L’Attentato A Togliatti

Testo L’Attentato A Togliatti:

Le ore undici del quattordici luglio

Dalla Camera usciva Togliatti

Quattro colpi gli furon sparati

Da uno studente vile e senza cuor L’assassino è stato arrestato

Dai carabinieri di Montecitorio

E davanti a l’interrogatorio

Ha confessato dicendo così

Già da tempo io meditavo

Di commettere questo delitto

Sono iscritto a nessun partito

È uno scopo mio personal

Rita Montagnana che era al Senato

Coi dottori e tutto il personale

Ha portato il marito all’ospedale

Sottoposto alla operazion

L’onorato chirurgo Valdoni

Con i ferri che sa adoperare

Ha saputo la pallottola levare

E la vita potergli salvar

L’Onorevole Togliatti auguriamo

Che ritorni ben presto al suo posto

A difendere al paese nostro

L’interesse di noi lavorator.

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La Valigia Dell’attore

Testo La Valigia Dell’attore:

Eccomi qua

Sono venuto a vedere

Lo strano effetto che fa

La mia faccia nei vostri occhi

E quanta gente ci sta

E se stasera si alza una lira

Per questa voce che dovrebbe arrivare

Fino all’ultima fila

Oltre al buio che c’è

E al silenzio che lentamente si fa

E alla luce che taglia il mio viso

Improvvisamente eccomi qua

Siamo l’amante e la sposa

Arrivati fin qua

L’attore e la sciantosa

E siamo pronti a qualsiasi cosa

Pur di stare qua

Siamo il padre e la figlia

Finalmente qua

Siamo una grande famiglia

Abbiam lasciato soltanto un momento

La nostra valigia di là

Nel camerino già vecchio

Tra un lavandino ed un secchio

Tra un manifesto e lo specchio

Tra un manifesto e lo specchio

 

Eccoci qua

Siamo venuti per poco

Perché per poco si va

E il sipario è calato già

Su questa vita che tanto pulita non è

E ricorda il colore di certe lenzuola

Di certi hotel

Che il nostro nome ce l’hanno già

E ormai nemmeno ti chiedono più

Il documento d’identità

E allora eccoci, siamo qua

Siamo venuti per niente

Perché per niente si va

E c’inchiniamo ripetutamente

E ringraziamo infinitamente…

 

Eccoci qua

Siamo il padre e la figlia

Capitati fin qua

Siamo una grande famiglia

Abbiam lasciato soltanto un momento

La nostra vita di là

Nel camerino già vecchio

Tra un lavandino ed un secchio

Tra un manifesto e lo specchio

Tra un manifesto e lo specchio

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Le Lacrime Di Nemo – L’esplosione – La Fine

Testo Le Lacrime Di Nemo – L’esplosione – La Fine:

Chiaro di luna scendi in fondo al mare

E arriva dove il vento non può arrivare

E trova le parole per calmare

Quest’acqua che si mescola col mare

Quest’onda sulla riva della ciglia

Che un po’ t’incanta e un po’ ti meraviglia

Che un po’ t’incanta e un po’ ti meraviglia

 

Fiore di scienza e libero pensiero

Ancora senza nave e vela senza veliero

Bottiglia mezza vuota e mezza piena

E pesci e luci e canto di balena

Chiaro di luna segnami il futuro

E mescola l’idrogeno e il carburo

E mescola l’idrogeno e il carburo

E passo dopo passo piano piano

 

Illumina i miei passi con i tuoi

Che ogni passo avanti è un passo in meno

E meno ossigeno nei serbatoi

Illumina le torri medievali

 

E i falchi e il tempo e i sogni e gli ideali

E le città sconfitte in fondo al fumo

E il sangue e l’innocenza di nessuno

Il sangue e l’innocenza di nessuno

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Le storie di ieri

Testo Le storie di ieri:

Mio padre ha una storia comune

condiviso dalla sua generazione

la mascella al cortile parlava

troppi morti lo hanno smentito

tutta gente che aveva capito.

 

E il bambino nel cortile sta giocando

tira sassi nel cielo e nel mare

ogni volta che colpisce una stella

chiude gli occhi e comincia a sognare

chiude gli occhi e comincia a volare.

 

E i cavalli a Salò sono morti di noia

a giocare col nero perdi sempre

Mussolini ha scritto anche poesie

i poeti che brutte creature

ogni volta che parlano è una truffa.

 

Ma mio padre è un ragazzo tranquillo

la mattina legge molti giornali

è convinto di avere delle idee

e suo figlio è una nave pirata

e suo figlio è una nave pirata.

 

E anche adesso è rimasta una scritta nera

sopra il muro davanti a casa mia

dice che il movimento vincerà

i nuovi capi hanno facce serene

e cravatte intonate alla camicia.

