Quarant’anni

Testo Quarant’anni:

Ho quarant’anni

qualche acciacco troppe guerre sulle spalle

Troppo schifo per poter dimenticare

Ho vissuto il terrorismo stragi rosse stragi nere

Aereoplani esplosi in volo e le bombe sopra i treni

 

Ho visto gladiatori sorridere in diretta

i pestaggi dei nazisti e della nuova destra

Ho visto bombe di stato scoppiare nelle piazze

E anarchici distratti cadere giù dalle finestre

 

Ma ho un armadio pieno d’oro di tangenti e di mazzette

Di armi e munizioni di scheletri e di schifezze

Ho una casa piena d’odio, di correnti e di fazioni

Di politici corrotti, i miei amici son pancioni,

Puttanieri, faccendieri e tragattini

Sono gobbi e son mafiosi massoni piduisti e celerini.

 

Ho quarant’anni spesi male fra tangenti e corruzioni

Ho comprato ministri faccendieri e giornalisti

Ho venduto il mio di dietro ad un amico americano

E adesso cerco un’anima anche di seconda mano

 

Ma ho un armadio pieno d’oro di tangenti e di mazzette

Di armi e munizioni di scheletri e di schifezze

Ho una casa piena d’odio, di correnti e di fazioni

Di politici corrotti, i miei amici son pancioni,

Puttanieri, faccendieri e tragattini

Sono gobbi e son mafiosi massoni piduisti e celerini.

 

Ho quarant’anni ed un passato non proprio edificante

Ho massacrato Borsellino e tutti gli altri

Ho protetto trafficanti e figli di puttana

E ho comprato voti a colpi di lupara

 

Ma ho scoperto l’altro giorno guardandomi allo specchio

Di essere ridotta ad uno straccio

Questo male irreversibile mi ha tutta divorata

È un male da garofano e da scudo crociato

 

Ma ho un armadio pieno d’oro di tangenti e di mazzette

Di armi e munizioni di scheletri e di schifezze

Ho una casa piena d’odio, di correnti e di fazioni

Di politici corrotti, i miei amici son pancioni,

Puttanieri, faccendieri e tragattini

Sono gobbi e son mafiosi massoni piduisti e celerini.

Guarda il video di Quarant’anni:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Macondo Express

Testo Macondo Express:

Il treno corre forte si divora la foresta

Ay madre! Esta llegando un tren de extranos pasajeros

Il circo arriva in piazza ed il villaggio si risveglia.

Y todo el mundo sale para dal la bienvenida

 

Arcadio e Pablo Marquez sono in fila dai tatuaggi,

e il piccolo Buendia è sul vagone con il ghiaccio.

Hay magos, hay acrobates, hay juventud rebelde

Fucili muti, amigos, non si spara sui pagliacci.

 

Non spari comandante, non mi spari presidente.

Non s’immischi trafficante, sta arrivando la feria

con il Macondo Express

 

Del expreso del Hielo saliron los equipos

Signori su il sipario, il sogno folle ha preso vita.

Soné que la neve ardia y el fuego se helaba

Il drago sputa fuoco sull’America perdida.

 

La fiesta è cominciata coi tamburi e le chitarre,

il carro dei gitani porta ghiaccio, note e fiamme.

Como me desperte mi sueno estaba realizado

Fucili muti, amigos, non si spara sui pagliacci.

 

Non spari comandante, non mi spari presidente.

Non s’immischi trafficante, sta arrivando la feria

con il Macondo express…

Guarda il video di Macondo Express:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Maisha

Testo Maisha:

Rebelde Maisha

mamagranda Maisha

Maisha Maisha

vagabonda Maisha

Maisha Maisha

innatownship Maisha

 

Primavera Maisha

nuovo giorno Maisha

luna nera Maisha

Durban Poison Maisha

 

Oh oh è la vita Maisha

Oh oh madre terra Maisha

 

Homeless Maisha

Kwazulu Maisha

Remedios Maisha

Soweto Maisha

Maisha Maisha

innatownship Maisha

 

Africana Maisha

in the ghetto Maisha

sogna dolce Maisha

Durban – Capetown Maisha

 

Oh oh è la vita Maisha

Oh oh madreterra Maisha

Guarda il video di Maisha:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Mamagranda

Testo Mamagranda:

Mamagranda besa al

furester!

 

Per la so véta, per la so dignitè

perché un teimp i so pass ieren anca i me

ed frount a la violeinsa luter per l’uguagliansa

perché un dé a guarderom in di’occ i so fiol

 

gira la giostra e nueter adré

perché la storia l’è nova s’an s’guerda mia indré

ma la storia l’è antiga soùl cambien i nom

cercher la fortuna, ander per al mond

 

Mamagranda besa al furester!

