Guarda L’Alba

Testo Guarda L’Alba:

Già natale il tempo vola,

L’incalzare di un treno in corsa,

Sui vetri e lampadari accesi nelle stanze dei ricordi,

Ho indossato una faccia nuova,

Su un vestito da cerimonia

Ed ho sepolto il desiderio intrepido di averti affianco,

 

Allo specchio c’è un altra donna,

Nel cui sguardo non v’è paura

Com’è preziosa la tua assenza

In questa beata ricorrenza,

Ad oriente il giorno scalpita non tarderà..

 

Guarda l’alba che ci insegna a sorridere,

Quasi sembra che ci inviti a rinascere,

Tutto inzia,

Invecchia,

Cambia,

Forma,

L’amore tutto si trasforma

L’umore di un sogno col tempo si dimentica..

 

Già natale il tempo vola,

Tutti a tavola che si fredda,

Mio padre con la barba finta

Ed un cappello rosso in testa

Ed irrompe impetuosa la vita, nell’urgenza di prospettiva

 

Già vedo gli occhi di mio figlio

E i suoi giocattoli per casa,

Ad oriente il giorno scalpita,

La notte depone armi e oscurità..

 

Guarda l’alba che ci insegna a sorridere,

Quasi sembra che ci inviti a rinascere,

Tutto inizia,

Invecchia,

Cambia forma,

L’amore tutto si trasforma,

Persino il dolore più atroce si addomestica,

Tutto inizia,

Invecchia,

Cambia,

Forma,

L’amore tutto si trasforma,

Nel chiudersi un fiore al tramonto si rigenera..

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Il Pendio Dell’abbandono

Testo Il Pendio Dell’abbandono:

Arduo ed insidioso il pendio dell’abbandono.

Affranto e compassionevole, il buon Dio osserva inerte umane ricchezze e miserie.

Regnerà sovrano l’oblio, prezioso rimedio all’impotenza ed alla crudeltà

di un ignobile addio inflitto a sorpresa da chi ha giurato lealtà.

Ma un vento caldo annucerà il risveglio di tempi migliori.

Affranto e compassionevole, il buon Dio osserva inerte umane ricchezze e miserie.

Regnerà sovrano l’oblio, vile ripiego all’impotenza ed alla crudeltà

di un ignobile addio inflitto a sorpresa da chi ha giurato lealtà.

Ma un vento caldo annuncerà il risveglio di tempi migliori.

Ma un vento caldo annuncerà il risveglio di tempi migliori.

Ma un vento caldo plasmerà il rigore di spietati inverni.

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Col Nome Giusto

Testo Col Nome Giusto:

Se la lontananza è come il vento

Nel tepore apatico di questa passione

Non sorprenderanno più fiamme inattese

Sotto la cenere alcun sogno combustibile

 

Nel punto più alto di questo monte inquieto

Il blu festoso dell’oceano strappa alle mie labbra un sorriso

 

Spero che un giorno smetterai di fare confusione

Tra il dolore ed il piacere

La paura ed il bisogno di ferire

Son certa che un giorno chiameremo tutto questo

Col nome giusto e ritrovata serenità

 

Se la lontananza è come il vento

Su trame morbide di vele spiegate

Soffierà in direzione contraria a ogni dove

Oltre ogni logica di navigazione

 

Nel punto più alto di questo monte inquieto

Ll blu festoso dell’oceano strappa alle mie labbra un segreto

 

Spero che un giorno smetterai di fare confusione

Tra il dolore ed il piacere

La paura e il bisogno di ferire

Son certa che un giorno chiameremo tutto questo

Col nome giusto

 

Spero che un giorno smetterai di fare confusione

Tra il dolore ed il piacere

La paura e il bisogno di ferire

Son certa che un giorno chiameremo tutto questo

Col nome giusto e ritrovata serenità

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Confusa e Felice

Testo Confusa e Felice:

Sai benissimo che una goccia inonda il cielo

È così piccolo il mondo che ci osserva

Sai benissimo che non chiedo tanto adesso

È così limpido il mare che ci ascolta che ci addormenta

 

Vorrei tentare

Vorrei offrirti le mie mani

Vorrei tentare

Vorrei difendere questo momento

E penso di sentirmi confusa e felice

E penso di sentirmi…

Sai benissimo che sto tremando e non c’è freddo

E sono vittima di questa gioia immensa

Sai benissimo che nulla può scalfirci adesso

È così fragile il mondo che ci aspetta, che ci spaventa.

