Inno nazionale

Testo Inno nazionale:

Io sono troppo bolognese,

Tu sei troppo napoletano

Egli è troppo torinese

E voi siete troppo di Bari

Sì noi siamo troppo orgogliosi,

Loro sono troppo veneziani

E anche dentro la stessa città,

Siamo sempre troppo lontani!

E siamo sempre troppo romani,

E si che siamo troppo milanesi

E lo vedi anche allo stadio

Che siamo sempre troppo tesi

Siamo tifosi poco sportivi

Perché siamo troppo fiorentini

E la polizia controlla

Che non stiamo troppo vicini!

E allora son troppo bolognese,

Tu sei troppo cagliaritano

Sventoliamo troppe bandiere,

Col bastone nella mano

E diventiamo troppo violenti,

E se non ci spacchiamo i denti

Comunque ci promettiamo in coro

Che ci romperemo il culo!

E io sono troppo emiliano,

Tu sei troppo siciliano

Egli è troppo calabrese,

E voi troppo molisani

E noi siamo troppo chiusi,

Loro son troppo altoatesini

E anche se è caduto il muro,

Abbiamo sempre troppi confini!

…e poi eravamo troppo fascisti

E anche troppo menefreghisti

Allora giù botte coi manganelli

Comunque non eravamo troppo fratelli

Poi diventammo troppo comunisti,

E anche troppo democristiani

E sì che il tempo passa

Ma siamo ancora troppo italiani!

…Sì che eravamo troppo fascisti

Oppure troppo menefreghisti

E allora giù botte coi manganelli

Non eravamo troppo fratelli

Poi diventammo troppo comunisti

E anche troppo democristiani

E sì che il tempo passa

Siamo ancora troppo italiani!

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I problemi della gente

Testo I problemi della gente:

Cammino sotto i portici a Bologna

E mi accorgo che qualcosa è già successo

Di colpo è cambiato tutto son cambiato anch’io

Oppure me ne accorgo solo adesso

A volte i problemi della gente

Sembrano lontani mille miglia

Oltre i monti i mari in un altro continente

Lontani dalla mia famiglia

A volte i problemi della gente

Sembra che si possano bloccare

Tenere oltre la linea di un confine

E impedire che riescano a passare

A volte sembra che i problemi della gente

Come scarabocchi di matita

Si possan cancellare facilmente

E far tornare bianco il foglio della vita

… no non è niente sono solo i problemi della gente …

E invece i problemi della gente

Come gas si liberano nell’aria

Chiudi gli occhi il naso il finestrino

Ma ti erano già entrati dentro

Invece i problemi della gente

Sono solidi son lì in mezzo alla strada

E se non freni ci sbatti contro

Sono duri e veri come un’auto parcheggiata

… no non è niente sono solo i problemi della gente …

Invece i problemi della gente

Vanno come le onde di una radio

Arrivano sempre dappertutto

Si infilano anche dentro ad un armadio

Piano piano poi cambiano tutto

Le cose e il posto dove stiamo

Diventano la storia che viviamo

E poi sono solo quello che siamo

… no non è niente sono solo i problemi della gente

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I Ragazzi Che Si Amano

Testo I Ragazzi Che Si Amano:

I ragazzi che si amano davanti allo specchio si stanno facendo belli

E che i ragazzi si amano lo puoi capire anche ascoltando

I programmi a dedica e richiesta sulle radio private

I ragazzi che si amano non hanno tempo e non ci sono per nessuno

La vita è cambiata, c’è una nuova energia che fa diventare importanti

Anche le sciocchezze

 

 

Si stanno amando ….

Stanno imitando l’amore

 

 

I ragazzi che si amano si stanno baciando sui pianerottoli della notte

Incertezze, tremori e gesti un pò goffi prima di toccare la confidenza

I ragazzi che si amano si stanno spogliando negli abitacoli della notte

Brividi e voglia e rumori nella pancia e parole ascoltandosi la voce

 

 

Ci stanno amando …

Stiamo imitando l’amore

Ci stiamo amando

Stiamo inventando l’amore

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La casa

Testo La casa:

Certe volte

La mia casa è il mondo

Certe volte

È un angolo di un bar

Certe volte

Non ha chiavi né muri

Certe volte

La mia casa è il mare

 

Era un cortile

Di periferia

Nelle sere d’estate

Un cabriolet

Ma certe volte

La mia casa è

Quando sono

Qui vicino a te

 

