L’ultima mano

Testo L’ultima mano:

Ho una coppia di fanti

e bluffo per potermi salvare

non so come andare avanti

eppure me la devo giocare

la fortuna ha cambiato bandiera

ed io non ho più in tasca una lira

se esco in piedi da questa faccenda

mollo tutto e scappo in Colombia.

 

La luna mi guarda male

e il bicchiere sta per finire

fuori il fischio sul viale

è la mia nave che fa per partire

il whisky macchia le braghe

e indietro non posso tornare

c’è silenzio non vola una mosca,

si suda zitti dentro la stanza.

 

Questa è l’ultima mano,

la partita si chiude qua

e con l’ultima mano

scriverò il mio destino.

Ricordo che da bambino

c’era uno zingaro nel mio paese

andava in giro suonando il clarino

e si ubriacava quasi tutte le sere

mostrava sempre una sua vecchia ferita

avuta in cambio di una carta truccata

in una notte di stelle lontane

con la luna che stava a guardare

 

Lo diceva mia madre

che col fuoco non si deva scherzare

lo ripeteva mio padre

quando sentiva che volevo provare

un biglietto di sola andata

una camicia e una giacca stirata

un indirizzo scritto a stampatello

e un nome da dire al cancello

 

Questa è l’ultima mano,

la partita si chiude qua

e con l’ultima mano

scriverò il mio destino.

Ricordo che da bambino

c’era uno zingaro nel mio paese

andava in giro suonando il clarino

e si ubriacava quasi tutte le sere

mostrava sempre una sua vecchia ferita

avuta in cambio di una carta truccata

in una notte di stelle lontane

con la luna che stava a guardare

 

E il vecchio greco che stava alla porta

ci ha provato a mettermi in guardia

ma io gli ho detto di stare a vedere

e l’ho deriso per il suo stupore

e ancora adesso questa luna maligna

guarda sorniona la mia mossa furtiva

infilo gli assi senza farmi beccare,

‘fanculo al mondo fatemi respirare

 

Questa è l’ultima mano,

la partita si chiude qua

e con l’ultima mano

scriverò il mio destino.

Ricordo che da bambino

c’era uno zingaro nel mio paese

andava in giro suonando il clarino

e si ubriacava quasi tutte le sere

mostrava sempre una sua vecchia ferita

avuta in cambio di una carta truccata

in una notte di stelle lontane

con la luna che stava a guardare

Guarda il video di L’ultima mano:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

L’unica superstite

Testo L’unica superstite:

A Bettola stava scendendo la sera e

Lilli era pronta per andare a dormire

birocciai e sfollati per il coprifuoco

ritornavano a cercare un riparo

 

Era il ’44 sui monti di Reggio

la notte di San Giovanni

La ronda ha scoperto tre partigiani

venuti per distruggere il ponte.

 

I partigiani hanno ucciso un tedesco

ma un altro ha dato l’allarme

il comando SS ha deciso di fare

una rappresaglia esemplare

 

la notte i soldati armati di mitra

sono andati casa per casa

avevano l’ordine di uccidere tutti

uomini donne e bambini

 

Li hanno svegliati, radunati in cucina

poi hanno sparato una raffica

Lilli è caduta tra il nonno e la nonna

coperta del suo e il loro sangue

 

i soldati avevano portato benzina

e hanno incendiato le case

ma Lilli era viva, è riuscita a arrivare

alla finestra e lasciarsi cadere

 

Ma la casa bruciava e sarebbe caduta

su Lilli come un colpo di grazia

è molto difficile scappare lontano

a undici anni con la gola ferita

 

E sentiva le grida mischiate agli spari

e le bestie nitrire impazzite

e le voci metalliche degli ufficiali

e sentiva il calore del fuoco

 

L’hanno trovata soltanto al mattino

ferita bruciata ma viva

il postino l’ha messa sulla bicicletta

e portata dai parenti in pianura

 

poi Lilli è guarita e la guerra è finita

e i tedeschi se ne sono partiti

ma per molti anni ha sognato gli spari

e non le usciva la voce.

 

Ora Lilli vive una vita serena

ed è nonna di tanti nipoti

ma a volte si sveglia con gli occhi aperti nel buio

e rivede Bettola in fiamme.