 

Vorrei tentare

Vorrei offrirti le mie mani

Vorrei tentare

Vorrei difendere questo momento

Io vorrei tentare ancora

Vorrei difendere questo momento

E penso di sentirmi confusa e felice

E penso di sentirmi confusa e felice

E penso di sentirmi…

Confusa e felice

Confusa e felice

Confusa e felice.

Sai benissimo che una goccia inonda il cielo

È così piccolo il mondo che ci osserva.

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Contessa Miseria

Testo Contessa Miseria:

L’ho incontrata diverse volte piuttosto ubriaca

La chiamavano contessa miseria

Per la sua aridita’

Era disperatamente sola

Alle porte dei sessanta

Tristemente avvolta da vistose piume di struzzo e volgari ferraglie

Sul muro della sua casa la scritta

 

Contessa miseria

La vita prima o poi

Estiunge il suo debito

Contessa miseria

La vita prima o poi colpisce a sorpresa

 

Nei suoi occhi il terrore costante del tempo che passa

Ed avrebbe dato qualunque cosa per un elisir

Di lunga vita

Era disperatamente sola

Alle porte dei sessanta

Dolcemente assorta tra gloriosi ricordi impregnati di ciprie e di rien ve na plus

 

Contessa miseria

La vita prima o poi

Estiungue il suo debito

Contessa miseria

La vita prima o poi colpisce a sorpresa

 

Senza chiedere

Senza preavviso

Contessa miseria

La mente ibernata a vent’anni

Vittima dell’inganno di questo secolo

Che rincorre il mito di forme avvenenti

E di chirurgia estetica

 

Contessa miseria

La mente non cambia

Contessa miseria

La mente non cambia

Contessa miseria

La mente non cambia

Contessa miseria

La mente non cambia

 

Contessa miseria

Contessa miseria

La mente ibernata a vent’anni

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Diversi

Testo Diversi:

Come mai non hai più voglia di parlare

Ed io non riesco a starti accanto

Sono davvero tanto brava

A confonderti confonderti

Con tutte le mie certezze

Come mai non hai più voglia di parlare

Ed io non riesco ad avere pazienza

Vorrei rimediare

A tutto e subito

Difendermi difendermi

Con ritagli di frasi fatte

Forse anche tu stai pensando

Che siamo troppo diversi

Vorrei parlare con la tua bocca

E adesso

E forse anche tu stai pensando

Che siamo troppo diversi

Vorrei riuscire a guardare

 

Con i tuoi occhi

Con i tuoi occhi

 

Come mai non hai più voglia di parlare

E già troppe volte mi hai visto fuggire

Così timorosa delle mie debolezze

Nascondermi nascondermi

Fingendo di non capire

E forse anche tu stai pensando

Che siamo troppo diversi

Vorrei parlare con la tua bocca

E adesso

Forse anche tu stai pensando

Che siamo troppo diversi

Vorrei riuscire a guardare con i tuoi occhi …

Vorrei riuscire a guardare con i tuoi occhi …

Con i tuoi occhi

Con i tuoi occhi

Farmi guidare da te

Restarti accanto

Farmi guardare da te

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Eco Di Sirene

Testo Eco Di Sirene:

Sorde e implacabili sirene

Davano il triste annuncio

Mentre il tramonto inondava

I viali deserti

Di oscuri presagi

Giochi di potere sulla nostra pelle

Su quegli uomini armati di romantici ideali

Qualunque sia il compenso

Non restituirà mai il giusto

Saremo pronti a celebrare la vittoria

E brinderemo lietamente sulle nostre rovine

Saranno in pochi a riscattarsi dalla povertà

A rallegrarsi della gloria per quanto infinita

L’eco tagliente di sirene

Sulle ferite aperte

Aspettavamo impotenti gli attacchi nemici

Forse per l’ultima volta

Giochi di potere sulla nostra pelle

Sulle infanzie sciupate, violentate irreparabilmente

Chi pagherà per questo

Chi ne porterà il segno

Saremo pronti a celebrare la vittoria

E brinderemo lietamente sulle nostre rovine

Saranno in pochi a riscattarsi dalla povertà

A rallegrarsi della gloria per quanto infinita

Sconfitti e vincenti

Ricostruiremo

Sconfitti e vincenti

Guarda il video di Eco Di Sirene:

