Emozioni

Testo Emozioni:

Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi

Ritrovarsi a volare

E sdraiarsi felice sopra l’erba ad ascoltare

Un sottile dispiacere

E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire

Dove il sole va a dormire

Domandarsi perche’ quando cade la tristezza

In fondo al cuore

Come la neve non fa rumore

E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte

Per vedere

Se poi e’ tanto difficile morire

E stringere le mani per fermare

Qualcosa che

È dentro me

Ma nella mente tua non c’e’

Capire tu non puoi

Tu chiamale se vuoi

Emozioni

Tu chiamale se vuoi

Emozioni

Uscir dalla brughiera di mattina

Dove non si vede ad un passo

Per ritrovar se stesso

Parlar del più e del meno con un pescatore

Per ore ed ore

Per non sentir che dentro qualcosa muore

E ricoprir di terra una piantina verde

Sperando possa

Nascere un giorno una rosa rossa

E prendere a pugni un uomo solo

Perche’ e’ stato un po’ scortese

Sapendo che quel che brucia non son le offese

E chiudere gli occhi per fermare

Qualcosa che

È dentro me

Ma nella mente tua non c’e’

Capire tu non puoi

Tu chiamale se vuoi

Emozioni

Tu chiamale se vuoi

Emozioni

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E penso a te

Testo E penso a te:

Io lavoro e penso a te

torno a casa e penso a te

le telefono e intanto penso a te.

Come stai? E penso a te

Dove andiamo? E penso a te.

Le sorrido abbasso gli occhi e penso a te.

 

Non so con chi adesso sei

non so che cosa fai

ma so di certo a cosa stai pensando

è troppo grande la città

per due che come noi

non sperano però si stan cercando cercando.

 

Scusa è tardi e penso a te

ti accompagno e penso a te

non son stato divertente e penso a te

sono al buio e penso a te

chiudo gli occhi e penso a te

io non dormo e penso a te.

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Equivoci amici

Testo Equivoci amici:

Cassiodoro Vicinetti

Olindo Brodi, Ugo Strappi

Sofio Bulino. Armando Pende

Andriei Francisco Poimò

Tristo Fato, Quinto Grado

Erminio Pasta. Pio Semi

Ottone Testa. Salvo Croce

Facoffi Borza. Aldo Ponche (o Punch)

Uno andò saldato

Uno vive all’estro

Uno s’è spaesato

Uno ha messo plancia

E fa il trans-aitante

Uno fa le more

Uno sta invecchiando

Perché è

Un nobile scotch

Uno fa calzoni

Dai risvolti umani

Uno ha un solo naso

Uno ha mani e polsi

Uno è su due piedi

Uno è calvo a onde

Uno si nasconde

Poi non sa

In che vano sta

Un viso ucciso dal pensiero

Un tal con voce da uccelliera

Un sostituto a sua insaputa

E un misto storie e geografie

Uno per uno li ricorda

L’orchestra mentre si accorda

La verità viene sempre a palla

Dolce chi era sei tu

Il maestro solitario

Fischietta ariette d’oblio

(sei tu)

I dimenticati

Ce li ha tutti in testa

Gli altri sono entrati

Chi da se

Chi dalla finestra

C’è il direttore, l’orchestra c’è

Apparecchiati sul buffè

Son mantecati

I dimenticati

Se il pasticcino ha un senino in se

Del maraschino effetto è

Uno nel rinfresco

Pensa “E’ peggio se esco”

Un altro un altro deglutisce

Volentieri gradisce

Non si capisce chi mangi chi

Non gli rincresce

Grazie si, grazie si

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Estetica

Testo Estetica:

È successo quello che doveva succedere.

Ci siamo addormentati, perché è venuto il sonno

A fare il nostro periodico ritratto.

E per somigliarci a noi

Più che noi stessi, ci vuole fermi,

Che appena respiriamo,

E mobili ogni tanto,

Come un tratto

Sicuro di matita. Ecco che siamo

La viva immagine di una

Distilleria abusiva che

Goccia a goccia

Secerne puro spirito.

Noi dietro una colonna ridevamo per l’aneddoto,

E ci contrastavamo amabilmente

Su aria, fiato e facoltà vitale,

Su brio d’intelligenza,

Sull’indole e sull’estro,

Soffio, refolo, vento e venticello,

Sull’essenza e sulla soluzione,

Sul volatile e sulla proporzione,

Sul naturale e sul denaturato.

E poi sulla fortuna.

La fortuna non c’entra

Quando una cosa

Per terra si posa.

E vale sia per l’estetica

Che per l’allodola.

E lui continuava a ritrattare.

A ritrattare quindi.

E la reale

E doppia fisionomia nostra

Spariva via

Come una coppia annoiata di

Visitatori da una mostra.