Guarda il video di L’unica superstite:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Il ritorno di Paddy Garcia

Testo Il ritorno di Paddy Garcia:

È stato visto sul confine tra Quemado e Santa Rosa

Sui sentieri che costeggiano il Rio Grande

Col suo cavallo marrone e il suo fucile sottobraccio

Cavalcava veloce come il vento

 

La Mama Blanca va dicendo che l’ha incontrato a San Josè

Mentre le guardie lo inseguivano sparando

Padre Ramon l’ha ospitato, benedetto e ringraziato

E l’ha lasciato sulla strada per Durango

 

E lo dicono gli uomini seduti dentro al bar

lo cantano i bambini nella piazza del mercato

Que viva Mexico

De tierra y libertad

Signori su la testa

Paddy Garcia è tornato

 

Si raccontano le storie e i vechi ridono contenti

E si ricordano la guerra dei peones

Di quando Paddy Garcia girava insieme a Pancho Villa

Nei bei giorni della rivoluzione

Ha combattuto come un diavolo per tutti gli anni ’10

Fino al giorno in cui tradirono Zapata

Poi è sparito dicendo “Tornerà il nostro momento”

E da allora la leggenda è cominciata

 

E lo dicono gli uomini seduti dentro al bar

lo cantano i bambini nella piazza del mercato

Que viva Mexico

De tierra y libertad

Signori su la testa

Paddy Garcia è tornato

 

L’hanno adocchiato su nell’Alto e nella Selva Lacandona

Insieme agli uomini con il passamontagna

Un indio guarda e sorride, tira fuori il suo fucile

Hasta siempre e ricomincia il sogno

 

E lo dicono gli uomini seduti dentro al bar

lo cantano i bambini nella piazza del mercato

Que viva Mexico

De tierra y libertad

Signori su la testa

Paddy Garcia è tornato

 

E dice: “Se qualche uomo sta lottando per un ettaro di terra

Una casa ,una scuola o per sfamarsi

Se qualche uomo si è stancato di girare a capo chino

In quel momento e in quel posto puoi trovarmi

Non sto facendo questa guerra per la fede in un partito

Non combatto per servire una bandiera

Ma per lo sguardo stupito e gli occhi dolci dei bambini

Che ho incontrato sulle strade di Guerriero”

 

E lo dicono i vecchi seduti alle verande

E lo gridano le donne nella piazza del mercato

 

Que viva Mexico

De tierra y libertad

Signori su la testa

Paddy Garcia è tornato

Guarda il video di Il ritorno di Paddy Garcia:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

In un giorno di pioggia

Testo In un giorno di pioggia:

Is è mo laoch, mo

ghile mear / Lui è il mio eroe, il mio amore

Is è mo shaesar ghile mear / Lui è il mio cesare, il mio amore

Nì fhuaras fèin aon tsuan ar seàn / Non ho trovato felicità o riposo

o chuaigh ì gcèin mo ghile mear / da quando il mio amore è partito

 

Addio, addio e un

bicchiere levato al cielo d’Irlanda e alle nuvole gonfie.

Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Liffey e alle strade del

porto.

Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di

fango,

e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue

strade.

 

Hai i fianchi robusti di una vecchia signora e i modi un po’ rudi della gente di

mare,

ti trascini tra fango, sudore e risate e la puzza di alcool nelle notti

d’estate.

Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi,

ti culla leggero nelle sere d’inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri.

 

È in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,

il vento dell’ovest rideva gentile

e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti

mi hai preso per mano portandomi via.

 

Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra, hai il passo pesante di un vecchio

ubriacone,

ti chiudi a sognare nelle notti d’inverno e ti copri di rosso e fiorisci

d’estate.

I tuoi esuli parlano lingue straniere, si addormentano soli sognando i tuoi

cieli,

si ritrovano persi in paesi lontani a cantare una terra di profughi e santi.

 

È in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,

il vento dell’ovest rideva gentile

e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti

mi hai preso per mano portandomi via.

 

E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora

e potrò consolare i tuoi occhi bagnati.

In un giorno di pioggia saremo vicini,

balleremo leggeri sull’aria di un Reel.

Guarda il video di In un giorno di pioggia:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

La banda del sogno interrotto

Testo La banda del sogno interrotto:

A Palermo nel cuore del centro c’è un’antica focacceria

davanti alla Chiesa di San Francesco, si ritrovano sempre li

seduti al tavolo che fu di Sciascia a bere Heineken e caffè

sono la banda del sogno interrotto di una Sicilia che non c’è

 

C’è Isidoro, c’è Simone, Beppe, il biondo della pantera

Alex De Lisi, l’artista da guerra che usa il pennello come una bandiera

il loro capo Ottavio Navarra è stato eletto adesso sta a Roma

si è comprato un vestito decente ma dentro ha ancora più rabbia di prima

 

Didilala hey didilala hay

Se non sono ancora stanchi non si stancheranno mai

Se non li fermano con gli spari, non li fermano con le TV

Sono i veri siciliani e non si fermeranno più!

