La giostra

Testo La giostra:

Gira gira la giostra,

E mette in bella mostra

Le sue luci colorate.

Ogni sguardo cattura

E per i bambini

È un’avventura divertente

Che non vorrebbero finisse mai.

Non vi so spiegare,

Quale strana sensazione

Nasce in me nell’osservare

Quel grottesco baraccone

Che gira e va,

Gira, gira e va

E non mi stanco di guardarlo un attimo

Come se generasse una magnetica attrazione.

 

Anch’io, sulla giostra ci voglio salire anch’io

Per provare a immaginare a occhi aperti di viaggiare

Oltre quei confini imposti dal suo moto circolare

Senza tempo, senza spazio,

Soprattutto senza alcuna razionale destinazione

Ma soltanto mete figlie dei miei deliranti sogni

E dell’immaginazione

Sulla giostra che gira,gira e va

Gira la giostra, gira, gira e va

Gira la giostra, gira, gira e va

Gira la giostra, gira, gira e va.

 

Nella strana logica che regola i pensieri,

Si rincorrono, come giri di giostra,

Sensazioni in equilibrio,

Tra le fantasie di oggi e le illusioni di ieri

E vorticosamente dentro la mia mente

Si rincorrono contorni colorati

Di tanti ricordi

Che lontani se ne erano andati

Dentro ripostigli vari

Ma a sorpresa la memoria questa sera

Me li regalati nuovamente

Me li ha riportati esattamente

Come quando li ho vissuti un tempo,

Tanto tempo fa

Ed ora li rivivo tra le luci della giostra

Che ancora gira e va…

 

Ora mi guardo intorno e mi rendo conto

D’esser circondato

Dalla magica atmosfera

Che la giostra questa sera ha creato

Facendomi felice, e forse

Sarà banale dirlo

Ma io spero duri a lungo

Questa bella sensazione che mi piace…

 

Per questo anch’io,

Sulla giostra ci voglio salire anch’io

Per provare a immaginare

Ad occhi aperti di viaggiare,

Oltre quei confini imposti dal suo moto circolare

Senza tempo, senza spazio,

Soprattutto senza alcuna razionale destinazione

Ma soltanto mete figlie dei miei deliranti sogni

E dell’immaginazione…

Sulla giostra che gira, gira e va,

Gira la giostra, gira, gira e va,

Gira la giostra

Gira, gira e va,

Gira la giostra, gira, gira e va…

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La morale dei briganti

Testo La morale dei briganti:

Per entrare nella storia,

Nella labile memoria dei futuri cittadini

Spesso servono i quattrini, non importa come fatti

Se per meriti o misfatti, l’importante è accumulare

Un patrimonio immobiliare che ti renda anche potente

Agli occhi della gente , perché se non ti fai grande ti ritengono un brigante.

È su questo che io rifletto dopo aver letto e riletto

La richiesta di Berardo fatta a un nobile boiardo

E mi pongo il dubbio arcano che assillò il genere umano,

La morale è una sola o ha ragione anche Berardo Viola?

 

Voi di certo non sapete di quando chiese cento monete

Ad un ricco e gran signore perché vide il suo grazone che allungava la mano

A rubare il biondo grano, e di nascosto caricare quattro sacchi dal casale.

Giudicando questo fatto un gravissimo misfatto

La sua acuta intelligenza ruppe ogni reticenza

E Berardo, reo brigante, ebbe un lampo fulminante e disse:

“Ma se ruba anche il garzone già pagato dal padrone,

Sarà legge, o no, perdio, che gli rubi pure io

Prima d’esser fucilato come un uomo disperato?”

Io non credo sia mai andato a scuola,

Ma è scaltrissimo, Berardo Viola

 

Ma il quesito è illuminante, proprio di chi ne sa tante

E rispondo, sì Berardo hai ragione ma in ritardo

Perché il ricco se potente è persona intelligente

Ma se non diventa grande è un terribile brigante

Stabilire ciò che è male è un’impresa colossale,

Quando c’è chi pranza e cena

E chi ha il pane a malapena.

Chiedo a voi gran professori, ai giuristi o ai signori

La morale è una sola o ha ragione anche Berardo Viola?

 

La risposta, ascoltatori, farà sudare molti dottori della legge, moralisti e anche noi poveri cristi

Io mi affido alla coscienza, e alla vostra intelligenza.