Noi dietro le sue spalle

Ridevamo per l’aneddoto

Mimetico, drammatico, faceto, ditirambico,

E ci contrastavamo amabilmente

Su verde, rosa e viola del pensiero,

Su mente giudicante,

Su lampo e riflessione,

E sul limpido e il cupo e il commovente,

Su coscienza e su allucinazione,

Sulla celebre cena e gli invitati.

Colori che divorano colori

Se lo spirito s’eccita,

Per caso esilarando,

Oppure ardendo,

Bruciando bruciando.

E chi dei due

Ha le parti fredde

Cercando le tue.

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Cosa succederà alla ragazza

Testo Cosa succederà alla ragazza:

L’alba, la barba, la curva della gola,

Rasoiate che sono orli di gonna.

La luce ha ancora sonno ma si da’

Un tono da ostetrica che è urgente.

Apre gli occhi sul mondo partoriente

Ed è a disposizione

L’alba, la barba, presa con le buone.

Offrire la gola al tocco leggero, l’alba

La lanolina candida

Gli uccelli appostatissimi nell’aria,

Come i chiodi senza quadri, alle pareti;

Ed è ancora mattina.

I pesci pesci pesci i pori pori,

Cosa succederà alla ragazza,

Vede i pori

Con le corna come i tori;

Le corna curve sono due ferventi trafficanti a

Bassa voce

Sotto la croce, sotto la croce,

Nel loro dialetto antico,

Nel loro diletto pratico,

Che la vogliono fare bollire,

Che la vogliono suonare,

Appesa al campanile.

Che la vogliono ricoprire di cioccolata,

Che la vogliono servire in bocca,

Ad una bocca sterminata di forno:

Che cosa le tocca,

Sentire che cosa.

Allora ricordarsi di fare delle pose

Delle fotografie:

Che possono sempre servire,

E non se ne parli più.

Gesù, Gesù

Che non se ne parli più

Gesù, Gesù

Ed è ancora mattina,

Tutti sono pronti a bere qualcosa;

E poi si riprende fiato,

Per fare le bolle acustiche.

Che la vogliono olio e limone;

Che la vogliono aggiustare:

Entriamo in un portone…

Che la vogliono un po’ scoperta

Per accertare;

Che la vogliono nell’ascensore,

Per implorarla da che piano a che piano,

Acquetta, fuochino;

La gloria all’ottavo.

Che la vogliono ricoprire di cioccolata,

Che la vogliono servire in bocca,

Ad una bocca sterminata di forno:

Che cosa le tocca,

Sentire che cosa.

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Così gli dei sarebbero

Testo Così gli dei sarebbero:

Le condizioni sono

Atmosferiche comunque,

Comunque meteorologiche,

E lei si è invaghita del bitume:

Carbonio con idrogeno composto,

Bollente ed odoroso, grasso in fusti,

Colato e rimpastato, misto a scisti.

Così le salta in mente,

All’improvviso,

Che esistono gli dei,

E dagli dei

Proviene, per esempio, la numerosa serie dei profumi;

E lei se esistono gli dei sarebbe prediletta dal maestoso

Ordigno in argentato, sovrumano

Tubo di scappamento con solenni alucce

O pinne da raffreddamento.

E, cosa c’è da fare, vorrebbe lei

Portare questa sera, come stola,

Un raccordo anulare, un’intera fila alle poste

Oppure la costiera amalfitana.

Si prende il nastro della merce scelta,

Si ammorbidisce e si fa svolazzare,

Si smussa e lei così lo può indossare,

Vorrebbe lei per caso liquefare

Un palazzo in cui l’innamorato sguazza

Nel delirio, ridotto ad un cetaceo.

Si attiva un lanciafiamme,

Un forno ad onde, oceanico,

Un sesquipedale,

Prospero per la pipa universale.

C’è da fare la spesa si fa,

Da andare dal dentista ci si va,

E il trapanatore sarà un titillatore piumato.

Così come bambina, mancandole la esse,

Lei diceva “Nettuno nettuno”

Così gli dei sarebbero un intimo difetto di pronuncia.

C’è da fare una piazza, si fa:

Si prende una balena con fontana inclusa e

Traballanti cocomeri per occhi a tutti quanti,

Ed alberi spioventi dalle orecchie.

E voci emerse sulla testa a delta

E i mignoli, gli eterni mignoletti,

Suonati da pestanti martelletti.

Così lei, può passare di là

Perché se c’è da fare

Una cosa si fa.

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Dalle prime battute

Testo Dalle prime battute:

Dalle prime battute riconosce il posto

Ridente labbriforme costa

Ilare quando vede scendere

L’umorista turista

Che alle prime bracciate dell’orchestra

Riconosce il posto.

Dai primi segni di vita e alla vista

Dell’insigne pietra mistica,

Ad un attento esame superficiale

Riconosce l’artistica

Località banale.