 

Hanno sfilato in manifestazione, raccolti distratta solidarietà

hanno pianto Falcone e gli altri, hanno guardato sbarcare i parà

volantinato Zen e Acquasanta e non so quanti altri quartieri

intanto il governo ha sbloccato gli appalti e la mafia riapre i cantieri

 

Non so se noi ne avremo il coraggio, se prenderemo la via del nord

o meglio ancora via dalle palle, fare in culo a tutti voi

perché nella banda del sogno interrotto non sono molti i fortunati

sono in tutto quaranta persone di cui trentotto disoccupati

 

Canta!

Didilala hey didilala hay

Se non sono ancora stanchi non si stancheranno mai

Se non li fermano con gli spari, non li fermano con le TV

Sono i veri siciliani e non si fermeranno più!

Guarda il video di La banda del sogno interrotto:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

La fola del Magalas

Testo La fola del Magalas:

Quasta ché l’è na fola c’la pèrla ed la béssa

l’è nèda in campagna fra al verd e al gris

ades a v’la caunt in mod c’as capessa

par ferev paura e màtrev d’avis

ste ateinti quand a vin sira a ander par la streda

c’a’n gh’è mai nisun in gir

tot i megher, tot i gras

i g’an pòra dal Magalas

 

Al Magalas l’è na béssa c’l’è neda in’Panera

l’è longa se meter, quelch’d’un giva ot

d’inveren la s’luga in mez a la giera

ma in Merz la vin fora e i ein cas par tot

chi l’ha vesta in curtil, chi in d’l aldamera

chi in canteina tra veine parsòt

tot i zoven, tot i plèe

ades i disen c’l’è turnèe

 

L’è negher com un cancher, l’è cativ e l’è arabii

ed not a’t selta in testa, a’t magna i oc, a’t magna i di

l’è nascost in sema al graner, l’è là c’al t’aspeta in mez a i sas

la ginta l’an dorem piò a seinter la fola dal Magalas

 

Fo acsé che un bel dé tot quant al vilag

par pòra d’la béssa i v’liven scaper

quelch d’un al pruveva a fèeres curag

ma in dal meinter sercheva un sit par purtèr

fiol e baioc, gat e cagnin, tàgi e tigin e fin tamaras

tot a scaper in dal turioun par pòra dal Magalas!

 

In vatta a la tor ig steven tot quant

imbianchein, cuntadein, sert e dutor

sgor, bariagoz, pret e cantant

tot a brigher in cal sit sicur

a avrir n’ustari, na scola, n’impiant

negozi, buteghi e fin baladur

tot i fùreb e i caioun a strichères in dal turioun

 

Bè, la fola l’ariva a Sasol, a Vgnola

a Cherp e Sulera, in tot al Mudnes

la ginta la scapa, la sèra butega

a’s voda al stredi in tot i paes

acsé quand a vin un quelch furester

e al d’manda perché a’n gh’è nisun a spas

Deg “I ein tot nascost in di turioun

par pòra dal Magalas!”

 

Perché l’é negher com un cancher…

La storia del malagasso

Questa qui è una storia che parla della biscia

è nata in campagna tra il verde e il grigio

Adesso ve la racconto in modo che si capisca

per farvi paura e mettervi in guardia

State attenti la sera ad andare per strada

perché non c’è mai nessuno in giro

Tutti i magri, tutti i grassi

hanno paura del magalasso

 

Il magalasso è una biscia che è nata in Pianura

è lunga sei metri, certi dicevano otto

D’inverno si nasconde in mezzo alla ghiaia

ma in marzo viene fuori e sono cazzi per tutti

Chi l’ha visto in cortile, chi nel letamaio

chi in cantina tra vino e prosciutti

Tutti i giovani, tutti i pelati

adesso dicono che è tornato

 

Ed è nero come un accidente, è cattivo e arrabbiato

Di notte ti salta in testa/ ti mangia gli occhi ti mangia le dita

È nascosto su in granaio, è là che ti aspetta in mezzo ai sassi

La gente non dorme più a sentire la storia del magalasso.