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Elettra

Testo Elettra:

Elettra metteva la cipria consueta nella penombra

Negli occhi il riflesso di sensi abusati e bagliori di strada

Inquieta per l’ultimo appuntamento

Qualche minuto e lo avrebbe rivisto.

 

Da giorni in conflitto con quel turbamento

Sublime ed affine al dolore

Quell’altalenare tra stato di grazia e sfiancante passione

Quel giovedì sera alle dieci e quaranta

Un confuso languore, l’odore di neve

Forse era ansia di prestazione

Il colmo per una che fa quel mestiere.

 

Elettra quale audace acrobazia

Toccare il cielo con un dito e poi ridiscendere

Amato bene abbracciami alla luce del giorno

Tra sguardi indignati e la frenesia del resto del mondo.

Amore concediamoci quel viaggio imprevisto

La fuga dal solito itinerario costretto alla morsa dell’abitudine.

 

Perdona il ritardo

All’altezza del bivio

Fui colto da ignoto malore

Le gambe inorganiche, lastre di ghiaccio, improvvisa necrosi del cuore.

Per grazia divina la mente è rimasta

Illesa ed immune a ogni trepidazione.

Vengo a saldare il servizio d’amore:

Oltre seicento gradevoli ore.

 

Elettra quale audace acrobazia

Toccare il cielo con un dito e poi ridiscendere.

Amato bene abbracciami alla luce del giorno

Tra sguardi indignati e la frenesia del resto del mondo.

Amore concediamoci quel viaggio imprevisto

La fuga dal solito itinerario costretto alla morsa dell’abitudine.

 

Amato bene abbracciami alla luce del giorno

Amato bene abbracciami alla luce del giorno

Amato bene abbracciami alla luce del giorno.

Guarda il video di Elettra:

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Anello Mancante

Testo Anello Mancante:

Prima luce del mattino

Ti ho aspettato cantando a bassa voce e non è la prima volta

Ti ho anche seguita con lo sguardo

Sopra il tavolo e tra i resti del giorno prima e tra le sedie

Vuote

Qualcosa nell’aria suggeriva

In fondo non c’è troppa fretta

Mentre accarezzavo l’idea delle coincidenze, raccoglievo segnali

Spiegami cosa ho tralasciato

È quell’anello mancante la fonte di ogni incertezza

Spiegami cosa mi è sfuggito

Prima luce del mattino

Quanti sforzi inauditi per tollerare preconcetti e maldicenze

Qualcosa nell’aria suggeriva

In fondo non c’è troppa fretta

Mentre accarezzavo l’idea delle coincidenze

Spiegami cosa ho tralasciato

È quell’anello mancante la fonte di ogni incertezza

Spiegami cosa mi è sfuggito

È quell’anello mancante

Voragine che divora e non restituisce

Spiegami cosa ho tralasciato

È quell’anello mancante

Voragine che divora e non restituisce

Divora e non restituisce

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Autunno Dolciastro

Testo Autunno Dolciastro:

Lentamente tra una pagina e l’altra di un libro qualunque

Ingannavo l’attesa già settembre poche voci distanti e

Un autunno distratto al di là dei vetri

Quasi speravo che non arrivassi più

Quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando

Distrarsi sembrava piuttosto facile

Credevo di sopportare la tua indifferenza

Cercando pretesti e rimedi inutili

Eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu

Freddamente valutavo i miei limiti

I gesti avventati le frequenti rinunce

Era tardi mi bruciavano gli occhi fissavo il soffitto

Il mio letto disfatto

Quasi speravo che non arrivassi più

Quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando

Distrarsi sembrava piuttosto facile

Credevo di sopportare la tua indifferenza

Cercando pretesti e rimedi inutili

Eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu

Eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu

Autunno dolciastro autunno …

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