La mia canzone per maria

Testo La mia canzone per maria:

Sento una canzone dolce in fondo al cuor

Quando penso a Maria.

Sento una canzone, una canzone d’amor

Quando penso a Maria.

Alzo il mio bicchiere rosso e brindo a te,

Sento che la mente mia si accende.

Questa notte il vento porterà con sè

La mia canzone per Maria.

Sento una canzone dolce in fondo al cuor

Quando penso a Rosa.

Sento una canzone, una canzone d’amor

Quando penso a Rosa.

Alzo il mio bicchiere rosso e brindo a te,

Sento che la mente mia si accende.

Questa notte il vento porterà con sè

La mia canzone per Rosa.

Quanti volti, quanti volti ha l’amore,

L’amore.

Per tutti una canzone sentirò.

Sento una canzone dolce in fondo al cuor

Quando penso a Maria.

Sento una canzone, una canzone d’amor

Quando penso a Rosa.

Alzo il mio bicchiere rosso e brindo a voi,

Sento che la mente mia si accende.

Questa notte il vento porterà con sè

La mia canzone per Maria,

La mia canzone per Rosa,

La mia canzone per Maria,

La mia canzone per Rosa.

Questa notte il vento porterà con sè

La mia canzone per Maria.

La la la la….

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La moda nel respiro

Testo La moda nel respiro:

“La moda è generosa”, pensi

Cade più docile delle mura,

Più facile dei bastioni:

Ai tuoi piedi, sciolta la chiusura.

Dici i Greci, e pensi sono pieghe,

Son colori i Fenici,

E i Macedoni fibbie,

Intimi i Latini.

“La moda è generosa”, pensi

Meglio di un pugile si risolleva

Più agile perde i sensi

Crolla in pezzi senza alcun patema.

Dici i sogni e pensi ai bottoni,

Son asole i risvegli,

E gli scolli effusioni, e spacchi gli sdegni.

E chi teme la moda è immerso in essa comunque

E d’essa intriso come un cardo dal gambo reciso.

E dici è molto comoda se esclude

Sempre di presentarsi in figure,

In tagli, forme e positure,

Immediatamente tutte nude.

Così che quando passa questo eccesso

Ci pare non avere perso nulla,

Ci pare non avere perso il tempo

Che la nudezza sbriciola e maciulla.

Dici la via di mezzo, ecco la via

Quella percorsa dai ragazzi alteri

Che vanno a divertirsi nei misteri,

Spiegabili perché non intralciati,

Dai cupi sedimenti dei passati.

Mi dici il mezzo giro,

Quello che va di moda, dei tuoi fianchi;

Gli occhi totali, come elianti

La spossatezza semplice, formale,

Ed un rilassamento collegiale.

Come se intorno a noi,

In curvi corridoi,

I disciplinatori,

Le studentesse e gli studenti, rapinatori del momento d’oro,

Consumassero un lusso di moine,

Un rimandare sempre all’anno dopo,

Frenetici in unj ballo senza scopo.

Noi nella stanza accanto

E la moda cambiava nel respiro,

Il nostro che cambiava ogni tanto.

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La nuova america

Testo La nuova america:

La nuova America.

La nuova America.

La nuova America.

Dov’è?

Io voglio vivere.

Adesso, subito.

Anche con te.

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L’apparenza

Testo L’apparenza:

Quindi facendo finta

Che non sai parlare

Ti metti un dito in bocca, l’anulare.

Dirigi una quinta qualsiasi

Sposti tre vasi come le tre carte

Mi metti a parte di una confidenza

Senza vocali e senza consonanti

Tiri con gli occhi chiusi sull’atlante

L’indice come un pulsante

Accende una nazione in cui mi sa

Che a quest’ora è notte piena o molto nuvoloso

Pieghi la schiena

Cali il tuo sipario di capelli

Sopra l’armamentario voluttuario

Quindi ti sollevi in mulinelli

Dall’indaco e il blu di Prussia profondissimi.

