Ghetto

Testo Ghetto:

Scava un po’ d’amore

nel ghetto

tiralo fuori, dagli un’idea

trova le parole giuste

cercale dentro di te

portale sulla strada

puntale alla gola

c’è chi non muoverà un dito

e chi si prenderà gioco di te

c’è chi non muoverà un dito

e chi si prenderà gioco dite

 

Hanno acceso i fuochi lungo le frontiere

nella notte buia torna l’udo delle sirene

scava un po’ d’amore nel ghetto

trovalo e portalo fuori dal buio

scava un po’ d’amore nel ghetto

portalo fuori dagli un idea

 

Regalati un po’ di sudore

lascia qualcosa dietro i tuoi passi

l’indifferenza uccide

ma l’esempio è un’opportunità

lascia perdere il cinico

il fighetto deluso e il buono a parole

chi non vuole capire

lo sai non capirà mai

chi non vuole capire

lo sai che non capirà mai

 

Hanno acceso i fuochi lungo le frontiera

nella notte buia torna l’udo delle sirene

scava un po’ d’amore nel ghetto

trovalo e portalo fuori dal buio

scava un po’ d’amore nel ghetto

portalo fuori dagli un idea

 

Chiedilo a Nelson Mandela

chiedi a Rigoberta Menchu

chiedilo a Gino Strada

chiedilo a Paco e Miloud

non è sempre vero

che il gioco è dei furbi

non è scontato che sia così

non è sempre vero

che il gioco è dei furbi

non è scontato che sia così

 

Hanno acceso i fuochi lungo le frontiera

nella notte buia torna l’udo delle sirene

scava un po’ d’amore nel ghetto

trovalo e portalo fuori dal buio

scava un po’ d’amore nel ghetto

portalo fuori dagli un idea

 

Per quelli di Sabra e Chatila

per quelli di Trenchtown

c’è chi brucia a Soweto

scava un po’ d’amore

per quelli della Gara de Nord

per quelli di Smara e El Aayoun

per quelli di Falls Road

Robben Island adesso è un museo

Robben Island

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Al Dievel(La marcia del Diavolo)

Testo Al Dievel(La marcia del Diavolo):

La canzone è dedicata a Germano Nicolini, detto comandante Diavolo, accusato

ingiustamente dell’omicidio di Don Pessina. Solo dopo quarant’anni, di cui dieci

di prigione, è stato ritenuto innocente e dichiarato completamente estraneo

all’omicido.

In dla basa svein a Cures

andom a pianter di elber

dop quarant’an des ed galera

um om l’è ste tolt dal fang

e tuti cal pianti ch’i posen servir

a d’er a c’l om là al respir

c’al posa camper duseint an incara

‘na volta leber dal suspet

 

C’al veint e i usee i posen porter

luntan al paroli ed la veritee

c’as sapia in gir che c’l om là l’è ste

un dievel sol p’r i tedasc

 

E se po’ un quelchidun dop al domila

l’andrà incara a tac sta storia

cuntatela bein ai vostri anvoo

la vicenda del comandante diavolo

un om c’l’a ciapè al colpi d’un eter

perché a’n vliva mia fer la spia

a gh’è ches cl’ava pers quel in dal cor

ma mai dal partigian al curag

 

C’al veint e i usee i posen porter

luntan al paroli ed la veritee

c’as sapia in gir che c’l om là l’è ste

un dievel sol p’r i tedasc

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Bella Ciao

Testo Bella Ciao:

Canzone

Popolare Italiana

Una mattina mi son svegliato

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

una mattina mi son svegliato

e ho trovato l’invasor.

 

O partigiano portami via

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

o partigiano portami via

che mi sento di morir.

 

E se io muoio da partigiano

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

e se io muoio da partigiano

tu mi devi seppellir

 

Seppellire lassù in montagna

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

Seppellire lassù in montagna

sotto l’ombra di un bel fior

 

E le genti che passeranno

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

e le genti che passeranno

mi diranno che bel fior

 

Questo è il fiore del partigiano

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

questo è il fiore del partigiano

morto per la libertà.

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Canto di Natale

Testo Canto di Natale:

Signora dei vicoli

scuri dal vecchio cappotto sciupato

Asciugati gli occhi e sorridi c’è un altro Natale alle porte

Non senti le grida e le voci e qualcosa di strano nell’aria

Anche i muri ingrigiti dei vicoli splendono sotto la luna

 

Ti ricordi c’incontrammo in un giorno di neve e di freddo

E la sera ci facemmo un bicchiere di scura ed un giro di walzer

Con tanti saluti ad un altro Natale

 

Signora dei vicoli scuri abbracciami forte stasera

Anche i gatti festeggiano a volte e cantano sotto le stelle

Dimentica il freddo le lacrime e le scarpe coperte di fango

E il destino di un vecchio ubriacone cullato dal canto del vento

 

Ti ricordi c’incontrammo in un giorno di neve e di freddo

E stasera ci faremo un bicchiere di scura ed un giro di walzer

Con tanti saluti ad un altro Natale.