Mamagranda besa al furester!

 

Per la speransa, per un lavour

perché un teimp i noster vecc i l’an fat anca lor

countra l’ignuransa, e l’intoleransa

perché un dé a guarderom in di’occ i so fiol

 

E gira la giostra e nueter adré

perché la storia l’è nova s’an s’guerda mia indré

ma la storia l’è antiga soùl cambien i nom

cercher la fortuna, ander per al mond…

 

Mamagranda besa al furester!

Guarda il video di Mamagranda:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Morte di un poeta

Testo Morte di un poeta:

Se dovessi cadere nel

profondo dell’Inferno dentro un fiume nero come l’inchiostro

rotolare perduto tra i sacchi di immondizia in un baratro senza ritorno

Se dovessi sparire nei meandri della terra e non vedere più la luce del giorno

 

ma è sempre soltanto la stessa vecchia storia e nessuno lo capirà

 

Ma lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi

nelle vie di New York il poeta è da solo e nessuno lo salverà

 

Nel distretto 19 la vita corre svelta tra i palazzi e i boulevard di Parigi

gli emigrati che ballano ritmi zigani si scolano le nere e le verdi

lo sdentato inseguiva le ragazze straniere dai cappelli e dai vestiti leggeri

 

ma è sempre soltanto la stessa vecchia storia e nessuno lo capirà.

 

Ma lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi

nelle vie di Parigi il poeta è da solo e nessuno lo salverà

 

Vecchia sporca Dublino per un figlio che ritorna se sei una madre che attende al

tramonto

con la puzza di alcool coi baci e le canzoni per chi è stato un prigioniero

lontano

c’è una bomba e una pistola, un inglese da accoppare e una divisa dell’esercito

in verde

ma è sempre soltanto la stessa vecchia storia e nessuna lo capirà.

 

Ma lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi

nelle vie di Dublino il poeta è da solo e nessuno lo salverà

Guarda il video di Morte di un poeta:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

L’aquilone dei Balcani

Testo L’aquilone dei Balcani:

Volo sulle teste dei bambini

gioco con i venti e col sole

oltre gli alberi e le colline

legato ad un filo sottile

 

Danzo sopra case e balconi

mi perdo nel vuoto

divento uccello

per chi è lontano

 

E un giorno un razzo mi ha dato la libertà

Guarda il video di L’aquilone dei Balcani:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

La strada

Testo La strada:

Di tutti i poeti e i pazzi

che abbiamo incontrato per strada

ho tenuto una faccia o un nome

una lacrima o qualche risata

abbiamo bevuto a Galway

fatto tardi nei bar di Lisbona

riscoperto le storie d’Italia

sulle note di qualche canzone.

 

Abbiamo girato insieme

e ascoltato le voci dei matti

incontrato la gente più strana

e imbarcato compagni di viaggio

qualcuno è rimasto

qualcuno è andato e non s’è più sentito

un giorno anche tu hai deciso

un abbraccio e poi sei partito.

 

Buon viaggio hermano querido

e buon cammino ovunque tu vada

forse un giorno potremo incontrarci

di nuovo lungo la strada.

 

Di tutti i paesi e le piazze

dove abbiamo fermato il furgone

abbiamo perso un minuto ad ascoltare

un partigiano o qualche ubriacone

le strane storie dei vecchi al bar

e dei bambini col tè del deserto

sono state lezioni di vita

che ho imparato e ancora conservo.

 

Buon viaggio hermano querido

e buon cammino ovunque tu vada

forse un giorno potremo incontrarci

di nuovo lungo la strada.

 

Non sto piangendo sui tempi andati

o sul passato e le solite storie

perché è stupido fare casino

su un ricordo o su qualche canzone

non voltarti ti prego

nessun rimpianto per quello che è stato

che le stelle ti guidino sempre

e la strada ti porti lontano

 

Buon viaggio hermano querido

e buon cammino ovunque tu vada

forse un giorno potremo incontrarci

di nuovo lungo la strada.

Guarda il video di La strada:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Le lucertole del folk

Testo Le lucertole del folk:

I ragazzi bevevano forte nell’angolo dell’orchestra

bevevano roba pesa e andavano fuori di testa

se ne stavano sopra il palco ad accordare gli strumenti

con le loro giacche scure e lo spino in mezzo ai denti

le lucertole del folk giravano le balere

giravano per suonare ma pensavano solo a bere

 

Dammi un tre, dammi un tre, che la gente vuole ballare

le lucertole del folk adesso stanno per cominciare

versa qui, versa qui, versa un goccio e sentirai

le lucertole bevono forte ma non sbagliano quasi mai

 

C’è Paolino alla chitarra che svisa con le mazurche

gli fumano le dita, sembra un treno quando parte!

c’è Wilmer con la fisa, detto anche il bolscevico

perché suona bandiera rossa appena vede un prete in giro!