Ero dentro a una famiglia

E ho una famiglia dentro me

Ero figlio e all’improvviso

Un figlio è già dentro me

 

E forse questa carovana

È la più bella casa che c’è

 

Certe volte

È quella nella fantasia

La sogni e la disegni

Su un foglio che vola via

Poi apro gli occhi

E invece è questa qua

Al terzo piano

Di una via di questa città

 

Ma certe volte

La tua casa è

Quando sei

Qui vicino a me

 

Eri dentro una famiglia

E hai una famiglia dentro te

Eri figlia e all’improvviso

Un figlio è già dentro te

 

E forse questa carovana

È la più bella casa che c’è…

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La casa di Hilde

Testo La casa di Hilde:

L’ombra di mio padre due volte la mia,

Lui camminava e io correvo,

Sopra il sentiero di aghi di pino,

La montagna era verde.

Oltre quel monte il confine,

Oltre il confine chissà,

Oltre quel monte la casa di Hilde.

Io mi ricordo che avevo paura,

Quando bussammo alla porta,

Ma lei sorrise e ci disse di entrare,

Era vestita di bianco.

E ci mettemmo seduti ad ascoltare il tramonto,

Hilde nel buio suonava la cetra.

E nella notte mio padre dormiva,

Ma io guardavo la luna,

Dalla finestra potevo toccarla,

Non era più alta di me.

E il cielo sembrava più grande

Ed io mi sentivo già uomo.

Quando la neve scese a coprire la casa di Hilde.

Il doganiere aveva un fucile

Quando ci venne a svegliare,

Disse a mio padre di alzare le mani

E gli frugò nelle tasche.

Ma non trovò proprio niente,

Solo una foto ricordo.

Hilde nel buio suonava la cetra.

Il doganiere ci strinse la mano

E se ne andò desolato,

E allora Hilde aprì la sua cetra

E tirò fuori i diamanti.

E insieme bevemmo del vino

Ma io solo mezzo bicchiere.

Quando fù l’alba lasciammo la casa di Hilde.

Oltre il confine,con molto dolore,

Non trovai fiori diversi,

Ma sulla strada incontrammo una capra

Che era curiosa di noi.

Mio padre le andò più vicino

E lei si lasciò catturare,

Così la legammo alla corda e venne con noi.

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La cravatta

Testo La cravatta:

Stringi, stringi, stringi my baby…

Stringi, stringi di più

A cosa serve

La cravatta

A cosa serve la cravatta non si sa

Ma in questo mondo

Un po’ formale

Qui non entra chi la cravatta non ce l’ha

O forse il mondo

Che è un po’ bestiale

… non accetta chi il guinzaglio non ce l’ha.

 

Stringi, stringi, stringi my baby…

Stringi, stringi di più

 

Ma a cosa serve

La cravatta

Chiedi ma non c’è nessuno che lo sa

Ma in questo mondo

Un po’ artificiale

È molto importante l’inutilità

In questo mondo

Un po’ volgare

… in fondo la cravatta punta sempre là

 

Stringi, stringi, stringi my baby…

Stringi, stringi di più

 

A cosa serve

La cravatta

A cosa serve la cravatta non si sa

Ma in questo mondo

Un po’ materiale

… ti nasconde se uno il cuore non ce l’ha

 

… ma non portarla

Sulla luna

Nello spazio la cravatta non sta giù

 

Stringi, stringi, stringi my baby…

Stringi, stringi di più

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La mamma

Testo La mamma:

Una mamma che scende le scale

Chiude gli occhi e ci pensa

A che cosa non lo so

Ma di sicuro una mamma ci pensa

Una mamma si alza, ti cerca

A mezzanotte non puoi dire che è sera

A mezzanotte è notte

Dio come è brutta la notte

Non c’è niente che può fare bene

 

Una mamma è un po’ da nascondere

E un po’ da fare vedere

Una mamma puoi baciarla di corsa

Se non hai niente da dire

 

Una mamma alle volte ti chiedi

Come sarà mentre fa l’amore

Se le piace, e chissà come le piace

Farsi chiudere gli occhi

E poi lasciarsi andare

 

E noi figli siamo fatti così

E le mamme le vogliamo così

Forever

Guarda se la tua è ancora lì

E se ha capita che ti ha perso per me

Forever

 

Una mamma ti passa la vita

E poi sparisce in silenzio

Quel silenzio di sicuro non so

Ti rimane un po’ dentro

 

Come un rumore ti rimane nel cuore

Nelle orecchie resta un modo di dire

“…Hey aspetta un momento

Ti richiamo tra un momento…”

 

(“No, non lasciarmi sola,

Tu non lasciarmi mai!

