La donna nuda (melone 3)

Testo La donna nuda (melone 3):

La donna nuda si depila col bic

Tenta l’uomo d’autobus, lo colpisce col crick

La donna nuda non rispetta gli stop

Io le mostro la tessera

Ma lei mi dice: “Non ti faccio salire perché sei un pirla”

Fa venire il nervus, entra dentro al bus,

Ma se mi avvicino mi travoge con il bus

Col suo autobus

La donna nuda non idossa il criss-cross

Lo vedo benissimo, ha le tette assai gross

La donna nuda ha spezzato il mio cuor

Io la seguo sul missile e le grido il mio amor

Missile d’amore portami con te

Sopra quel pianeta dove l’autobus non c’è

Su Melone 3, su Melone 3

 

La donna nuda circondata dai fans

Sta guidando impeterrita

Chissà mai se mi pens

La donna nuda qui nel cosmo non c’è

Che dolore indicibile su Melone 3

Ferma al capolinea, la vedo da quassù

Che sta obliterando i passeggeri con gli Hatù

E non l’amo più, e non l’amo più

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La follia della donna

Testo La follia della donna:

[Nicola Savino – Parlato] Si chi è? Ah ciao, Rogger. E no, sto a cantà un pezzo dai! E nun te posso fa salì, ve conosco a voi Pink Floyd! Poi ve pijate l’idea mia pe’ fa li dischi vostra eh. Mò te saluto, sta a girà il nastro devo dì scarpe, ciao.

Scarpe, di merda, da donna, che costano milioni all’uomo.

[Nicola Savino Parlato] E pensare che tutto questo lo hanno deciso…

I ricchioni.

 

C’è un cartello di ricchioni

Che ha deciso che

L’anno scorso andava il rosso

E quest’anno il blè.

Pantaloni a coste

Che costavano al mercato euro 23

Oggi li trovi alla boutique

Comprati dalle donne ricche.

L’han deciso i ricchioni e io devo accettarlo.

 

La follia della donna

Quel bisogno di scarpe

Che non vuole sentire ragioni

Cosa sono i milioni

Quando in cambio ti danno le scarpe.

 

Non hai mai pensato a un tatuaggetto

La tua amica sfoggia un tatuaggetto

Corri, corri a farti un tatuaggetto

D’improvviso hai bisogno di un tatuaggetto, un tatuaggetto, un tatuaggetto.

D’un tratto non ti piace più,

Che fai? Lo togli, non puoi.

Ne fai un altro più grosso.

 

La follia della donna,

Il disagio mentale

Di iniettarsi l’inchiostro con gli aghi

Sciabattando poi vaghi

Per le vie della moda…

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La saga di addolorato

Testo La saga di addolorato:

Recentemente mi sono trovato a ripensare

Ad una curiosa vicenda

Che il mio animo sensibile non mancò d’impressionare.

In un periodo in cui le discussioni ruotano principalmente

Intorno a tante cose ma comunque principalmente quasi esclusivamente

Intorno a l’annoso problema del controllo delle nascite

E le pubblicità fanno la loro parte,

E chi ha orecchie da intendere intenda e gli altri chissà…

 

Io conobbi coloro i quali poi

Di questa mia canzone divennero gli eroi,

Dieci fratelli, nove facean combutta uno era emarginato,

Si chiamava Addolorato.

 

E allora Cino con Dino e Gino,

Con Lino Mino Nino Pino Rino e Tino, si divertono un casino

A metterlo in culo ad addolorato perche sono dei bastardi

E se mangiano il gelato non lo danno ad Addolorato

E se per caso fuori piove non lo lasciano rientrare,

Addolorato, è addolorato di nome e di fatto.

 

[Parlato]

Insomma, questo povero Addolorato vive una vita tristissima, infernale

Quasi. Lui abita all’interno della casa dei coniugi X, diciamo che

Ci sono delle camere grandissime, come dei mini appartamenti: uno per

Ognuno degli altri nove figli. C’è un mini appartamento con la lettera C

Sulla porta, e quello lì sarà il miniappartamento di Cino. Su un’altra

Porta invece c’è la lettera D, e quello lì sarà il miniappartamento di

Dino. “Mini”, poi: son delle robe enormi, tipo dei quattordicinali, cioè

140 metri quadri per ogni, per ogni miniappartamento, ma non ci interessa:

