L’interprete di un film

Testo L’interprete di un film:

Chissà che faccia strana

La signora Carla avrà

Trovandoti domattina

Accanto a me nel letto

Arriva alle otto.

Son certo che le pulizie non farà, stavolta fuggirà.

Mi sto chiedendo ancora

Dove trovai il coraggio

Per farti quella domanda cretina

Che ti ha fatto ridere prima

Prima che diventassi balbuziente

Che mi si paralizzasse la mente

Come sempre

Tu mi fai sentire un altro uomo,

L’interprete di un film

Che ho sempre visto senza te.

La mascella scolpita

Di un rude cowboy che fuma

Un marinaio bruciato

Dal sale e dalla sfortuna

Confesso avevo un po’ paura

Anche se non speravo in niente

Di un piccolo incidente che mi mandasse a monte

Questo incredibile presente

La gioia di fare all’amore con te.

E invece adesso io cammino nudo

Davanti agli occhi tuoi

Sereno forte calmo come non sono stato mai

Per la prima volta grande

Tanto che mi sentirei sicuro

Anche senza te.

Tu mi fai sentire un altro uomo

L’interprete di un film

Che ho visto tante volte ormai

L’espressione di ghiaccio

Di un giovane Padrino

Dolcemente stanco

Come un medico che ha operato fino al mattino

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Lo scenario

Testo Lo scenario:

Dici che non capisci

Ma io so che tutti capiscono tutto

E t’intestardisci

Io sarei un panno nero

Nel salottino scuro

Non c’è acqua né fuochino

Che fuori lo trascini quel detrito

E lì l’incendi abbrustolito.

Diventi malevola

Come se io fossi una persona.

Diventi, come i tutti che capiscono, sincera

Ossia dici come sarei se fossi

L’immagine a somiglianza del tuo rancore

O malessere d’essere sincera,

Parlando di te.

Dici che non capisci

Eppure quel che dici è tutto vero

Di più quando inveisci

Quando pesantemente

Costruisci periodi

Che speri d’odio

Ma ad ogni affondo

Ti si scopre un po’ il corpo.

Diventi simpatica simile tu

Ossia con sentimento

E parli sempre d’altro di quel tossico che bevi

Lo stai dicendo con le stesse parole di tutti.

Forse è questo che tu non vorresti riuscire a capire:

Che favorevole è come essere contro

E in mezzo c’è una zona di silenzio

Difficile anche un po’ recalcitrante

Dove un parere vale quello che vale

È l’ombra trasparente

O niente che traspare

Silenziosamente

Tutti tra sé e sé pensano le stesse cose.

Dici che non capisci

E questo ti convince a non capire

Però non ci riesci

Non ti sai trattenere

E ti dispiace ti dispiaci tu.

Avendo voglia tempo

E la serata adatta

Tutto è dimostrabile

Soprattutto il contrario

Con un’abile manipolazione

Dello scenario.

Mentre è un combattimento quello che dici

Sono nemmeno abili mosse

Tra quello che dici e come vorresti che fosse.

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Luci-ah

Testo Luci-ah:

Oggi è stata gran festa in paese sì lo so

Ma non per questo si brucian le chiese, no no no.

La botte era grande, il vino era buono,

Lo sai anche tu

Ti è tanto piaciuto che ci hai fatto il bagno non farlo mai più.

La tua veste colore di fuoco è molto bella però

Troppo a lungo là sul campanile sventolò

Gli indumenti di pizzo ricaman la pelle ma mi sembra che tu

Questa sera al chiaror delle stelle non li avevi più.

Luci – ah! Luci – ah!

Di solito così non si fa!

Luci – ah! Luci – ah! (ripete)

Tu sapevi che il curato ogni giorno prega sempre per te

Ma perché l’hai legato a lui intorno hai ballato, perché?