 

Signora dei vicoli scuri non mollare la lotta

Verranno momenti migliori il tempo è una ruota che gira

Vedremo le rive del mare in un giorno assolato d’estate

Scoleremo cinquanta bottiglie al riparo di un cielo lontano

 

Ti ricordi c’incontrammo in un giorno di neve e di freddo

E stasera ce ne andremo a ballare per strade e a brindare un saluto

E un cordiale ‘fanculo ad un altro Natale

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Carretera Austral

Testo Carretera Austral:

La terra è lunga e

sporca

È pietra di vulcano

Polvere levata al vento australe

 

Non vedo più una strada

È una ferita d’odio

Un salto nel passato da ricordare

 

Balla sulla Carretera Austral

Viaggia sulla Carretera Austral

Balla sulla Carretera Austral

Balla…

 

Quel giorno di settembre

ci vennero a rubare

il seme della rosa alla Moneda

 

Tace il presidente

dopo il temporale

dopo il piombo su Santiago

del generale

 

Balla sulla Carretera Austral

Viaggia sulla Carretera Austral

Balla sulla Carretera Austral

Balla…

 

La strada militare

è un fiume di veleno

che porta voci lontane dalla frontiera

 

Da nord a Punta Arenas

rincorro i miei pensieri

La storia non si è fermata

sulla Carretera

 

Balla sulla Carretera Austral

Viaggia sulla Carretera Austral

Balla sulla Carretera Austral

Balla…

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Cent’anni di solitudine

Testo Cent’anni di solitudine:

Colonnello consegna le tue armi

non puoi vincere la lotta è già finita

hai la Chiesa contro,

gli alleati hanno tradito

e hai già perso troppi amici in questa guerra

hai preso parte a trentadue rivoluzioni

e trentadue rivoluzioni le hai perdute

Tienes que esperar!

Quando meno te lo aspetti

verrà un uomo

con la tua bandiera in mano

 

Cent’anni, cien años de soledad

troppe sconfitte, troppi nemici

Tienes que esperar

tienes tienes que esperar

Cent’anni, cien años de soledad

el presidente, el cardinal

el fundo monetario internacionàl

Tienes que esperar

 

Remedios lavora

al mercato a San Cristobal

al banco della frutta di sua madre

a cinque anni ha già imparato

a fregare sul resto

con i gringos e i turisti giapponesi

discende dai Maya, signori della Terra

per un dollaro la puoi fotografare

e nelle foto non sorride,

ma sembra che ascolti

il suono di una musica lontana

 

Tienes que esperar

tienes tienes que esperar

 

Cent’anni, cien años de soledad

di schiene piegate, donne picchiate

guardie bianche, mani armate

Cent’anni, cien años de soledad

di vecchie canzoni dimenticate

dei giorni ribelli di Paddy Garcia

 

Padre Miguel vive nella Favela

cerca ogni giorno di portare una risposta

ai meserabili, ai ladri,

ai bambini di strada

coi loro sguardi insieme duri e spaventati

alle puttane e alle jineteras

a quelli in fuga ai morti di fame

a loro Dio ha promesso i cieli e la Terra

e gli altri uomini li schiacciano nel fango

 

Tienes que esperar

tienes tienes que esperar

 

Cent’anni, cien años de soledad

spera e aspetta, aspetta e spera

nascondi il crocefisso

e la bandiera rossa

Cent’anni, cien años de soledad

di menzogne, di parate

di coprifuoco di vite rubate

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Clan Banlieue

Testo Clan Banlieue:

Il quartiere non è il massimo, vie larghe e palazzoni

qui non abita nessuno di famoso!

Niente attori, ne politici, stilisti ne modelle,

musicisti si, ma solo quelli poveri.

Qui ho tutti i miei amici ma non c’è un cazzo di niente

tranne il bar di Mimmo e il take away cinese.

E se sei cresciuto qui e se hai ventidue anni

cominci ad avere voglia di cambiare.

 

Così Pablo ha rimediato un furgone arrugginito

e Aziz è riuscito a farlo andare

con un po’ di soldi in tasca per la birra e la benzina

da domani ci prendiamo una vacanza.

A’s tulàm de d’ché!

 

Zen, Secondigliano, Pilastro, Quarticciolo

Non c’è niente da perdere, nous sommes le Clan Banlieue!

 

Ce ne andremo a curiosare per le strade dell’Europa

con le multe non pagate sul cruscotto.