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Eccomi Qua

Testo Eccomi Qua:

Ecco qua, eccomi qua, che sono solo sotto il sole con soltanto l’ombra a farmi da metà

E sembra quasi che mi tenga compagnia, lungo la via su cui cammino ma non so se tutto

Questo è frutto

Della fantasia o se è verità perché la mente mia non è che ultimamente riconosca tanto

Bene la realtà, ma cosa fa? quel che è importante è che rimanga sempre voglia di

Cantare

La La

 

Ecco qua, son sempre qua, tutt’ora ignoro dove è che io stia andando oppure non me lo ricordo

Chi lo sa? Già, chi lo sa? Poi, sempre ammesso che questa mia direzione

Mi conduca veramente in qualche parte o in qualche porto, si vedrà,

Lascerò fare alla mia testa, poi vedremo, quello che sarà, sarà

Tanto mi importa, come ho detto già, soltanto di non perdere la voglia di cantare

La La

 

Che strana cosa, capitare in questo posto, in questa vita che me l’hanno

Presentata eppure, a volte sembra che non la conosco

Ma a volte io conosco poco pure me

E così vien da sé anche il resto e tutto ciò che ne consegue

 

Ma perché, mi chiedo anche il perché

Tanta gente usa la propria ragione per andare in una sola direzione.

Forse sbaglio, ma io son convinto che,

Ognuno dovrebbe inventarsi la sua storia e raccontarla

E questo vale per il matto e per il re

Che nel frattempo, se volessero seguirmi, per controcantare in tre

La La

 

Che strana cosa, capitare in questo posto, in questa vita

Che me l’hanno presentata eppure, a volte sembra che non la conosco

Ma a volte io conosco poco pure me

E così vien da sé anche il resto e tutto ciò che ne consegue.

 

Cosa curiosa, capitare in questa vita

Dove io cerco sempre qualche carta buona per giocarmi la partita,

Preso in un vortice di apparente quotidianità

Mentre la ruota gira, la ruota gira e va.

 

E sono ancora qui, io sono sempre qui

E resterò, sia che le cose andranno per un verso buono

Oppure andranno un po’ così così

Farneticando all’infinito sui percome sui percosa e sui perchì?

Perdendomi in un labirinto tra i miei tanti «no» magari troverò di certo qualche «sì»,

Spero di sì e dedico anche a chi, a chi mi vuole male

Questo mio finale di canzone

La La

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Fino al confine dell’inverno

Testo Fino al confine dell’inverno:

Scivola la mano piano a sfiorare dolcemente i contorni del tuo viso

Lo scambio deciso di sguardi dipinge istanti ci sorprende amanti

E ti parlo a bassa voce per non far rumore, che bel destino quello del suonatore

Che mi fa trovare fra le curve della musica, i versi per descriverti il mio amore…

 

Sei come un diamante che splende di luce costante nel mio cuore e nella mente

La rosa dei venti che guida la mia direzione

E tiene il mio viaggio al sicuro da ogni miraggio apparente,

Forte è il bisogno di andare lontano tenendo la tua mano nella mia mano

Per camminare al tuo fianco, fino al confine dell’inverno…

 

Ora nel silenzio mi ritrovo ad ascoltare il controtempo ritmico

Creato dal nostro rispettivo battito del cuore

Che suggerisce alla mia testa nuove soluzioni armoniche.

E seguo il tuo profilo, mentre di nuovo penso che…

 

Sei come un diamante che splende di luce costante nel mio cuore e nella mente,

La rosa dei venti che guida la mia direzione

E tiene il mio viaggio al sicuro da ogni miraggio apparente

Forte è il bisogno di andare lontano tenendo la tua mano nella mia mano,

Per camminare al tuo fianco, fino al confine dell’inverno…

 

Forte è il bisogno di andare lontano tenendo la tua mano nella mia mano

Per camminare al tuo fianco, fino al confine bianco dell’inverno…

Fino alle porte dell’inverno

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Fra le braccia della luna

Testo Fra le braccia della luna:

Questa sera son caduto fra le braccia della luna

E non mi riesce più di ritornare giù

Ma non mi importa mica tanto

Qui si sta davvero bene

Ed ora ho voglia di cantare e di suonare.

Ho soltanto una camicia,

Tanto vecchia quanto basta

Ma ne avanza per coprire le mie spalle

E ho soltanto un tamburello

Per rubare il tempo al cuore

E accompagnare queste mie rime stonate.

Qui il colore non ha peso

E ti perdi in mille strade

Fra i racconti di poeti e viaggiatori,

Qui la noia non ha casa

Ed ogni sera c’è una festa

Ed ogni volta c’è un motivo per brindare.

È fra rovi di spine che ho raccolto i miei pensieri

In boschi colorati di magia

E nei cieli sterminati ora lancio i miei pensieri

Fra le nuvole imbiancate di poesia.

E fra pioggia e vino rosso che mi bagno di salute

Ascoltando una musica straniera

E alle stelle più lontane che ora ridono di me

Io regalo questa mia veste leggera.