Ti rilassi bussando

Tristemente assorta sopra una porta

Che non c’è per niente la spingi che era aperta

Mi racconti come un capogiro

I fatti i posti pieni di respiro

Mi presenti un regalo

Ed attraverso ci vedo

Le tue mani contenenti

Lo scarti prima sciogli

Questi fiocchetti inestricabili

Ti imbrogli e fai cadere e credere

In un danno incalcolabile e l’aria vulnerabile raccogli

Incolli l’invisibile

E d’improvviso scrolli in gocce questa scena

Fai la feroce coi baffi che non hai da puma

Sulle guance gonfiate fai la precoce.

Che scarica un gran volume

D’indolenza incendiaria

Quindi sei l’avversaria di un arioso colosso pugilatore

Poi mormori indecenze

Senza parole a un confessore

Lo respingi in sequenza d’inseguimento

Infili il balcone ti scansi di lato

Fai la ricognizione

Se ha fatto centro il precipitato.

Rientri con cavalli fragorosi e salti di delfini

Tra marosi.

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L’aquila

Testo L’aquila:

Il fiume va

guardo più in là

un’automobile corre

e lascia dietro sé

del fumo grigio e me

e questo verde mondo

indifferente perché

 

da troppo tempo ormai

apre le braccia a nessuno

come me che ho bisogno

di qualche cosa di più

che non puoi darmi tu

 

un’auto che va

basta già a farmi chiedere se io vivo

 

Mezz’ora fa

mostravi a me

la tua bandiera d’amore

che amore poi non è

e mi dicevi che

che io dovrei cambiare

per diventare come te

che ami solo me

 

ma come un’aquila può

diventare aquilone

che sia legata oppure no

non sarà mai di cartone no

cosa son io non so

ma un’auto che va

basta già a farmi chiedere se io vivo

basta già a farmi chiedere se io vivo

 

Il fiume va sa dove andare

guardo più in là in cerca d’amore

un’automobile corre non ci son nuove terre

e lascia dietro sé

del fumo grigio e me

e questo verde mondo nel quale mi confondo

indifferente perché

 

da troppo tempo ormai

apre le braccia a nessuno

come me che ho bisogno

di qualche cosa di più

che non puoi darmi tu

un’auto che va basta già a farmi chiedere se io vivo

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La Spada nel cuore

Testo La Spada nel cuore:

Era

uno sguardo d’amore

la spada è nel cuore

e ci resterà

sei bella

in questo momento

più bella

adesso che il vento

ti allontana da me

Notte

di colpo la notte

il cuore che batte

è fermo oramai

La pioggia

ancora col sole

tu vedi

chi nasce e chi muore per te

eh ye e

Era

uno sguardo d’amore

la spada è nel cuore

mi sento morire.

morire per te

Quando

tu l’hai visto sei cambiata

ti sei illuminata

“è simpatia”

non era vero

“io solo tua”

non era vero

nanananana he hey ye ye

Era

uno sguardo d’amore

la spada è nel cuore

e ci resterà

sei bella

in questo momento

più bella

adesso che il vento

ti allontana da me

Notte

di colpo la notte

il cuore che batte

è fermo oramai

La pioggia

ancora col sole

tu vedi

chi nasce chi muore per te

hey ye ye

Era

uno sguardo d’amore

la spada è nel cuore

mi sento morire.

morire per te e.

Giorni

belli

primavera

sempre

fino a ieri

i tuoi pensieri

erano tutti

per me

vedo te

che ridi

sento ancora

l’eco

io che gioco

i tuoi sorrisi

le tue carezze

per me.

la la la la eeee.

