Titoli

Testo Titoli:

Mibtel Nasdaq Dqw Jones

Consod Codacon

Comit Edison Juck Bond

Nella dance hall del dot com

 

Ecco qui l’Mc di Wall Street

Butta un BTP sull’Lp col beat

Sono il big del MIB

Negli slip ho un MIG

Col cheque to cheque

Chick to chick

Come Bill qui si investe in bit

Punto sul .com e sul .it

Un tris di titoli e faccio il vip

con un trip chic a Sharm El Sheik

Prosit per ogni profit

Io ne approffito finche c’ho sprint

Vendo Telecom e Tim

Vendo liquidi nelle banche in

Spacco tutto col mio team

CCT come cocci di vasi Ming

New Economy sono qui sul ring

Che muoio per te come Sugar e Sting

 

Ho una borsa piena di titoli

Per articoli incomprensibili

Non capirete mai

Non capiremo mai

 

Ogni BOT è una hit per la top ten

Una jam di quote dell’IBM

Lo spendo il mio tempo in un tempio zen

No ying no yang ma yen su yen

Con il mio cayenne torno da maman

In on il Mac e off la webcam

Sturo la ram con un antispam

Metto su Nike made in Vietnam

Fiumi di euro sotto il kajak

Mari di dollari dall’Iraq

Parmalat in crack

Callisto in frack

Ci si dopa di OPA poi patatrac

Ciack e la SPA fa da star

Tocchi di fard alla credit card

Io depravatoda presa SCART

Spingo l’Enel-core nell’hard

 

Ho una borsa piena di titoli

Per articoli incomprensibili

Non capirete mai

Non capiremo mai

 

Caro prezzi di Brent

Auto for rent guerra adesso

E l’Exon da il Brand

L’Opec attente il trend

Incrementa il greggio in punti percent

Hallo come Spank sono il PIL

E muto la gente di Playmobil

Io faccio blu la famiglia Mezil

Chi si fida di CGIL CISL e UIL?

Nella CEE c’è chi teme Billy the kid

E gli fa fare BOND in “license to kill”

Casca il mondo e da london a madrid

Si dividono i danni con una CID

Su e giù su e giu la borsa va

Messieurs bonjour comment ca va?

Da Bankitalia alla Bundesbank

Sono soldi da soliti solidi tank

 

Giovanotto!

Un po’ precario

 

Ho una borsa piena di titoli

Per articoli incomprensibili

Non capirete mai

Non capiremo mai

 

Mibtel Nasdaq Dqw Jones

Consod Codacon

Comit Edison Juck Bond

Nella dance hall del dot com

Mibtel Nasdaq Dqw Jones

Consod Codacon

Comit Edison Juck Bond

Nella dance hall del dot com

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L’ottavo capitolo

Testo L’ottavo capitolo:

Cosa non ho fatto in vita mia, ballare

Compare, in vita mia ballare

 

Se arriva un P.R. nel camerino

Gli spacco il cranio e gli porto via il palmare

 

Sudi come in hammam perché quando parlo ti paio un hooligan

Sì, violento, perché così fan tutti

Già, sii violento perché così tutti fanno!

 

Un migliaio nella sala mi aspetta

Mi metto il saio come in una strana setta

Salgo su, grido “Su! Su!”

Tutti saltano come specchietti in una strada stretta

 

“CapaRezza, non cambiare posizione!”

Chi? Quando? Cosa? Come?

Me lo ricordo, proferiva il mio nome

Mo’ me lo ritrovo a preferire il mio clone!

 

Mi dirado mi deridi

Ti fidi diffidi

Mi tratti ritratti

Mi reciti mi recidi

Ero convinto mo’ sono contrito

L’ottavo capitolo

L’ottavo capitolo

Ero convinto mo’ sono contrito

L’ottavo capitolo

L’ottavo capitolo

 

Tranquillo, sono contrito, non con tritolo

Faccio la conta ma me ne frego se non ti trovo

Trovo, trovo me singolare

Come la terza persona del verbo fare al passato remoto

Come Giuda, rinnego e ti mollo

senza Giuda cosa porteresti al collo?

La sinistra mi da assillo politico

La destra mi torna buono quando me lo scrollo

E con questo tocco il fondo di verità:

Amo gli autori detesto le autorità

Dici che sono una gran testa, sì,

Ma io sono una gran testa di ca’

Dica! Guardi che so’ pazzo!

Io ce l’ho con tutti, ma mai col Jackson!

Chissà perché mi sento un sommelier

Nel senso che penso di reggerlo un fiasco!

 

Mi dirado mi deridi

Ti fidi diffidi

Mi tratti ritratti

Mi reciti mi recidi

Ero convinto mo’ sono contrito

L’ottavo capitolo

L’ottavo capitolo

Ero convinto mo’ sono contrito

L’ottavo capitolo

L’ottavo capitolo

 

Qui si mette male!

“Preparati al peggio!”

Me le vuoi suonare?

“Preparati, arpeggio!”

Vuoi lasciarmi un segno?

“Preparati al seggio!”

Mi vuoi al buio?

“Preparati, albeggia!”