E quando il figlio del tuo macellaio ti ha chiesto in sposa tu a lui

Non dovevi rispondere che una bistecca non sei

E siam d’accordo con te devi decidere tu il fidanzato che vuoi

Comunque esageri un po’ con la richiesta che fai

Provarli tutti non puoi!

Luci – ah! Luci – ah! Di solito così non si fa! Luci – ah! Luci – ah….

Ho l’impressione che se non smetti all’inferno tu finirai,

Ma se non altro quel luogo più allegro ed umano renderai!

Luci – ah… Luci – ah! Luci – ah!

Di solito così non si fa! Luci – ah! Luci – ah! Na, na na na…

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Macchina del tempo

Testo Macchina del tempo:

E quando quel suo pianto,

Patetica risposta al mio no

Divenne un loden verde

Che un angolo di strada cancellò,

Soffocai la mia sensibilità

Dietro la statua della libertà.

E quella statua un nome ed occhi verdi

Aveva già

E una cerniera lentamente rimossa a metà.

Femmina rossa cosa vuoi? “Mio per sempre”.

E fu la morte anche per lei.

E purtroppo perdo anche te,

Se tu confondi i mondi: amore e proprietà.

Tu perdi me.

E ancor più solo, senza loro e te,

Io disperato con un mantello alato sopra

Un monte corro

E a braccia aperte e ad occhi chiusi

Gettandomi,

Come posso, mi soccorro.

Vedrò fra il grano i fiordalisi;

Uscir dall’acqua i risi.

D’amor la terra è pregna,

Anche se gramigna nel seme, il seme ha

Dell’esclusività.

E certamente parleranno di sindrome

Depressiva

O più semplicemente diranno che è morto

Un altro matto.

Ma io avrò cercato solamente altrove

Quel contatto

Che qui non trovo, che qui non ho…

Macchina del tempo tu perdi i pezzi e

Non lo sai.

I pazzi sono i saggi e viceversa ormai.

Io so che incertezza uccide ogni ebrezza

Che nasce in noi.

Il senso della vita, confuso ed umiliato,

Si è perso oramai.

Tra i fili di un tessuto di riti e paure,

Di rabbie e di preghiere.

Siamo, siamo, siamo, siamo vivi e dobbiamo

Restarlo perché:

Programmare una vita in un giorno

Vuol dire morire

Quel giorno con te.

Ed io voglio

Mai perdere nessuno e nessuno che perda mai me.

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Madre pennuta

Testo Madre pennuta:

La strada che curva

E l’insegna notturna

Un Tir che si ritira

Tutto il sole al Nadir

E alte a prua chiome d’albero

E zolle che non mi arenano

Finita la storia

E caduto l’impero

Di vivere dal vero

Ecco me di anni tre

È li che fui faraonico

Tra bumbe e tra rumbe tiepide

Con tante madri e il tempo un laghetto

Coi pesci dei giorni

È il gamberetto del mio compleanno che

Torna li

Fu molto dopo che dentro la pioggia

Vidi tra mille la goccia d’acqua mia

Prigionia

Ho visto la neve

Nei vetri che agitai

Ma agitai le finestre e mai

Sfere da souvenir

Guidai, l’accostai e sorpassai

Il tempo, l’obeso in limousine

Ho usato penne più degli uccelli

Ma quando mai

Ho perso il sonno per scrivere solo “io volo”

Madre pennuta il mio morbidio

Mia pelle d’oca, cuscino mio

Il mio

Il vero è nella memoria

E nella fantasia

Non c’è storia e il tempo finge

E poi commette l’ingenuità

Non cancella mai le tracce sue

VuoI esser preso, arreso, inchiodato li

Ho visto un film normale

Ma con un bel finale

Faccia a facci , fra tutt’e due

Che infine uno è

Madre mia la gente che s’è alzata

Ma che dico la gente

Uno uscì

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Ma è un canto brasilero

Testo Ma è un canto brasilero:

Io non ti voglio più vedere

Mi fai tanto male con quel sorriso professionale

Sopra a un cartellone di sei metri

Od attaccata sopra a tutti i vetri.