Tu come scendi dal predellino

T’informi sui movimenti del mattino

L’entrata dell’ossigeno

E il preserale andantino

E su chi mai diriga

Dal braccio abile e il viso impronunciabile

Uscirai all’aperto così come ti trovi

Senza nessun preavviso

Come la faccia di un dado

Che abbia una probabilità sola su sei

Su come sei

O come le altre cinque

Di cui una la più opposta

E quella più nascosta

È quella che tiene i piedi in terra

E sulla quale poggi.

Che tempo fa oggi

Dici guardando attorno sapendo

Che fa un tempo ogni giorno.

Sul predellino sali

Sapendo che durano soltanto i finali

E tutti i posti intanto

Prima dei saluti dici tu

Sono loro i turisti

E per finire non esistono più.

Ti sta partendo la cartolina

Da te si ritaglia il fine rettangolino.

Sfogliate ti salutano

Le tue vedute dissuase

Tornate verso casa

Di contro un limpido smalto così incrinabile.

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Dieci ragazze

Testo Dieci ragazze:

Ho visto un uomo che moriva per amore,

Ne ho visto un altro che più lacrime non ha.

Nessun coltello mai

Ti puo’ ferir di più

Di un grande amore che ti stringe il cuor.

Dieci ragazze per me

Posson bastare

Dieci ragazze per me

Voglio dimenticare

Capelli biondi d’accarezzare

E labbra rosse sulle quali morire.

Dieci ragazze per me

Solo per me.

Una la voglio perche’

Sa bene ballare.

Una la voglio perche’

Ancor non sa cosa vuol dir l’amore.

Una soltanto perche’

Ha conosciuto tutti tranne me.

Dieci ragazze cosi’

Che dicono solo di si’.

Vorrei sapere chi ha detto

Che non vivo più senza te.

Matto

Quello e’ proprio matto perche’

Forse non sa

Che posso averne una per il giorno,

Una per la sera

Pero’ quel matto mi conosce

Perche’ ha detto una cosa vera.

Dieci ragazze per me

Posson bastare

Dieci ragazze per me

Io voglio dimenticare

Capelli biondi d’accarezzare

E labbra rosse sulle quali morire.

Dieci ragazze cosi’

Che dicono solo di si’.

Vorrei sapere chi ha detto

Che non vivo più senza te…

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Dio mio no!

Testo Dio mio no!:

Io sto già tremando d’amore

lei viene qui questa sera

è solo una questione di ore

spero di non morire

vedendola entrare

potremo restare soli.

 

Ho messo il vino nel frigo

cuoce sul fuoco il sugo

il macellaio dovrebbe arrivare

dovrebbe portare bistecche e caviale

ma un dubbio mi assale

 

lei verrà o non verrà

lei verrà o non verrà

non verrà non verrà non verrà non verrà

non verrà non verrà non verrà non verrà.

Dio mio no Dio mio no

dimmi solo che verrà

Dio mio no

dimmi solo che verrà Dio mio no.

 

Le voglio sfiorare i capelli

col respiro del mio cuore

 

Le voglio accarezzare le mani

con sguardi leggeri

con frasi d’amore…

d’amore…

d’amore…

d’amore…

d’amore…

 

ah! ah!

 

Il campanello grida ti amo

apro e stringo già la sua mano

poi la guardo mentre cammina

mentre siede vicina

intanto che mangia di gusto

la carne il caviale ed il resto.

 

ah! ah!

 

Dopo avere mangiato la frutta

si alza e chiede dove c’è il letto

poi scompare dietro la porta

la sento mi chiama

la vedo in pigiama

e lei si avvicina e lei si avvicina

vicina vicina vicina vicina…

 

Dio mio no Dio mio no

cosa fai che cosa fai,

Dio mio no Dio mio no

cosa fai che cosa fai!

cosa fai che cosa fai!

cosa fai che cosa fai!

Dio mio no!

Che cosa fai?!

Dio mio no!

no no no!

Guarda il video di Dio mio no!:

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Dolce di giorno

Testo Dolce di giorno:

Dolce di giorno

Fredda di sera

Si’ tu ogni volta

Cambi bandiera ma…

Ho gia’ deciso

Che questa e’

L’ultima volta che esco con te.

Tu sei come una torta

Di panna montata

Tutta contenta

Di non essere stata mangiata ma…

Ho gia’ deciso che questa e’

L’ultima volta che esco con te

Io ti ho dato il mio cuore

Che cosa mi hai dato tu

Mia hai fatto solo promesse

E niente di più.

Quando c’e’ il sole tu

Parli d’amore

Poi quando e’ sera

Sei una statua di cera

Ho gia’ deciso

Che questa e’

L’ultima volta che esco con te.

Ho gia’ deciso

Che questa e’

L’ultima volta che esco con te.

Guarda il video di Dolce di giorno:

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