Andiamo invece nella povera casa di Addolorato. Addolorato abita in un

Terrapieno sotto ‘sta casa qui, sessanta metri sotto, c’è una cameretta

Grande, diciamo, mezzo metro quadro, così, dove lui è dentro, al buio,

Con una porta che non si apre perch’ è nel terrapieno. Gliel’hanno fatta,

No, gliel’hanno fatta ‘sta, ‘sta porta qui ma è una finta, tanto per dargli

Quell’impressione lì, no, “C’hai anche una porta, cosa rompi le balle”,

E lui poveretto, abita qui, ed è collegato a tutto il mondo esterno come

Da un cordone ombelicale, proprio vero. Hanno preso quello di un , di un,

Di un elefante: è lungo 60 m e largo così, e gliel’hanno collegato al

Tetto di questa cameretta.[ride] E con dei metodi empirici gli fanno

Arrivare tutto , solo che glielo fanno arrivare tutto sciolto, tipo che

Gli mandano giù un cornetto, un cono, dall’alto, glielo infilano dentro

‘sto cordone ombelicale,[ride] e si blocca lì,[ride] non arriva un cazzo.

Insomma diciamo che l’unica cosa che riesce ad arrivargli giù sono solo

Liquidi. Gli buttan giù dell’acqua, della coca cola. Arriva giù tutto

Mischiato al sangue dell’elefante perché c’è, in mezzo c’è quello

Schifo lì, no, poi insomma ‘sto co- cordone ombelicale gliel’han messo

Su qualche me-mese fa, adesso puzza un pò,insomma, si sta…Vabbè,

Comunque lui, lui non ha mai detto niente,si accontenta, vive, a lui basta

Quello che gli danno, non ha mai chiesto niente, non ha mai chiesto

Nulla…certo lui cova un pò, ma è che lui è proprio molto molto

Triste , lui ha pitturato tutta questa cameretta qui con del colore

Grigio. Non, non lo vede perché è completamente buio , dentro lì, ma a

Lui basta pensare che i muri della cameretta siano tutti grigi per esser

Triste, e questa qui è la condizione che lui preferisce fra tutte quante

Perché all’interno di questo stato d’animo riesce a concepire delle

Poesie bellissime che ha scritto tutte, nella sua mente però,perché è

Un povero illuso,è un incapace e non sa fare un cazzo! Oh, un bel

Giorno è talmente triste che dice: “Sono costretto a prorompere in un

Tristissimo blues” e lui pensa di prorompere in un tristissimo blues,

Ma in realtà non fa un cazzo:

 

Demotivato, si…

In alcuni momenti della mia vita io mi sento veramente

Molto, molto, molto, molto, molto, molto demotivato.

E mi sento anche molto molto molto molto depresso

E del resto sarà capitato anche a voi di trovarvi

In una cameretta in un terrapieno a 60 metri di profondità

E di sentirvi demotivati e depressi.

Qui nel mio letto verticale

Contenuto nella mia cameretta pitturata di grigio.

È il colore che io preferisco, ma soffro,

Perché non me lo lasciano neanche vedere.

Non mi danno neanche una lampadina per illuminare questa

Misera cameretta che io ho cercato di arredare alla cieca

Basandomi su un solo senso: l’olfatto.

È stato difficilissimo ma io ce l’ho fatta.

Un giorno accenderanno la lampadina e si accorgeranno,

Tutto il mondo si accorgerà di quello che io

Sono capace di fare in questa cameretta.

 

Terza parte nella quale Addolorato tenta il suicidio,

Non ce la fa, ma fonda i Joy Division.

 

E mentre Cino, con Dino e Gino,

Con Lino Mino Nino Pino Rino e Tino, si divertono un casi-no

A giocare ad un due tre stella emarginando Addolorato,

Lui tranquillo va a baciare delle ragazze al lungomare,

E quando tornano dal mare e le somme vanno a tira-a-a-are

Addolorato è stato quello che ha copulato.

E se vediamo la morale dopo tuttto questo bacia-a-a-are

Addolorato non si sente più addolorato.

E gli altri nove si masturbano.

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L’astronuata pasticcione

Testo L’astronuata pasticcione:

C’è un astronauta pasticcione, si è fatto addosso la pupù;

Ma i membri dell’equipaggio si accorgono, lo sgridano.

Nell sua tuta di amianto c’è stato un grosso patatrac

E i suoi coleghi spaziali lo buttan giù,

Ma lui canta una canzone ironica:

“Scismi bellissimi dentro di me, cellule di materia in putrefazione,

Solo scismi bellissimi dentro di me, sostanze tossiche

Diffuse per tutto il moderno scafandro.

Emarginato nel cosmo -non ricevo più-

Emarginato nel blu -may day, may day, s.o.s, help, aiuto-

Ho combinato un disastro con la pupù:

Sono solo un pasticcione in orbita.