Non ti voglio più vedere cara

Mentre sorseggi un’aranciata amara

Con l’espressione estasiata

Di chi ha raggiunto finalmente un traguardo nella vita

Io non ti voglio più vedere sul muro davanti ad un bucato

Dove qualcuno c’ha disegnato pornografia a buon mercato

Oh no non ti voglio vedere intanto che cucini gli spaghetti

Con pomodori peso verità tre etti

Mentre un imbecille entrando dalla porta

Grida un evviva con la bocca aperta

Col dentifricio pure trasparente

Dove ti fanno dire che illumina la mente

E mentre indossi un super super super reggiseno

Per casalinga tutta veleno.

E mentre parli insieme a una semplice comparsa

Vestito da dottore, che brutta farsa!

Ti fanno alimentare l’ignoranza

Fingendo di servirsi della scenza! Oh no!

Ah ma è un canto brasileiro… Ah ma è un canto brasileiro…

Ah ma è un canto brasileiro… Ah ma è un canto brasileiro…

Eppure non sei meno bella in casa senza cerone

Non dico che sei una rosa sarei un trombone

Ma ti vorrei vedere qualche volta in bikini

Senza sfondi di isole lontane e restare un po’ vicini

Io ti vorrei vedere mentre cogli l’insalata dell’orto

Che vorrei aver coltivato prima di essere morto

Oh no! Anche se guadagni centomila lire al giorno

Non ti puoi scordare che la vita è andata e ritorno

Oh no, no oh no

Non ti voglio vedere i giorni e le sere

Ti capirò se un altro uomo un giorno vorrai

Ma consumare la tua vita così non puoi.

Non puoi partecipare a quella storia

Dove racconti che la benzina quasi quasi quasi purifica l’aria

Sarà al mentolo l’ultima scoria!

Fotografata insieme a dei bambini

Che affidi al fosforo dei formaggini!

Ah ma è un canto brasileiro… Ah ma è un canto brasileiro…

Ah ma è un canto brasileiro… Ah ma è un canto brasileiro…

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Maledetto gatto

Testo Maledetto gatto:

Elegante, contenuto, un po’ ironico, garbato.

Misterioso, interessato, imbroglione, subdolo, matto

Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!

Indifeso ma per gioco. Dolce caro sempre amico.

Un poeta me per poco, giusto per un platonico ricatto:

Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!

Giovane mio amore, quanto ingenua non lo so,

Ti vorrei avvisare, ma far questo non si può..

Paternalista a questo punto, non divento proprio no! Potresti ridere!

Tu disturbi? Vuoi scherzare?

È un grandissimo piacere. Puoi unirti a noi a mangiare.

Un ‘intruso, ma chi l’ha mai detto.

Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!

Abbiam tempo per star soli: solo un whisky forza sali!

Ma tutt’altro ci consoli. Bravo è vero andarsene è brutto.

Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!

Giovane mio amore, quanto ingenua non lo so,

Ti vorrei avvisare, ma far questo non si può..

Paternalista a questo punto, non divento proprio no! Potresti ridere!

Quindi maledetto gatto, tu continua a far le fusa,

Se percaso lei fosse confusa, riuscirai a mangiarmi nel piatto!

Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!

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Mi riposa

Testo Mi riposa:

L’aereo rulla

Sulla pista sgombra,

E il ruscelletto frulla,

Radente dentro l’ombra,

Dove, non visto, fa

Certune cose.

Noiosa come sei,

Mi sei preziosa.

Monotona ottimale,

Mi riposa

La confidenza tua

Priva di varietà,

La musica camusa

Che stempera le palpebre,

Le strugge in cere fuse

E le sigilla

Su pagine non chiuse.

Noiosa ti dimentichi di me,

E siamo soli.