 

Ma il bambino nel cortile si è fermato

si è stancato di seguire aquiloni

si è seduto tra i ricordi vicini, rumori lontani,

guarda il muro e si guarda le mani

guarda il muro e si guarda le mani

guarda il muro e si guarda le mani.

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Le strade di lei

Testo Le strade di lei:

In fondo non importa

che i tuoi santi siano molti

e che molti con lo soffio

spegneranno la candela.

 

In fondo tu già sai

che domani è un giorno lungo

e che un altro verrà a dirti

di amare i tuoi pensieri

e tu lo seguirai

come fosse uno sparviero

pauroso nell’orgoglio

della sua fragilità

e tu stringi intorno ai fianchi

il tuo filo di aquilone

la tua strada è molto lunga

forse non la seguirò

ed io vedo sulla porta

quei cappelli troppo fini

la tua strada è molto vecchia

forse non la seguirò.

 

Tu cammini accanto all’onda

so che andrai così lontano

e un bambino senza volto

si innamorerà di te

e ci sono molte pietre

sul cammino di Maria

e se tu che le raccogli

e le porti oltre le sponde

e tu dici a chi ti incontra

quella notte molto fredda

e se lui ti sfiori il braccio

tu sorridi e te ne vai

e lui chiama per sapere

il tuo nome la tua storia

e tu dici non importa

ma se vuoi ti sposerò.

 

E lui è solo un disertore

lui è solo un fuggitivo

il suo corpo è una bandiera

il suo corpo è una canzone

e tu stringi intorno ai fianchi

il tuo filo di aquilone

e lui fuma il tuo ricordo

e non seguirai il tuo treno

e gli dai una vecchia copia

un romanzo di Dalì

e richiudi la sua porta

il suo oroscopo è scaduto.

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Lettera Da Un Cosmodromo Messicano

Testo Lettera Da Un Cosmodromo Messicano:

Il bosco piano piano

Si riprende le case

Sono immobili gli aeroplani

Negli aeroporti sotto la luna

Ammutoliscono i cani

Per la groppa delle montagne

Sono disperse le greggi

Abbandonati i pastori

Io vivo fuori

In questo cosmodromo messicano

Tutto è forte è chiaro

Il cielo è un gigante

La vita è un acquario

Sopra di noi la luce è immensa

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L’imperfetto

Testo L’imperfetto:

Era, pioveva

C’era qualcosa che non si vedeva

Respirava qualcosa respirava

Nella stanza della sposasi nascondeva

Eppure si muoveva

 

Ancora dimmelo ancora

Che tutto ritornava così com’era

Come bruciava che si disperdeva

E come tornava

Ogni volta che partiva

 

Piangeva

E si stancava

Come sabbia nel tempo si trasformava

E però esisteva

E si incarnava

E a volte ero sicuro che nasceva

E che ricominciava

 

Che saliva

E scendeva

Chiamava e si rispondeva

Meravigliava

E produceva

Ed espelleva suoni

Suoni che rubava

 

Era pioveva

Ma così bianca e nessuno se la prendeva

Così per poco

Che poco ci mancava

Mentre guardava un telefono che suonava

E che non la smetteva

 

Non parlava

Però sapeva tutto quello che gli bastava

Quello che credeva

Quello che non vedeva

Così preciso ed imperfetto

Che nessuno lo incastrava

Se non voleva ringraziava

Con un inchino da domatore le salutava

E poi chiedeva

E chiedeva o prendeva

E come un messicano si allontanava

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La donna cannone

Testo La donna cannone:

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno

giuro che lo farò

e oltre l’azzurro della tenda

nell’azzurro io volerò

quando la donna cannone

d’oro e d’argento diventerà

senza passare per la stazione

l’ultimo treno prenderà.

 

In faccia ai maligni a ai superbi

il mio nome scintillerà

dalle porte della notte

il giorno si bloccherà

un applauso del pubblico pagante

lo sottolineerà

e dalla bocca del cannone

una canzone suonerà.

 

E con le mani amore per le mani

ti prenderò

e senza dire parole

nel mio cuore ti porterò

e non avrò paura

se non sarò bella come dici tu

ma voleremo in cielo in carne e ossa

non torneremo più.

 

E senza fame senza sete

e senza aria e senza rete

voleremo via.

 

Così la donna cannone

quell’enorme mistero volò

sola verso un cielo nero nero

s’incamminò.

Tutti chiusero gli occhi

nell’attimo esatto in cui sparì

altri giurarono e spergiurarono

che non erano mai stati lì.

 

E con le mani amore

con le mani ti prenderò

e senza dire parole

nel mio cuore ti porterò.

 

E non avrò paura

se non sarò bella come vuoi tu

ma voleremo in cielo in carne e ossa

non torneremo più.

 

E senza fame senza sete

e senza aria e senza rete

voleremo via.