Questa sera son caduto

Fra le braccia della luna

Ma non mi importa niente di tornare giù,

Qui la gente si diverte

Senza mai dover pagare

E le ragazze sorridono sincere.

Basta solo un po’ di niente

Per restare sempre al sole

E poi nessuno qui ha mai fretta di arrivare,

Qui c’è il tempo per ballare

Per ridere e sognare

Perché il tempo è lì seduto ad aspettare.

È fra rovi di spine che ho raccolto i miei pensieri

In boschi colorati di magia

E nei cieli sterminati ora lancio i miei pensieri

Fra le nuvole imbiancate di poesia.

E fra pioggia e vino rosso che mi bagno di salute

Ascoltando una musica straniera

E alle stelle più lontane che ora ridono di me

Io regalo questa mia veste leggera.

Questa sera son caduto fra le braccia della luna

E sul suo ventre ora mi voglio addormentare

E sognando dolcemente voglio pensare una canzone,

Tanto domani è un’altra festa per cantare.

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Fuori dal centro

Testo Fuori dal centro:

Cammino lento e aspetto il tempo

Che passa lento e aspetta me.

E con le mani piene di vento

Io cerco il senso ai miei perché,

Perché oggi non credo oppure non vedo

Che questa nave possa partire

Che da sfortuna nasce fortuna

Che il twemporale fa spazio al sole

E se non passa l’amarezza dall’altra parte la girerò

E se non passa la tristezza con altri occhi la guarderò

Con gli occhi del cielo, e delle stelle, con gli occhi più belli che si può

E con questi occhi dritto negli occhi io nei tuoi occhi mi perderò

E colgo fiori, fiori leggeri che questa sera ti porterò,

Li porterò per il tuo viso che quanto è bello non lo so…

Cammino lento e cerco il tempo

Che passa lento e cerca me

E con la testa fuori dal centro

Io conto i passi dietro di me…

Perché oggi non sento oppure non penso

Che questa giostra possa girare

Che un orizzonte possa bastare

Che dopo il fiume viene il mare

E se non passa la tristezza con altri occhi la guarderò

E se non passa l’amarezza dall’altra parte la girerò…

Dalla parte del sole e di un sorriso dalla parte migliore che si può,

Dalla luna che splende sui tuoi capelli che quanti sono non lo so

E se stanotte potrò contarli questa canzone ti camterò

Con questa voce, anima mia, che oggi è tutto quel che ho.

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Il funambolo

Testo Il funambolo:

Son maestro di follia,

Vivo la mia vita sulla fune

Che separa la prigione della mente

Dalla fantasia.

Il mio futuro è nel presente

Ed ogni giorno allegramente

Io cammino sul confine immaginario

Dell’orizzonte mentre voi,

Signori spettatori, mi guardate dalla strada,

Cuori appesi ad un sospiro

Per paura che io cada

Ma il mio equilibrio è in cielo

Come i sogni dei poeti,

Mai potrei viver come voi

Che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.

 

Son maestro di pazzia

E vola sulla corda la mia mente

A rincorrere i pensieri

Ad inseguire l’utopia

Di catturare almeno un «oggi»

Prima che diventi «ieri»

E provare a far danzare il tempo.

 

Signori spettatori lo spettacolo è finito,

Vi saluto con l’inchino,

Sempre in bilico sull’orlo del destino

E un sorriso avrò per tutti voi,

Che vediate nel funambolo un buffone

O che vediate in lui un artista

E ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché

Mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista.

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Il giocoliere

Testo Il giocoliere:

Bambini, bambini venite un po’ a vedere,

C’é un uomo che, con le parole ci sa fare il giocoliere.

Bambini, bambini statelo a sentire

Perché in quello che dice ci sono mondi da scoprire.

 

Anch’io, quando avevo gli anni ad una cifra sola,

Un giorno l’ho incontrato tra i banchi della scuola,

Mi disse: “il tempo ha sempre fretta, porta via le ore,

Tu crescerai ma non scordare quel che, oggi, hai dentro al cuore.

Perché ogni ragazzino ha un mondo fatto di sogni e fantasia

Che, poi, quando diventa grande troppo spesso, per paura, butta via.”

 

Allora, bambini restate ad ascoltare

Il giocoliere che saprà insegnarvi ad imparare

E chi ne avrà la voglia potrà salire in sella

Per cavalcare i versi delle “filastrocche in cielo e in terra”.

Poi, forse vi racconterà la storia di quel tale

Che regalava favole, ogni giorno per le strade

Però, per sbadataggine

 

O mancanza di memoria

Ne sbagliava i personaggi, ne sbagliava anche la storia.