 

Fu così che un bel giorno tutti al villaggio

per paura della biscia decisero di scappare

Qualcuno provava a farsi coraggio

ma intanto cercare un posto dove portare

figli e soldi, cani e gatti, pentole e pentoline e perfino materassi

Tutti a scappare sulla torre per paura del magalasso!

 

In cima alla torre ci stavano tutti

imbianchini, contadini, sarti e dottori

Signori, ubriaconi, preti e cantanti

tutti a lavorare in quel posto sicuro

Chi apre un’osteria, chi una scuola o una fabbrica

negozi, botteghe, perfino balere

Tutti i furbi e i coglioni a stringersi sul torrione

 

Beh, la storia arriva a Sassuolo e Vignola

a Carpi, a Soliera e in tutto il Modenese

La gente scappa, chiude bottega,

si vuotano le strade in tutti i paesi

Così quando viene un forestiero

e ti chiede perché non c’è nessuno a spasso

Digli “Sono tutti scappati sulla torrione

per paura del magalasso!”

 

Perché è nero come un accidente…

Guarda il video di La fola del Magalas:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

La Legga Giusta

Testo La Legga Giusta:

Piccolo bastardo

infame

guarda cosa hai combinato

con tutte le tue bandiere

e con tutti i tuoi cortei

con il tuo Che Guevara

e le canzoni di ribellione

credi davvero che ancora qualcuno

voglia ascoltare la tua voce?

 

Le auto sputano lingue di fuoco

le strade piangono lacrime nere

sulle pagine dei giornali

hanno già i titoli pronti

 

Puoi nasconderti nei cortili

o fuggire per le scale

tanto arriveremo

e poi faremo festa

con le tue foto e i tuoi filmati

con i tuoi slogan e i pugni alzati

credi davvero che ancora qualcuno

voglia ascoltare la tua voce?

 

Genova brucia! Con il tuo sasso!

Qualcuno muore! Proprio adesso!

L’Italia cade! Con il tuo sasso!

Un colpo esplode! Non è reato!

La borsa crolla! È un attentato!

Il dollaro sale! Con il tuo sasso!

Milano trema! Le tute bianche!

E il parlamento! Con il tuo sasso!

Vota la legge giusta

Vota la legge giusta

 

Un giorno sul ponte di Messina

passeremo con le jeep

e ricorderai che non si scherza

con chi decide e chi comanda

con i tuoi amici marocchini

e quei finocchi del network

farete meglio a stare zitti

se tenete alla vostra testa

 

Le auto sputano lingue di fuoco

le strade piangono lacrime nere

sulle pagine dei giornali

hanno già i titoli pronti

 

Genova brucia! Con il tuo sasso!

Qualcuno muore! Proprio adesso!

L’Italia cade! Con il tuo sasso!

Un colpo esplode! Non è reato!

La borsa crolla! È un attentato!

Il dollaro sale! Con il tuo sasso!

Milano trema! Le tute bianche!

E il parlamento! Con il tuo sasso!

Vota la legge giusta

Vota la legge giusta

Guarda il video di La Legga Giusta:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

La mia gente

Testo La mia gente:

La mia gente non ha certo un nome

non si trova sui libri di storia

a volte è perduta, a volte arrabbiata

o allegra o sola o ubriaca.

 

La mia gente non è originale

non parla con parole strane

ma cammina per strada e sogna e lavora

confusa e inquieta e contorta.

Guarda il video di La mia gente:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

I Cento Passi

Testo I Cento Passi:

È nato nella terrra dei vespri e degli aranci

Tra Cinisi e Palermo parlava la sua radio

Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare

La voglia di giustizia che lo portò a lottare

 

Aveva un cognome incontratto e rispettato

Di certo in quell’ambiente da lui poco onorato

Si sa come si nasce ma non come si muore

E il nostro è un ideale ti porterà dolore

 

Ma la tua vita ora puoi cambiare

Solo se sei disposto a camminare

Gridando forte senza aver paura

Contanto cento passi lungo la tua strada

 

E allora

Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

 

Poteva come tanti scegliere di partire

Invece lui scelse di restare

Gli amici, la politica, la lotta di partito

Alle elezioni si era candidato

 

Diceva da vicino non gli avrebbero controllati

Ma poi non ebbe tempo perché venne amazzato

Il nome di suo padre nella notte non è sevito

Gli amici disperati non l’hanno trovato

 