E tu parli di noi

Senza abbandoni,

E senza animazioni e con la correttezza

Di una traduzione che risuoni

Facile e fedele senza quelle

Inutili trappole e stili.

Pratica, con te sei pratica,

Sfogliando un argomento prediletto,

Ma non sono petali: tu i fiori li divori,

Come i gialli:

“La corolla assassina”,

“Il pistillo che sa”.

Ti appassioni stordita, tutta in punta di dita

Al variare dei fiori.

E li divori,

Come una capretta

Illetterata ai titoli

Dei gialli fiorellini di ruchetta.

Noiosa in un esilio,

Segnata dallo smalto,

Ti scusi se hai le mani

Che somigliano ad altro.

Scavalli ed accavalli le gambe, d’un tratto,

Come i tergicristalli,

E infatti ti schiarisci, traspare,

Che dentro l’idea chiara,

Vacillano i corpi giovinetti

Col tridente ad infilzare

Gli amori serrati,

Corazzati e profondi dei ricci di mare.

La macchia tonda e dolce dei bicchierini,

Le scarpe decoltè,

Quel capogiro, che

Scossa agli orecchini,

L’onda color dei vini,

E cirri bronzini

Dei capelli infantili.

Statica, ritorni statica,

Con lievi incrinature,

Serpeggiamenti dentro le strutture

Esce un amore mio,

Come un colombo,

Dalle feritoie,

Che viaggia tanto e tanto,

Ha già viaggiato tra le noie,

Si butta a capofitto,

Diventa un ruscelletto

Che frulla,

Radente dentro l’ombra,

E la tua voce rulla

Sopra la pista sgombra.

Roca, diventi roca,

Con una voce, poca,

Da ciceronessa

Che spiega com’è bella,

Com’è bella se stessa.

I nostri tè si bevono da sé,

Molto corretti,

E intanto è incominciata

La sfilata

Di intere collezioni

Di biscotti.

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Mi ritorni in mente

Testo Mi ritorni in mente:

Mi ritorni in mente

Bella come sei, forse ancor di più

Mi ritorni in mente

Dolce come mai, come non sei tu

Un angelo caduto in volo

Questo tu ora sei in tutti i sogni miei

Come ti vorrei, come ti vorrei

Ma c’è qualcosa che non scordo

C’è qualcosa che non scordo

Che non scordo …

Quella sera ballavi insieme a me

E ti stringevi a me

All’improvviso, mi hai chiesto lui chi è

Lui chi è

Un sorriso, e ho visto la mia fine sul tuo viso

Il nostro amor dissolversi nel vento

Ricordo, sono morto in un momento

Mi ritorni in mente

Bella come sei, forse ancor di più

Mi ritorni in mente

Dolce come mai, come non sei tu

Un angelo caduto in volo

Questo tu ora sei in tutti i sogni miei

Come ti vorrei, come ti vorrei

Ma c’è qualcosa che non scordo

Ma c’è qualcosa che non scordo

Che non scordo …

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Mistero

Testo Mistero:

Che mistero è la vita

Che mistero sei tu

Ti credevo già sopita

Ed invece stai fiorendo sempre di più

Sei creativa positiva coinvolgente

Quando agiti le tue belle mani

E fai pensare a genti e mondi lontani

E quando tutti stanno ad ascoltare

A bocca aperta in silenzio quello che sai dire

Mi dico che mistero è la vita

Che mistero sei tu

Io ti avevo definita ma mi sbagliavo in te c’è molto di più

Sei profonda sei vitale non sei mai banale

Io mi ero lasciato entusiasmare

Da quel tipo intelletuale appariscente

Che in fondo in fondo non valeva niente

Una cosa che non so capire davvero

Che mistero è la vita

Che mistero sono anch’io

Per tanti anni ti avevo sognata

Senza sapere che quel sogno era già mio

Sei fatale micidiale

Con te non si sta male

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