Scismi bellissimi dentro di me, cellule di materia in putrefazione,

Solo scismi bellissimi dentro di me, sostanze tossiche

Diffuse per tutto il moderno scafandro.

Visioni mistiche della mia generazione: solo spasmi fortissimi

Dentro di me, fuori dal mondo, trainato da un cavo

Che è tutto un programma.

 

Introservi: Lei è bella dentro, lei è sensibile;

Più dolce di uno sfacciottinio di papà Barzotti.

Cammina a una spanna da terra come un hovercraft d’amore;

Io l’accompagno alla mostra del Pinturetto anche se

In realtà preferisco di gran lunga il Tinturicchio,

Poi torno a casa e -con un cuscino sulla faccia-

Penso a lei ascoltando al buio F.De Gregori e,

Dato che lei salutandomi mi ha baciato nelle vicinanze

Dell’angolo esterno della bocca, ritengo a ragione

Di avere delle possibilità.

Poi la osservo dalla mia finestra muoversi leggera come

Un gavettone di idrogeno in direzione del mio amico

Furio Terzapi,

E infilargli in bocca due metri di lingua, la lingua

Dell’amore, ma io -caro diario- sono in una botte di

Ferro perché lei mi ha assicurato che non lo ama.

Anzi, mi dispiace per lui perché magari poveretto

Si fa delle idee.

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La terra dei cachi

Testo La terra dei cachi:

Parcheggi abusivi, applausi abusivi,

Villette abusive, abusi sessuali abusivi;

Tanta voglia di ricominciare abusiva.

Appalti truccati, trapianti truccati,

Motorini truccati che scippano donne truccate;

Il visagista delle dive è truccatissimo.

Papaveri e papi, la donna cannolo,

Una lacrima sul visto: Italia sì, Italia no.

Italia sì, Italia no, Italia bum, la strage impunita.

Puoi dir di sì, puoi dir di no, ma questa è la vita.

Prepariamoci un caffè, non rechiamoci al caffè:

C’è un commando che ci aspetta per assassinarci un pò.

Commando sì, commando no, commando omicida.

Commando pam, commando prapapapam,

Ma se c’è la partita

Il commando non ci sta e allo stadio se ne va,

Sventolando il bandierone non più il sangue scorrerà.

Infetto sì? Infetto no? Quintali di plasma.

Primario sì, primario dai, primario fantasma.

Io fantasma non sarò, e al tuo plasma dico no;

Se dimentichi le pinze fischiettando ti dirò:

“Fi fi fi fi fi fi fi fi, ti devo una pinza.

Fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l’ho nella panza”.

Viva il crogiuolo di pinze, viva il crogiuolo di panze. Eh

Quanti problemi irrisolti, ma un cuore grande così.

Italia sì, Italia no, Italia gnamme, se famo dù spaghi.

Italia sob, Italia prot, la terra dei cachi.

Una pizza in compagnia, una pizza da solo;

Un totale di due pizze e l’Italia è questa qua.

Fufafifi, fufafifi, Italia evviva.

Squerellerellesh, cataraparupai,

Italia perfetta, perepepè nainananai.

Una pizza in compagnia, una pizza da solo;

In totale molto pizzo ma l’Italia non ci sta.

Italia sì, Italia no, scurcurrillu currillo.

Italia sì: uè.

Italia no, spereffere fellecche.

Uè, uè, uè, uè,uè.

Perchè la terra dei cachi è la terra dei cachi.

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Il vitello dai piedi di balsa reprise

Testo Il vitello dai piedi di balsa reprise:

Amico orsacchiotto, ti vedi barzotto

E sento uno spinotto.

– Non avere paura mai. –

Se questa avventura da un lato mi attira,

Dall’altro mi spaventa un pò

– Del tuo giovane corpo. –

Ma questa in fondo è la vita mia

– Bovino –

Ed io vivo con gioia

– Corpo nato per l’amore –

Questa mia condizione di vitello busone

Perché ho capito che io, solo io, sempre io,

Anche io, nient’altro che io, proprio io

Ero il vitello dai piedi di balsa

Inventore di una storia falsa,

Ma tu mi hai trasformato in vitello busone,

E quel buso marone che bello sapere che c’è.

Il vitello dai piedi di balsa,

Ba ba ba ba ba ba ba ba balsa,

Il vitello dai piedi di balsa

Ha composto una canzone salsa.

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In te

Testo In te:

Risalirò col suo peso sul petto come una carpa il fiume

Mi spalmerò sulla faccia il rossetto per farlo ridere

Per lui comprerò sacchetti di popcorn

Potrà spargerli in macchina

Per lui non fumerò, a quattro zampe andrò

E lo aiuterò a crescere

Lui vive in te, si muove in te con mani cucciole

È in te respira in te gioca e non sa

Che tu vuoi buttarlo via

La sera poi con noi due farà il bagno e vi insaponerò

Per lui mi cambierò, la notte ci sarò perché non resti solo mai.