Pablo cerca di convincerci a tornare a Barcellona

per noi due l’importante è che si schiodi.

Scriveremo cartoline agli amici del quartiere

che si sciolgono nel caldo dell’estate.

Li ritroveremo un giorno e brinderemo al nostro incontro

ai vecchi tempi e alle nostre nuove vite.

 

E da tutte le province, d’oriente e d’occidente

dai sobborghi soffocati dalla noia

uno sciame di furgoni malconci e colorati

investirà le grandi capitali.

On se taille d’icì!

 

Guildford, Castrovillari, Sassuolo, La Villette

Non c’è niente da perdere, nous sommes le Clan Banlieue!

 

Erlangen, Manzolino, Isernia, Lisdonvarna, Liege, Valladolid

Non c’è niente da perdere!

Voghera, Codigoro, Zandvoort, Montecavolo,

East Kilbridge, Rieti, Arcore.

Nous sommes le Clan Banlieue!

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Contessa

Testo Contessa:

Che roba

contessa all’industria di Aldo, han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti,

volevano avere i salari aumentati, dicevano pensi, di essere sfruttati.

E quando è arrivata la polizia quei quattro straccioni han gridato più forte,

di sangue han sporcato i cortili e le porte, chissà quanto tempo di vorrà per

pulire.

 

Compagni dai capi e dalle officine

prendete la falce e portate il martello

scendete giù in piazza e picchiate con quello

scendete giù in piazza e affossate il sistema.

 

Voi gente per bene che pace cercate,

la pace per fare quello che voi volete,

ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,

vogliamo vedervi finire sottoterra.

Ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato,

nessuno più al mondo dev’essere sfruttato.

 

Sapesse contessa che cosa mi ha detto un caro parente dell’occupazione,

che quella gentaglia rinchiusa là dentro di libero amore facea professione.

Del resto mia cara, di che si stupisce, anche l’operaio vuole il figlio dottore

e pensi che ambiente ne può venir fuori, non c’è più morale contessa.

 

Se il vento fischiava ora fischia più forte,

le idee di rivolta non sono mai morte,

se c’è chi lo afferma non state a sentire

è uno che vuole soltanto tradire.

Se c’è chi lo afferma sputategli addosso,

la bandiera rossa ha gettato in un fosso.

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A Gh’è Chi G’a

Testo A Gh’è Chi G’a:

Il testo è della poetessa modenese Onelia Mazzi.

A gh’è chi g’à la pela negra e cun cla pela dev camper

A gh’è chi g’à la pela bianca e per scurirla al va zò al mer

A gh’è chi fa na vetta bela e seimper voia de scherzer

E a chi va tot a sgarandela e an sa piò che sant ciamèr

A gh’è chi g’à roba e quattrein e panza pina tot i dè

E chi gnanc pan per i putèin e al stamegh vod in fanda ai pé

A gh’è chi g’à la berca al mèr e chi in ‘na berca dev camper

Chi i miglierd li caunta fès e chi an g’à gninta, al luschès

A gh’è chi souna al mandulein o la chitara o al viulèin

E cun in tera al so capel sperand ch’ig maten deinter quel

A gh’è chi g’à la lengua langa e tòt al dè va a spetegler

E chi va fort come ‘na sfrombla e chi per gninta, strabucher

A gh’è chi cmanda e a gh’è chi ubdès

chi nas caioun mai piò al guarès

E seimper al mand acsè al srà

A gh’è chi g’à e a gh’è ch’in g’à

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Ahmed l’ambulante

Testo Ahmed l’ambulante:

Il testo è tratto dalla poesia omonima di Stefano Benni da

“Ballate” ed. Feltinelli.

Quaranta notti

al gelo

sotto un portico deserto

ho venduto orologi alle stelle

Ashiwa dea della notte

vieni a coprirmi d’oro

ho braccialetti finti

ed un anello per ogni mano

ma nessuna moglie.

 

La quarantunesima notte

vennero a cercarmi

pestaron gli orologi come conchiglie

Ashiwa dea della notte

fammi tornare a casa

avrò una valigia

piena di dolci e di cravatte

e rivedrò il mio villaggio.

 

Così per divertirsi o forse

perché risposi male

mi spaccarono la testa con un bastone

Ashiwa dea della notte

lei venne a liberarmi

le mie tempie

lei baciò ed io guarii

e loro no non la videro.

 

Quaranta notti al gelo

sotto un portico deserto

ho venduto orologi alle stelle

Ashiwa dea della notte

vieni a coprirmi d’oro

ho braccialetti finti

ed un anello per ogni mano

ma nessuna moglie.

 

Non sono morto al freddo

delle vostre città

ma su una grande pila d’ebano

e la mia gente ha cantato e ballato

per quaranta notti

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