Caligola il cantante che non riesce mai a cantare

dopo il terzo whisky sbraita come un animale!

 

Dammi un tre, dammi un tre, che la gente vuole ballare

le lucertole del folk adesso stanno per cominciare

versa qui, versa qui, versa un goccio e sentirai

le lucertole bevono forte ma non sbagliano quasi mai

 

L’importante è non cadere dal palco!

 

Poi c’è Sisto con il basso e quello è un vero omone:

si tromba tutte le donne e non chiede neanche il nome!

C’è Mauro con il piano, di mestiere salta i pasti:

è così magro che lo trovano infilato in mezzo ai tasti!

E Johnny la belva, fa un macello col tamburo,

gli sudano le ascelle e puzza sempre come un mulo!

 

Dammi un tre, dammi un tre, che la gente vuole ballare

le lucertole del folk adesso stanno per cominciare

versa qui, versa qui, versa un goccio e sentirai

le lucertole bevono forte ma non sbagliano quasi mai

Guarda il video di Le lucertole del folk:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

Lettera dal fronte

Testo Lettera dal fronte:

L’amore è rimasto agli uccelli

non c’e posto per il ricordo

le lettere che mi spedisci

dormono in qualche stazione

 

Questa guerra non vede la fine

l’accampamento è una prigione

l’inverno ha coperto i pensieri

poi l’estate li ha sciolti nel fango

 

Questo tempo ingessa il mio cuore

solo gli uccelli sanno volare

l’illusione è finita da un pezzo

di vincere per un mondo migliore

 

Il nemico ci guarda dai monti

al tramonto i binocoli brillano

anche da loro forse qualcuno

sogna di essere uccello

 

Le lettere che mi spedisci

dormono in qualche stazione

ti prego, non cercarmi fintanto

che un merlo non ti picchia alla porta

Guarda il video di Lettera dal fronte:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

L’ultima mano

Testo L’ultima mano:

Ho una coppia di fanti

e bluffo per potermi salvare

non so come andare avanti

eppure me la devo giocare

la fortuna ha cambiato bandiera

ed io non ho più in tasca una lira

se esco in piedi da questa faccenda

mollo tutto e scappo in Colombia.

 

La luna mi guarda male

e il bicchiere sta per finire

fuori il fischio sul viale

è la mia nave che fa per partire

il whisky macchia le braghe

e indietro non posso tornare

c’è silenzio non vola una mosca,

si suda zitti dentro la stanza.

 

Questa è l’ultima mano,

la partita si chiude qua

e con l’ultima mano

scriverò il mio destino.

Ricordo che da bambino

c’era uno zingaro nel mio paese

andava in giro suonando il clarino

e si ubriacava quasi tutte le sere

mostrava sempre una sua vecchia ferita

avuta in cambio di una carta truccata

in una notte di stelle lontane

con la luna che stava a guardare

 

Lo diceva mia madre

che col fuoco non si deva scherzare

lo ripeteva mio padre

quando sentiva che volevo provare

un biglietto di sola andata

una camicia e una giacca stirata

un indirizzo scritto a stampatello

e un nome da dire al cancello

 

Questa è l’ultima mano,

la partita si chiude qua

e con l’ultima mano

scriverò il mio destino.

Ricordo che da bambino

c’era uno zingaro nel mio paese

andava in giro suonando il clarino

e si ubriacava quasi tutte le sere

mostrava sempre una sua vecchia ferita

avuta in cambio di una carta truccata

in una notte di stelle lontane

con la luna che stava a guardare

 

E il vecchio greco che stava alla porta

ci ha provato a mettermi in guardia

ma io gli ho detto di stare a vedere

e l’ho deriso per il suo stupore

e ancora adesso questa luna maligna

guarda sorniona la mia mossa furtiva

infilo gli assi senza farmi beccare,

‘fanculo al mondo fatemi respirare

 

Questa è l’ultima mano,

la partita si chiude qua

e con l’ultima mano

scriverò il mio destino.

Ricordo che da bambino

c’era uno zingaro nel mio paese

andava in giro suonando il clarino

e si ubriacava quasi tutte le sere

mostrava sempre una sua vecchia ferita

avuta in cambio di una carta truccata

in una notte di stelle lontane

con la luna che stava a guardare

Guarda il video di L’ultima mano:

Il video presente è visualizzato tramite ricerca di youtube e potrebbe non essere corretto

1 118 119 120 121 122 595