Così, malgrado il grande impegno e l’allegria,

Gli adulti, da ogni posto, lo cacciavano sempre via

Dicendo: “é inammissibile, non si può tollerare

Che le favole, costui, le dica così male.”

 

Con questo, vi sarà di certo facile intuire

Che i grandi son troppo piccoli per poter capire

Che, chi sbaglia un racconto per errore o per prova,

Da quella storia vecchia ne può far nascere una nuova.

 

Sorridono nel cielo anche la luna con il sole

Quando il giocoliere inventa le parole

Oppure, con i suoi colori, lui, disegna mille storie

Sul foglio sconfinato dell’immaginazione.

 

Bambini a questo punto mi congedo dal cantare

E spero che, di questa storia sia chiara la morale

Ma l’augurio mio, più grande, é che ogni giorno della vita,

Insieme al giocoliere, dolcemente vi sorrida

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Il mercante

Testo Il mercante:

Arriva col suo carro comparendo dal niente

Lui arriva per comprare le debolezze della gente

Lo chiamano “il Mercante” e questo nome gli si addice

Vende a chi lo incontra l’illusione d’essere felice.

 

È sempre accompagnato da un rumore di sonagli

E ognuno troverà da dargli qualche cosa tra i ricordi

Anche i più cari

Lui non chiede mai denari, ma si prenderà

Soltanto quello che potrà nutrire la sua cieca vanità.

 

Il suo passato è ignoto, appare solo nel presente

Tutti ne sanno il nome, ma nessuno lo conosce veramente

 

Lui ti ammalia, ti strabiglia, lui ti illumina e ti consiglia

Però credetemi ci ho fatto caso, come Pinocchio dice le bugie

Certo in questo gli assomiglia, fatta eccezione per il naso

Che al signor Mercante non si allungherà

Per non andare a rovinare la sua bella faccia figlia della falsità.

 

Vendere e comprare,

Vendere e comprare

Avanti signori andate a fare il vostro affare

Andate dal Mercante, andate lì da lui

Vi venderà dei bellissimi momenti bui

Ed ai più fortunati un bel trattamento speciale

Per non distinguere più la realtà dal Carnevale!

 

Perciò siete avvertiti e la faccenda non va sottovalutata

O almeno questo è il mio consiglio

Perché anche voi potreste un giorno trovarlo sulla vostra strada

E che nessuno se ne senta esente

Da questo delirante avvertimento

Anche se probabilmente non servirà assolutamente a niente

Perché il Mercante troverà, sono sicuro, sempre

Qualcuno pronto a svendere, per debolezza o comodo

I propri sogni ingenuamente.

 

Vendere e comprare,

Vendere e comprare,

Non fatevi ingannare da chi dice che la vita è solamente un buon affare

E ritiene sia importante non lasciarsi mai scappare

Ogni occasione in cui ci sia da guadagnare

A me non piace questo modo di campare

Questa assurda giostra del prendere o lasciare

Perciò in faccia al Mercante voglio gridare

Che per quanto mi riguarda

Ha un solo posto dove andare.

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Il mio tempo

Testo Il mio tempo:

Se fosse ancora vivo mio nonno

Gli sembrerebbe strano questo tempo

Tempo frenetico

Un po’ schizzofrenico

Tempo moderno

Ma pure adesso

Mentre riposa

Sono sicuro sta pensando

“Certo che ai miei tempi era davvero tutta un altra cosa”

 

Ed io sono d’accordo

Ma senza criticare

Quelle cose buone

Che il mio tempo

Mi ha saputo regalare

 

Però rimpiango il tempo

Nostalgico che solo

Quando bastava il suono di un racconto di mio nonno

Per viaggiare via lontano

 

Se fosse ancora

Vivo mio nonno

Sono sicuro che non direbbe mai

Che questo tempo ha perso tutta la sua fantasia

 

Ma certo agli occhi di un osservatore attento

È chiaro che la fantasia

Ha un po’ paura di venire

Allo scoperto in questo tempo

 

Ed io sono d’accordo

Ma senza criticare

Quelle cose buone

Che il mio tempo

Mi ha saputo regalare

 

Però rimpiango il tempo

Nostalgico che solo

Quando bastava il suono di un racconto di mio nonno

Per viaggiare via lontano

 

Se fosse ancora

Vivo mio nonno

Gli sembrerebbe strano questo tempo

Ma se fosse ancora qui

Io ne sarei contento

Perché mi viene da immaginare

A quante storie di guerra e amore

In questo tempo avrebbe avuto da regalare.

 

Nel tempo di un ricordo mi accorgo che è normale

Il fatto che ogni tempo abbia le sue parole

Per potersi raccontare

 

Però rimpiango il tempo

Nostalgico che solo

Quando bastava il suono di un racconto di mio nonno

Per viaggiare via lontano

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