Il Pescatore

Testo Il Pescatore:

All’ombra dell’ultimo sole

s’era assopito un pescatore

e aveva un solco lungo il viso

come una specie di sorriso

 

Venne alla spiaggia un assassino

due occhi grandi da bambino

due occhi enormi di paura

eran gli specchi di un’avventura

 

E chiese al vecchio “Dammi il pane,

ho poco tempo e troppa fame”

e chiese al vecchio “Dammi il vino,

ho sete e sono un assassino”

 

Gli occhi dischiuse il vecchi al giorno

non si guardò neppure intorno

ma versò il vino, spezzò il pane

per chi diceva ho sete, ho fame

 

E fu il calore d’un momento

poi via di nuovo verso il vento

davanti agli occhi ancora il sole

dietro le spalle un pescatore

 

Dietro le spalle un pescatore

e la memoria è già dolore

è già il rimpianto di un aprile

giocato all’ombra di un cortile

 

Vennero in sella due gendarmi

vennero in sella con le armi

chiesero al vecchio se lì vicino

fosse passato un assassino

 

Ma all’ombra dell’ultimo sole

s’era assopito un pescatore

e aveva un solco lungo il viso

come una specie di sorriso.

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Barbara

Testo Barbara:

Chi cerca una bocca infedele

che sappia di fragola e miele

in lei la troverà, Barbara

in lei la bacerà, Barbara.

Lei sa che ogni letto di sposa

è fatto di ortiche e mimosa

per questo ad un’alta età

Barbara, l’amore vero rimanderà

Barbara.

 

E intanto lei gioca all’amore

scherzando con gli occhi ed il cuore

di chi forse la odierà, Barbara

ma poi la perdonerà, Barbara.

E il vento di sera la invita

a sfogliare la sua margherita

per ogni amore che se ne va

lei lo sa, un altro petalo fiorirà

per Barbara.

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Bocca di Rosa

Testo Bocca di Rosa:

La chiamavano Bocca di Rosa

metteva l’amore, metteva l’amore

la chiamavano Bocca di Rosa

metteva l’amore sopra ogni cosa.

 

Appena scesa alla stazione

del paesino di Sant’Ilario

tutti s’accorsero con uno sguardo

che non si trattava d’un missionario

 

C’è chi l’amore lo fa per noia

chi se lo sceglie per professione

Bocca di Rosa né l’uno né l’altro,

lei lo faceva per passione.

 

Ma la passione spesso conduce

a soddisfare le proprie voglie

senza indagare se il concupito

ha il cuore tenero oppure ha moglie.

 

E fu così che da un giorno all’altro

Bocca di Rosa si tirò addosso

l’ira funesta delle cagnette

a cui aveva sottratto l’osso

 

Ma le comari di un paesino

non brillano certo in iniziativa

le contromisure fino a quel punto

si limitarono all’invettiva.

 

Si sa che la gente dà buoni consigli

sentendosi come Gesù nel Tempio

si sa che la gente dà buoni consigli

se non può più dare cattivo esempio.

 

Così un vecchia mai stata moglie

senza mai figli, senza più voglie

si prese la briga e di certo il gusto

di dare a tutte il consiglio giusto

 

E rivolgendosi alle cornute

le apostrofò con parole argute

“Il furto d’amore sarà punito”, disse

“dall’ordine costituito”.

 

E quelle andarono dal commissario

e dissero senza parafrasare:

“Quella schifosa ha già troppi clienti

più d’un consorzio alimentare”

 

Ed arrivarono quattro gendarmi

con i pennacchi, con i pennacchi

ed arrivarono quattro gendarmi

con i pennacchi e con le armi

 

Il cuore tenero non è una dote

di cui sian colmi i carabinieri

ma quella volta a prendere il treno

l’accompagnarono mal volentieri.

 

Alla stazione c’erano tutti

dal commissario al sagrestano

alla stazione c’erano tutti

con gli occhi rossi e il cappello in mano.