No, non lasciarmi sola,

Tu non lasciarmi mai!”)

 

“Smettila di fare così,

Lo sai che non ti lascerò”

Forever

“Davvero, adesso, dai metti giù

E continua a pensare a me”

Forever

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Giovani disponibili

Testo Giovani disponibili:

Giovani disponibili per donne senza età

Giovani divisibili c’è chi ci sta e chi non ci sta

Giovani capelli al vento ma quale vento dentro al bar

Chi dice che non è vero che fumare fa male

E che domani se è bello possiamo andare al mare

 

Intanto Figaro ci taglia i capelli e ci consiglia tagli corti

E la ginnastica correttiva per non crescere storti

In mano guide alla seduzione profumi sempre più forti

Le nostre donne stan qui ma non ci piacciono tanto

Ce ne vorrebbero altre con qualcosa in più

 

Giovani disponibili leccati come caramelle

Tu ci scherzi ma se guardi bene vedi che sono più di mille

Hanno il coraggio di ondeggiare il sedere come fossero loro le stelle

E andiamo avanti così colpiti da un come va

Da un Dio che ci frega la tranquillità

 

E vedi non c’è niente da fare siamo nati per aspettare

Per aspettare che qualcosa si muova e ci venga a cercare

Magari un’altra guerra mondiale e una stronzata geniale

Ma va bene così o meglio siamo già qui

 

E intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film

E intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film

E intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film

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Gli Autobus Di Notte

Testo Gli Autobus Di Notte:

hey pensi mai ai veicoli di notte che con il muso piatto vanno in giro per la

città

metti gli autobus portano a spasso quella luce fioca randagi come i cani li ho

visti traballare

davanti a vecchie fermate dimenticate

negli angoli di periferia

davanti a moto rubate rubate e buttate

come questa sotto casa mia

 

 

hey li senti gli autobus di notte con certi meccanismi rotti fare troppo

rumore

in più nessuno li sta cercando nessuno li sta aspettando anche l’autista

dimmi cosa fa

sono locomotive sui binari morti

che da tempo non si vedon più

sono le vecchie idee anche quelle forti

nessuno ormai le usa

 

 

dimmi non ti fanno un pò spavento o ti fanno tenerezza gli autobus di notte

vuoti anche se inutili generosi anche quelli vecchi a sfatti non ti è

capitato mai

di provare rispetto per i vecchi motori

che non vorrebbero tradirci mai

di sorridere un pò per quei vecchi motori

che non vorrebbero lasciarci

che hanno paura e sono ingombranti

come i nonni e le zie vecchie

questi vecchi motori come tutti quanti

non vorrebbero mai morire

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Ho visto anche degli zingari felici

Testo Ho visto anche degli zingari felici:

E siamo noi a far ricca la terra

Noi che sopportiamo

La malattia del sonno e la malaria

Noi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano,

E noi piantiamo il mais

Su tutto l’altopiano.

 

Noi penetriamo foreste, coltiviamo savane,

Le nostre braccia arrivano

Ogni giorno più lontane.

Da noi vengono i tesori alla terra carpiti,

Con che poi tutti gli altri

Restano favoriti.

 

E siamo noi a far bella la luna

Con la nostra vita

Coperta di stracci e di sassi di vetro.

Quella vita che gli altri ci respingono indietro

Come un insulto,

Come un ragno nella stanza.

 

Riprendiamola in mano, riprendiamola intera,

Riprendiamoci la vita,

La terra, la luna e l’abbondanza.

È vero che non ci capiamo

Che non parliamo mai

In due la stessa lingua,

E abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero

Che abbiamo tanto da fare

E che non facciamo mai niente.

 

È vero che spesso la strada sembra un inferno

O una voce in cui non riusciamo a stare insieme,

Dove non riconosciamo mai i nostri fratelli.

È vero che beviamo il sangue dei nostri padri,

E odiamo tutte le nostre donne

E tutti i nostri amici.

 

Ma io ho visto anche degli zingari felici

Corrersi dietro, far l’amore

E rotorlarsi per terra.

Io ho visto anche degli zingari felici

In Piazza Maggiore

Ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

Io ho visto anche degli zingari felici

Corrersi dietro, far l’amore

E rotolarsi per terra.

Io ho visto anche degli zingari felici

In Piazza Maggiore

Ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

Guarda il video di Ho visto anche degli zingari felici:

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