Per lui lavorerò, la moto venderò e lo proteggerò, aiutami

Lui vive in te, lui ride in te o sta provandoci

È in te, si scalda in te

Dorme o chissà, lui sta già ascoltandoci

Lui si accuccerà, dai tuoi seni berrà

Con i pugni vicini, fra noi dormirà

E un pò scalcerà, saremo i cuscini, noi due

Il figlio che non vuoi è già con noi

Lui vive in te si culla in te con i tuoi battiti.

E in te lui nuota in te dopo chissà è lui il figlio che non vuoi.

Lui nuota in te con mani cucciole.

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Introducing the real pulun vage sudu raula digay

Testo Introducing the real pulun vage sudu raula digay:

Peace to everybody in Italia, peace to you Elio.

(eeee peace to you Mr. Emanuel Jayakodi).

We, the Los Sri Lanka Parakramabahu Brothers, extend over brotherhood during this Christmas season. We are different in race, but we are to a same family, so we extend our peace and happiness to the brothers and everybody in Italia.

(What will you sing now?)

Now, we are going to sing a Christmas song from our Sri Lanka language to the people of Italia.

Shall we start?

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Je faccio bù

Testo Je faccio bù:

Mi dicesti: “T’amo tanto, amore mio,

La mia vita nun ci ha scopo senza te.

Però adesso scappo co n’amico tuo,

Che me piace dieci vorte più de te.”

Jebu jebu, jebu jebu.

Jebu jebu, jebu jebu, ah ah ah aah,

Jebu jebu.

Mi dicesti: “T’amo tanto, amore mio;

La mia vita nun ci ha scopo senza te.

Però adesso scappo co n’amico tuo,

Che me piace dieci vorte più de te.”

Con l’amico avranno preso la volata,

Nun pensando ar giorno che li troverò;

Nun je fo manco pèggnente la scenata,

Ma si schiatta più sereno tornerò.

Je faccio bù pèmmetteje paura,

Ritornerà appena sente “Bù”;

Si je fo bù, può pure stàssicura,

Verà da me, insiem’ammè, a fàbbubbù.

Jebu jebu, jebu jebu, ah ah ah aah,

Jebu jebu.

Jebu jebu, jebu jebu, ah ah ah aah,

Jebu jebu.

Je faccio fit, je faccio uec,

Je faccio bù pèmmeteje paura,

Ritornerà appena sente: “Bù”;

Si je fo bbù, può pure stàssicura,

Verà da me, insiem’ammè.

Bù bù bù bù,

La fo diventà scema,

Ritornerà appena sente “Bù”;

Si je fo bù, può pure stàssicura,

Bù bù bù bù,

Je faccio bù bù bù bù.

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John holmes

Testo John holmes:

Quand’ero piccolo tutti mi scherzavano

Per le dimensioni del mio pene,

Ed io non stavo bene.

Soffrivo le pene per colpa del pene,

Ma più il problema non si pone:

Sì perché il pene mi dà il pane,

Son diventato un grande attore

E benchè schiavo dell’amore,

Mi son comprato una moto.

E ora son schiavo della moto,

Non faccio più moto,

Infatti vado solo in moto

Ma ora son diventato un mito:

Ho rilanciato il film muto

Perché sono muto,

E se vedrete il filmato

Sicuramente converrete con noi

Che questa è verità.

 

John Holmes, una vita per il cinema,

John Holmes, una vita per la moto.

John Holmes, una vita per il cinema,

John Holmes, una vita per la moto.

 

Trenta centimetri

Di dimensione artistica.

Su di ciò la critica è concorde

Nel ritenermi sudicio.

Perchè non hanno capito,

Non parlo perché son rapito,

E poi in faccia non son mai inquadrato

Però dal pubblico son venerato,

E ora sono diventato un mito:

Ho rilanciato il film muto

Perché sono muto,

E se fossi stato ceco

Avrei lanciato il film ceco,

E se fossi stato m

Avrei lanciato il film m.

Dicon che faccio film penosi

Perché lavoro col pene.

E insomma il pene mi dà il pane,

Il pene mi dà sì la moto,

Ma la moto non dà pene

Perché funziona bene.

Sì sì la moto non dà pene

Perché funziona bene.

 

John Holmes, una vita per il cinema,

John Holmes, una vita per la moto.

John Holmes, una vita per il cinema,

John Holmes, una vita per la moto.

Guarda il video di John holmes:

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