Era

uno sguardo d’amore

la spada è nel cuore

e ci resterà

sei bella

in questo momento

più bella

adesso che il vento

ti allontana da me

Notte

di colpo la notte

il cuore che batte

è fermo oramai

La pioggia

ancora col sole

tu vedi

chi nasce chi muore per te eee

Era

uno sguardo d’amore

la spada è nel cuore

mi sento morire.

morire per te

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La sposa occidentale

Testo La sposa occidentale:

Non dobbiamo avere pazienza, ma

Accampare pretese intorno a noi

Come in un assedio, ed essere aggrediti

Dalle voglie più voluminose:

Un fiore, che è un fiore,

Io non te l’ho mai portato

Vuoi improvvisato, vuoi confezionato, ma

Trasferisco da te tutti i fiorai,

È più facile a dirsi,

E infatti te lo dico.

Ti piacciono i dolci

Ed io sul tuo terrazzo impianto

Un’impastatrice industriale

Che mescola e sciorina la crema per le scale.

Se tu ti vesti, io sul tuo balcone

Faccio calare in forma d’indumenti,

Tutti i paracaduti ed un tendone bianco da sceicco

E la sua scimitarra per fermaglio

Ed è più facile a dirsi che a dimostrarlo falso,

E infatti te lo dico perché non basta il pensiero.

Vuoi prendere un treno di notte

Pieno di paralumi e di damasco per dormire,

Sennò a che serve un treno:

Alzo con le mie leve tutti i binari

E, senza alcun disagio di viaggiare in discesa,

Scivolano da te tutti i vagoni.

Detto cosi’ e’ semplice e infatti lo e’ detto cosi’.

Ti lascio immaginare cosa succederebbe

Se tu volessi bere, se tu volessi nuotare,

Se tu volessi l’ultimo centimetro di cima

Del monte che ti pare

Per farne niente o per otturare

Un buchetto qualsiasi in fondo a un mare.

Trascurando il tempo ed il riso

Tu escludi le risorse più abusive

Che sono state mai precise come

Sul tuo bel viso rilassato ed inespressivo.

Se nulla capivo, qui tu finalmente

Nulla lasciavi germogliare sulla brulla,

Paradossale, tra noi terra infondata,

Dove sono i leoni,

Ammattiti e marroni,

Lasciando immaginare

La sposa occidentale.

La sposa occidentale che sembra quasi ridere

E invece lei respira,

Quasi piangere, ma gira

Dall’altra parte il viso, ma ritorna

Portando sue notizie inaspettate;

Amando tutto ciò che adora,

Chiama con nomi fittizi le cose:

Così, semmai, le rose

Son spasimi, per ora.

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La tua felicità

Testo La tua felicità:

tu non credevi che esistesse però la cercavi

Nutrivi molti dubbi è vero però ci provavi

Giravi il mondo per trovarla qua e là

La tua felicità

E traversavi mari e monti in ogni situazione

E tutto quello che vedevi era una lezione

Adesso fai girare il nastro eccola qua la tua felicità

Chiamala risponderà chiamandola per nome

La tua felicità

Senza timore chiamala per nome

Non soffocare ciò che è naturale in te

Canta insieme a me

Il piatto della conoscenza sarà sempre pieno

Il seme sparso intorno a te darà per frutto il sereno

Ogni viaggio nuovo porterai il sorriso migliore che hai

Chiamala

Risponderà chiamandola per nome

La tua felicità

Basta cercarla arriva chissà come

Sia benedetto mille volte chi ti dà un po’ di felicità

Chiamala

Ecco che arriva quando tendi al bene

La tua felicità

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La voce del viso

Testo La voce del viso:

Per insignificanti movimenti

Tanti e tanti il volto è tutto;

E tutto sta raccolto sopra il tuo bel volto. Lingua che sei straniera

E non si sa se vuoi che io ti distingua dalla mia

O se mia lingua ti finga.

Bocca di gradazioni, intera gamma,

Dalle predilezioni alla maniera amara.

Bocca che mi sei cara

Appena appena schiusa quando armatura in te

Quella fessura è un dissuadendo le svariate forme labili d’espressione

Per tentativi ed approssimazione.

