il rosso di questo sole diventerà marrone

Quando il legno di questa foresta

Diventerà carbone

Signor padrone signor padrone

Non ne vogliamo mangiare più

L’ho visto bene con i miei occhi

Scendere giù dal cielo

Ed esplodere senza suono

Come se fosse vero

E dividersi questa pianura

Fra stelle e scintille

E l’ho sentita con le mie orecchie

Contare fino a mille

E allora signor padrone

Non ne vogliamo mangiare più

Signor padrone signor padrone

Non ne vogliamo mangiare più

Guarda il video di Carne Di Pappagallo:

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