 

A salutare chi per un poco

senza pretese, senza pretese

a salutare chi per un poco

portò l’amore nel paese

 

C’era un cartello giallo

con una scritta nera

diceva:”Addio Bocca di Rosa

con te se ne parte la primavera”

 

Ma una notizia un po’ originale

non ha bisogno di alcun giornale

come una freccia dall’arco scocca

vola veloce di bocca in bocca.

 

E alla stazione successiva

molta più gente di quando partiva

chi manda un bacio chi getta un fiore

chi si prenota per due ore

 

Persino il parroco che non disprezza

fra un miserere e un’estrema unzione

il bene effimero della bellezza

la vuole accanto in processione.

 

E con la Vergine in prima fila

e Bocca di Rosa poco lontano

si porta a spasso per il paese

l’amore sacro e l’amor profano.

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Cantico dei drogati

Testo Cantico dei drogati:

Ho licenziato Dio gettato via un amore

per costruirmi il vuoto nell’anima e nel cuore

Le parole che dico non han più forma né accento

si trasformano i suoni in un sordo lamento

Mentre fra gli altri nudi io striscio verso un fuoco

che illumina i fantasmi di questo osceno giuoco.

Come potrò dire a mia madre che ho paura ?

 

Chi mi riparlerà di domani luminosi

dove i muti canteranno e taceranno i noiosi

Quando riascolterò il vento tra le foglie

sussurrare i silenzi che la sera raccoglie

Io che non vedo più che folletti di vetro

che mi spiano davanti che mi ridono dietro

Come potrò dire a mia madre che ho paura ?

 

Perché non hanno fatto delle grandi pattumiere

per i giorni già usati per queste ed altre sere ?

E chi, chi sarà mai il buttafuori del sole

chi lo spinge ogni giorno sulla scena alle prime ore ?

E soprattutto chi e perché mi ha messo al mondo

dove vivo la mia morte con un anticipo tremendo ?

Come potrò dire a mia madre che ho paura ?

 

Quando scadrà l’affitto di questo corpo idiota

allora avrò il mio premio come una buona nota

Mi citeran di monito a chi crede sia bello

giocherellare a palla con il proprio cervello

Cercando di lanciarlo oltre il confine stabilito

che qualcuno ha tracciato ai bordi dell’infinito

Come potrò dire a mia madre che ho paura ?

 

Tu che mi ascolti insegnami un alfabeto che sia

differente da quello della mia vigliaccheria.

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Canto del servo pastore

Testo Canto del servo pastore:

Dove fiorisce il rosmarino c’è una fontana scura

dove cammina il mio destino c’è un filo di paura

qual’è la direzione nessuno me lo imparò

qual’è il mio vero nome ancora non lo so

 

Quando la luna perde la lana e il passero la strada

quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia

prendi la tua tristezza in mano e soffiala sul fiume

vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume

 

Sopra ogni cisto da qui al mare c’è un po’ dei miei capelli

sopra ogni sugara il disegno di tutti i miei coltelli

l’amore delle case l’amore bianco vestito

io non l’ho mai saputo e non l’ho mai tradito

 

Mio padre un falco mia madre un pagliaio stanno sulla collina

i loro occhi senza fondo seguono la mia luna

notte notte notte sola sola come il mio fuoco

piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a pocoInviata

da Elwood

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Canzone dell’amore perduto

Testo Canzone dell’amore perduto:

Ricordi sbocciavan le viole

con le nostre parole

“Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”,

vorrei dirti ora le stesse cose

ma come fan presto, amore, ad appassire le rose

così per noi

l’amore che strappa i capelli è perduto ormai,

non resta che qualche svogliata carezza

e un po’ di tenerezza.

E quando ti troverai in mano

quei fiori appassiti al sole

di un aprile ormai lontano,

li rimpiangerai

ma sarà la prima che incontri per strada

che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato,

per un amore nuovo.

E sarà la prima che incontri per strada

che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato,

per un amore nuovo.