Ed il tuo volto è tutto nel momento in cui,

Passando sopra alla tua immagine

Della quale è troppo facile dire che in superficie,

Affiori l’anima passando sopra la tua immagine, invece

Ci si vede intraducibile l’estraneità al lavoro. Ché il volto è tutto

Ma non è del corpo, al quale pare unito.

Il corpo, contentando il senso della nutrizione

E il viso l’ascensione l’assolvenza dell’inappetenza

Perché un bel volto bello se lo si può guardare è un disimparare

Del mondo questo e quello.

Così ci s’innamora di un viso in cui

L’estraneità lavora. Il corpo segue,

Come un testimone casalingo e familiare

Di questa apparizione,

In su la cima. Quest’opera sensibile:

Il tuo volto che si manifesta ed è

Oltre l’ordine della natura.

E come tutti i portenti tende a scomparire

Più cerchi di tenerlo a mente e nelle spire

Dei ritrovamenti portentosi.

E la voce del viso allora nemmeno

Ricorre ai miracoli

Non un riso, un pianto,

Non una smorfia densa d’oracoli.

Ma dà senso quella voce a un solo volto che sotto il mio

Rotola, si ferma e freme, alle mie mani preme

Perché lo riporti in cima,

In vetta al suo sistema dei piaceri.

Secondo un canone, un precetto ed una disciplina

Che inumidisce i capelli e per discrezione stende

Un velo di madore sulla pelle.

Ti spadroneggia allora il tuo godio,

Disincantato in quanto,

Più è restio al racconto lenitivo,

Al riassunto giulivo. E non è riso appunto

E non è pianto il tuo perché il racconto è il riso e pianto il suo riassunto.

Sul viso la sintassi non ha imperio, non ha nessun comando.

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Le allettanti promesse

Testo Le allettanti promesse:

Perché tu non vieni insieme a noi

In paese fra la gente insieme a noi

In quella cascina così solo cosa fai

La domenica la messa finalmente sentirai.

No non mi va preferisco restare qui

Ho la vacca ed il maiale non li posso abbandonar così

Pompar l’acqua del canale poco fieno nel fienile troppo da fare

Prepararmi da mangiare un’occhiata sempre all’orto

Quando è sera stanco morto mi diverto solamente a dormire.

Sì ma non è vita questa qua

Se ti compri il vestito della festa

Chissà potresti anche far girar la testa

E se poi non ci riesci

Appena fuori dal paese c’è la giostra.

No non mi va preferisco restare qua

Io in paese ci ho vissuto già qualche mese

Se di notte fai un passo con la lingua

Che è un coltello ti tagliano gli abiti addosso

E se parli a una ragazza che è già stata fidanzata

Loro ti mettono due timbri: ruffiano e prostituta

E se qualcuno non difende i suoi interessi con le unghie e con i denti

È degradato ad ultimo dei fessi per non dire degli impotenti.

Avrai anche un dancing per ballare

E poi un biliardo per giocare

Avrai un’osteria dove tu puoi bere

E poi il televisore da guardare,

Potrai anche peccare se lo vuoi!

No non mi va molto meglio restare qua ,

No non voglio entrare in mezzo all’invidia e la perfidia

Non voglio stare a duellar fra gelosie sporche dicerie

E bigottume delle dolci e care figlie di Maria

E la politica del curato contro quella della giunta

Tutti lì a vedere chi la spunta

E sorrisi e compremessi e fognature dentro i fossi

No no io non ci sto

No no io non ci sto

Io non posso parlare solo di calcio e di donne

Di membri lunghi tre spanne non posso parlare

Di tutte le corna del droghiere

E dell’ulcera duodenale del padre del salumiere

Non posso parlare

Potrai avere un giorno anche dei figli!

Per farli diventar così preferisco alleva vitelli e conigli!

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