E allora dimmi se sai contare

Dimmi se sai anche camminare

Contare camminare insieme a cantare

La storia di Peppino e degli amici siciliani

 

E allora

Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

 

Era una notte buia dello stato italiano

Quella del 9 maggio ’78

La notte di via Caetani e il corpo di Aldo Moro

L’arma dei funerali di uno stato

 

E allora dimmi se sai contare

Dimmi se sai anche camminare

Contare camminare insieme a cantare

La storia di Peppino e degli amici siciliani

 

E allora

Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Guarda il video di I Cento Passi:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Il bicchiere dell’addio

Testo Il bicchiere dell’addio:

Ho un vecchio amico

che sta per partire e stanotte ritorna via.

E’ il momento dei baci, dei saluti ed abbracci e gli auguri di buona fortuna

niente lacrime prego, che c’è altro da fare e stasera non piange nessuno

io mi ungo la gola e preparo il bicchiere in onore del vecchio Bob.

 

C’è una festa ragazzi e qui si va giù pesi

è la festa più grande che ci sia

c’è chi beve e chi zompa, c’è chi canta e chi si tronca,

c’è chi è allegro e chi si butta via

e le ragazze in gran tiro ubriache come matte,

con i guanti e con il vestito rosso,

le zitelle e le spose, le chiattone e sciantose

fanno a gara a ballare con il mostro.

 

C’è un amico che parte e questa è l’occasione

prenderemo la ciucca ma cantando una canzone

 

Fare thee well, fare the well,

fare thee well boys ‘cos I’m going away

fare the well to the Ramblers

who’ve been drinking with me.

and to the girlies who’ve been looking after me.

 

Fare thee well, fare the well,

un bicchiere solo e ce ne andremo via

salutiamo gli amici, i musicisti e le ragazze

sollevando il bicchiere dell’addio.

 

I came on Alitalia in the middle of the night / Sono venuto con l’Alitalia a

notte fonda

I got stociuos drinking free booze on the plane / Mi sono sbronzato a bere a

scrocco sull’aereo

I was drunk in immigration / Ero ubriaco alla dogana

When they tried to search my bags / quando mi hanno perquisito la valigia per la

droga

for the drugs already swallowed on the way. / che mi ero fatto durante il

viaggio.

I was drunk again in Florence, / Ero ubriaco a Firenze

Reggio Emilia I was pissed / ero devastato a Reggio Emilia

I was flutered, plastered, legless when in Rome / Ero sbronzo, stanco, disfatto

anche a Roma

and I can’t remember Italy, / e non ricordo l’Italia,

the Ramblers or the girls / i Ramblers o le ragazze

and I can’t remember how I’m getting home. / e neanche come sono arrivato a

casa.

But my nose has gotten redder, / Ma ho il naso un po’ più rosso

so I must have seen the sun / quindi devo aver visto il sole

and my dick is fucking sore, / e il mio cazzo è sciupato

so I must have had some fun. / quindi devo essermi divertito.

 

Fare thee well, fare the well,

fare thee well boys ‘cos I’m going away

fare the well to the Ramblers

who’ve been drinking with me.

and to the girlies who’ve been looking after me.

 

Fare thee well, fare the well,

un bicchiere solo e ce ne andremo via

salutiamo gli amici, i musicisti e le ragazze

sollevando il bicchiere dell’addio.

 

È il momento dei balli e la caccia si fa dura

all’Ermella alla Manu e all’Antonietta.

C’è chi punta la Claudia, chi tocca la Simo

chi importuna la Milla e la Cosetta.

Mister Geldof è steso e sta cantando dietro al bar

si esibisce con in mano un cavatappi

Na Na Na Na Na Na …

I don’t mind at all.

 

C’è un amico che parte e questa è l’occasione

e vogliamo salutarlo cantando una canzone

 

Fare thee well, fare the well,

fare thee well boys ‘cos I’m going away

fare the well to the Ramblers

who’ve been drinking with me.

and to the girlies who’ve been looking after me.

 

Fare thee well, fare the well,

un bicchiere solo e ce ne andremo via

salutiamo gli amici, i musicisti e le ragazze

sollevando il bicchiere dell’addio.

 

Salutiamo gli amici, il vecchio Bob e le ragazze

sollevando il bicchiere dell’addio.

Guarda il video di Il bicchiere dell’addio:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

1 119 120 121 122 123 595