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Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers

Testo Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers:

Re Carlo tornava dalla guerra

lo accoglie la sua terra

cingendolo d’allor

al sol della calda primavera

lampeggia l’armatura

del sire vincitor

 

Il sangue del principe del Moro

arrossano il cimiero

d’identico color

ma più che del corpo le ferite

da Carlo son sentite

le bramosie d’amor

 

“Se ansia di gloria e sete d’onore

spegne la guerra al vincitore

non ti concede un momento per fare all’amore!

Chi poi impone alla sposa soave

di castità

la cintura in me grave

in battaglia può correre il rischio di perder la chiave”

 

Così si lamenta il Re cristiano

s’inchina intorno il grano

gli son corona i fior

Lo specchio di chiara fontanella

riflette fiero in sella

dei Mori il vincitor

 

Quand’ecco nell’acqua si compone

mirabile visione

il simbolo d’amor

nel folto di lunghe trecce bionde

il seno si confonde

ignudo in pieno sol

 

“Mai non fu vista cosa più bella

mai io non colsi siffatta pulzella”

disse Re Carlo scendendo veloce di sella

“De’ cavaliere non vi accostate

già d’altri è gaudio quel che cercate

ad altra più facile fonte la sete calmate”

 

Sorpreso da un dire sì deciso

sentendosi deriso

Re Carlo s’arrestò

ma più dell’onor poté il digiuno

fremente l’elmo bruno

il sire si levò:

 

Codesta era l’arma sua segreta

da Carlo spesso usata

in gran difficoltà

alla donna apparve un gran nasone

e un volto da caprone

ma era sua maestà

 

“Se voi non foste il mio sovrano”

Carlo si sfila il pesante spadone

“non celerei il disio di fuggirvi lontano,

ma poiché siete il mio signore”

Carlo si toglie l’intero gabbione

“debbo concedermi spoglia ad ogni pudore”

 

Cavaliere egli era assai valente

ed anche in quel frangente

d’onor si ricoprì

e giunto alla fin della tenzone

incerto sull’arcione

tentò di risalir.

 

Veloce lo arpiona la pulzella

repente la parcella

presenta al suo signor.

“Beh proprio perché voi siete il sire

fan cinquemila lire.

È un prezzo di favor”

 

“E’ mai possibile o porco di un cane

che le avventure in codesto reame

debban risolversi tutte con grandi puttane!

Anche sul prezzo c’è poi da ridire:

ben mi ricordo che pria di partire

v’eran tariffe inferiori alle tremila lire!”

 

Ciò detto agì da gran cialtrone

con balzo da leone

in sella si lanciò

frustando il cavallo come un ciuco

fra i glicini e il sambuco

il Re si dileguò

 

Re Carlo tornava dalla guerra

lo accoglie la sua terra

cingendolo d’allor

al sol della calda primavera

lampeggia l’armatura

del sire vincitor

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Caro Amore

Testo Caro Amore:

Caro amore

nei tramonti d’aprile

caro amore

quando il sole si uccide

oltre le onde

puoi sentire piangere e gridare

anche il vento ed il mare.

 

Caro amore

così un uomo piange

caro amore

al sole, al vento e ai verdi anni

che cantando se ne vanno

dopo il mattino di maggio

quando sono venuti

e quando scalzi

e con gli occhi ridenti

sulla sabbia scrivevamo contenti

le più ingenue parole.

 

Caro amore

i fiori dell’altr’anno

caro amore

sono sfioriti e mai più

rifioriranno

e nei giardini ad ogni inverno

ben più tristi sono le foglie.

 

Caro amore

così un uomo vive

caro amore

e il sole e il vento e i verdi anni

si rincorrono cantando

verso il novembre a cui

ci vanno portando

e dove un giorno con un triste sorriso

ci diremo tra le labbra ormai stanche

“Eri il mio caro amore”.