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L’Aggettivo

Testo L’Aggettivo:

La musica etnica, la contaminazione,

L’ultimo rifugio dei vigliacchi, la comunicazione

Le notti insonni dei creatori di moda,

L’alba difficile dei gioiellieri e dei creditori

E i venditori di parrucche per corrispondenza,

Gli uomini di scienza e i manipolatori

La sanguinaria guerra dei predatori

E la serena guerra degli aviatori

E gli uomini col machete sui fuoristrada,

Gli uomini a piedi nudi lungo la strada.

E gli uomini col machete sui fuoristrada,

Gli uomini a piedi nudi lungo la strada.

La fuga degli animali, l’inondazione

E la foresta che diventa fumo

Le stelle pakistane che esplodono sulla frontiera

E tutto che ritorna uno

E le radio delle ragazzine dove scoppia il silenzio

Ed ogni dedica si confonde

Nell’aria che non ha confine, nell’aggettivo mitico

E nelle sue onde

E gli uomini col machete sui fuoristrada,

Gli uomini a piedi nudi lungo la strada

Gli uomini col machete sui fuoristrada,

Gli uomini a piedi nudi lungo la strada

Gli uomini col machete sui fuoristrada,

Gli uomini a piedi nudi lungo la strada

Guarda come vanno veloci le navi, come vanno lontano

Come salutano i passeggeri, fanno ciao con la mano

E ballano al suono del diavolo e del suo violino

E cantano canzoni d’amore sul mare, color del vino

Oggi non c’è più freddo, non c’è più fame,

Oggi tutto sembra sotto controllo

Oggi si versa il vino, si spezza il pane,

Duemila volte che canta il gallo

Socrate grida domande per strada

E il Beato Angelico dipinge muri di periferia

La risposta confusa nel vento a tradimento

Li prende alle spalle e li spazza via

Insieme agli uomini col machete sui fuori strada,

Gli uomini a piedi nudi lungo la strada

Gli uomini col machete sui fuori strada,

Gli uomini col machete lungo la strada

Guarda come vanno veloci le navi, come vanno lontano

Come salutano i passeggeri, fanno ciao con la mano

E brindano al suono del diavolo e del suo violino

E buttano benzina sul fuoco del mare, color del vino

Ascolta il nemico ti ascolta, da dietro la porta

Gli specchi cominciano a sanguinare, cari e care

Il giorno è finito, si spengono le vetrine

Ma i prezzi continuano a scintillare

Batte sotto le stelle un nero biondo con le labbra d’acciaio,

Il suo nome è Cassandra

Uomini dentro a una stanza si chiudono a chiave,

In silenzio respirano al suono di Radio Londra

Uomini nella polvere di una cometa,

Uomini nella rete senza una meta

Uomini nella polvere di una cometa,

Uomini nella rete senza una meta

Uomini nella polvere di una cometa,

Uomini nella rete senza una meta

Uomini nella polvere di una cometa,

Uomini nella rete senza una meta

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L’agnello Di Dio

Testo L’agnello Di Dio:

Ecco l’agnello di Dio che toglie peccati del mondo.

Disse la ragazza slava venuta allo sprofondo.

Disse la ragazza africana sul raccordo anulare.

Ecco l’agnello di Dio che viene a pascolare.

E scende dall’automobile per contrattare.

Ecco l’agnello di Dio all’uscita dalla scuola.

Ha gli occhi come due monete,

Il sorriso come una tagliola.

Ti dice che cosa ti costa, ti dice che cosa ti piace.

Prima ancora della tua risposta ti dà un segno di pace.

E intanto due poliziotti fanno finta di non vedere.

Oh, aiutami a fare come si può, prenditi tutto quello che ho.

Insegnami le cose che ancora non so, non so.

E dimmi quanto maschere avrai e quanto maschere avrò.

 

Ecco l’agnello di Dio vestito da soldato,

Con le gambe fracassate, con il naso insaguinato.

Si nasconde dentro la terra, tra le mani ha la testa di un uomo.

Ecco l’agnello di Dio venuto a chiedere perdono.

Si ferma ad annusare il vento ma nel vento sente odore di piombo.

Percosso e benedetto ai piedi di una montagna.

Chiuso dentro una prigione, braccato per la campagna.

Nascosto dentro a un treno, legato sopra un altare.

Ecco l’agnello che nessuno lo può salvare.

Perduto nel deserto, che nessuno lo può trovare.

Ecco l’agnello di Dio senza un posto dove stare.

Ecco l’agnello di Dio senza un posto dove stare.

Oh, aiutami a stare dove si può e prenditi tutto quello che ho.

Insegnami le cose che ancora non so, non so.

E dimmi quanto maschere avrai, regalami i trucchi che fai,

Insegnami ad andare dovunque sarai, sarò.

E dimmi quanto maschere avrò.

Se mi riconoscerai, dovunque sarò, sarai.

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