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Corale

Testo Corale:

(Leggenda del Re infelice)

C’era un re

che aveva

due castelli

uno d’argento uno d’oro

ma per lui

non il cuore

di un amico

mai un amore né felicità

Un castello

lo donò

e cento e cento amici trovò

l’altro poi

gli portò

mille amori

ma non trovò

la felicità

Non cercare la felicità

in tutti quelli a cui tu

hai donato

per avere un compenso

ma solo in te

nel tuo cuore

se tu avrai donato

solo per pietà

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Don Raffaé

Testo Don Raffaé:

Io mi chiamo Pasquale Cafiero

e son brigadiero del carcere, aimé

io mi chiamo Cafiero Pasquale

sto a Poggioreale dal ’53

E al centesimo catenaccio

alla sera mi sento uno straccio

per fortuna che al braccio speciale

c’è un uomo geniale che parla co’ me

 

Tutto il giorno con quattro infamoni

briganti, papponi, cornuti e lacchè

tutte l’ore co’ ‘sta fetenzia

che sputa minaccia e s’a piglia co’ me

Ma alla fine m’assetto papale

mi sbottono e mi leggo ‘o giornale

mi consiglio con don Raffaé

mi spiega che penso e bevimm’o café

 

Ah che bell’ ‘o café

pure in carcere ‘o sanno fà

co’ a ricetta ch’a Ciccirinella

compagno di cella ci ha dato mammà

 

Prima pagina venti notizie

ventun’ ingiustizie e lo Stato che fa?

Si costerna, s’indigna, s’impegna

poi getta la spugna con gran dignità

Mi scervello e mi asciugo la fronte

per fortuna c’é chi mi risponde

a quell’uomo sceltissimo immenso

io chiedo consenso a don Raffaé

 

Un galantuomo che tiene sei figli

ha chiesto una casa e ci danno consigli,

mentre ‘o assessore che Dio lo perdoni

‘ndrento a ‘e roulotte ci alleva i visoni…

Voi vi basta una mossa una voce

ch’a ‘sto Cristo ci levano ‘a croce

con rispetto s’è fatto le tre

volite a spremuta o volite ‘o café?

 

Ah che bell’ ‘o café

pure in carcere ‘o sanno fà

co’ a ricetta ch’a Ciccirinella

compagno di cella ci ha dato mammà

Ah che bell’ ‘o café

pure in carcere ‘o sanno fà

co’ a ricetta di Ciccirinella

compagno di cella preciso a mammà

 

Ca’ ci sta l’inflazione, la svalutazione

e la borsa ce l’ha chi ce l’ha

io non tengo compendio che chillo stipendio

e un ambo se sogno a papà

Aggiungete mia figlia Innocenza

vuo’ marito non tiene pazienza

non chiedo la grazia pe’ me

vi faccio la barba o la fate da sé?

 

Voi tenite un cappotto cammello

che al maxi-processo eravate ‘o chiù bello

un vestito gessato marrone

così ci è sembrato alla televisione

Pe’ ‘ste nozze vi prego Eccellenza

m’i prestasse pe’ fare presenza

io già tengo le scarpe e ‘o gillé

gradite ‘o Campari o volite ‘o café?

 

Ah che bell’ ‘o café

pure in carcere ‘o sanno fà

co’ a ricetta ch’a Ciccirinella

compagno di cella ci ha dato mammà

Ah che bell’ ‘o café

pure in carcere ‘o sanno fà

co’ a ricetta di Ciccirinella

compagno di cella preciso a mammà

 

Qui non c’è più decoro le carceri d’oro

ma chi l’ha mai viste? Chissà!

chiste so’ fatiscenti pe’ chisto i fetienti

se tengono l’immunità

Don Raffaé voi politicamente

io ve lo giuro sarebbe nu santo

ma ‘cha dent’o voi state a pagà

e fora chiss’atre se stanno a spassà

 

A proposito tengo ‘nu frate

che da quindici anni sta disoccupato

isso ha fatto quaranta concorsi

novanta domande e duecento ricorsi

voi che date conforto e lavoro,

Eminenza vi bacio e v’imploro,

chillo duorme co’ mamma e co’ me

che crema d’Arabia ch’è chisto café!

Guarda il video di Don Raffaé:

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