 

Mo’ sta landa non tramando ma tramandandola

Devi credermi se ti dico che sto ammirandola

Parlo a vanvera

Di me non ha un buon ricordo

Nemmeno Pico Della Mirandola

Io mi guadagno da vivere con l’intuito

Pagami, quando accuso non sono gratuito

Nel mio romanzo fantasy sono un druido

Ecco perché poi quando scrivo vado fluido

Nella mia vita in discesa tipo scivoli

Urto spigoli dopo aver bevuto slivovitz

Mi sbattevo per farti capire i testi

Adesso, adesso me ne sbatto i testicoli

 

Mi dirado mi deridi

Ti fidi diffidi

Mi tratti ritratti

Mi reciti mi recidi

Ero convinto mo’ sono contrito

L’ottavo capitolo

L’ottavo capitolo

Ero convinto mo’ sono contrito

L’ottavo capitolo

L’ottavo capitolo

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Messa In Moto

Testo Messa In Moto:

Per una volta la preghiera ve la faccio io

Che sono il vero Padre eterno, mica faccio Dio

Basta con queste lagne, sono uno stridio

Che logora le Coconuts più di Kid Creole

Brani da catechesi sul mio nervo cranico

E’ meno traumatico un martello pneumatico

Ma chi l’ha inventata sta tortura disumana oh

Cantate nelle celle a Guantanamo

Non vi vengono dubbi che ‘ste suppliche siano trash,

Parrucche da gruppi glam

Me le fate grosse più di Jupiter

Utile che i preti portino le tuniche

Ho dato vita a terremoti e tempeste Ehi! Ehi!

Ai ruggiti che scuotono le foreste Ehi!

Alla lava più calda di certe teste

E mi ripagate con sti piagnistei

 

Gradirei una messa in moto

Che per me sia una messa in moto

Che per me sia una messa in moto

 

Sono in moto ma un devoto mi reclama

Ma segui Baba, segui il Lama

Segui Rama, segui il Karma

Io non ho pazienza, senti smamma

Guarda, ho creato il mondo in una settimana

Credi davvero di avere la mia immagine

No non è facile non sei il mio manager

Basta parlare a mio nome ma che diamine

Solleva i tuoi pesi ma va da un personal trainer

Io faccio impennate con la moto-cross

Tu becchi più testate che dopo un cross di Papadopoulos

Per una casa mi chiedi il numero jolly

Dorothy mollami non sono il mago di Oz

Sono solo un povero Dio depresso, oddio

Adesso calibro una Smith & Wesson

Che sono stufo di ingoiare Lexapro

Va bene tutto

Si ma un’altra messa no

 

Gradirei una messa in moto

che per me sia una messa in moto

che per me sia una messa in moto

 

Ma bella Dio!

 

Basta! Vado dallo psicologo

Per colpa di sti teo-con

Nell’ipod ho dischi dei Manowar

Non sento nemmeno un po’ d’emocore

Leggo libri di Nero Wolfe

Seguo più rugby, meno golf

Sbuffo come dio Eolo

Tolgo il dvd di “Via col vento”

Metto su “Totò le mokò”

Portami al Gods of Metal, a Sanremo no

Sbrigati, non farmi aspettare come Godot

Come godrò nello stadio dove mi reco mo

Do una mano a Diego anche se so che non è

Un vero goal poi torno nell’eremo

Dormo e sogno che ero Mork

Mi sveglio, sono Dio e tutti mi richiedono

Oh no!

Solo preghiere ripetute da dei robot

E mi girano le palle come Renault nei rondò

Ronnie James? welcome aboard

Sugli altri non mi esprimo perché sono un vero lord e

 

Gradirei una messa in moto

Che per me sia una messa in moto

Che per me sia una messa in moto

 

Dio è con noi

Gott mit uns

God save the Queen

And God bless America

L’ètat, c’est moi

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Mors mea tacci tua

Testo Mors mea tacci tua:

…mamma quanti dischi venderanno

se m.. se m… se mi spen…goooo…

mam… ma quan…ti dis…chi ven..der…

mam…ma quanti dischi ….non ci tengo…

Guarda il video di Mors mea tacci tua:

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Nel paese dei balordi

Testo Nel paese dei balordi:

Babbo babbino non picchiarmi tanto forte, t’attacchi al vino e giù coi calci sulle mie gambe corte

Delle legnate sei l’esperto ma ti avverto, toccami ancora e sei morto, non mento, guarda, ho il naso corto!

Che, mi diverto a dir cazzate? Mi costa difenderti dai tuoi vizi se m’ammazzi di mazzate

Mammà se la dette a gambe levate, poverina, scompare la tua paga ogni mese, in paese la chiamano fatina

Di lei hanno stima in una cantina di moda, c’è un palo e mezza nuda vi si snoda, fanno la coda per questo, io me ne vergogno, faccio un sogno e vi ci resto: la mamma casalinga e il babbo un uomo saggio e onesto

Ma qualche bastardo beffardo m’attende, mi da del bugiardo, m’offende, ne sento lo sguardo e m’incammino, curvo nel vestitino, occhio basso, capo chino, chi vuole come amico un burattino?

Dammi la mano, vienimi vicino, sono di legno non sono più un bambino… Un burattino nelle mani del destino…

Lucignolo l’artista s’aggiusta una pista di coca col mignolo, si riempie le tempie di nubi empie, pare un comignolo, prima si fa poi si fa serio, scrive due cazzate sul diario, è un visionario

“Per questa roba c’ho la stima della gente”

Contento per te, ma per me sei davvero un deficiente

Altro che matto, meo amigo, com’è che un fatto sui gradini è solo un fatto e su di un palco è sempre un figo?

In TV è arrivato il mago CiucciaFuoco, presuntuoso che vende un mondo sano e generoso

Tu, tirchio più di un negozio di marca, va alla forca, sai di stronzate più di una turca

Piglia per il culo i tuoi pupazzi, numeri e tarocchi, intrallazzi per gli sciocchi, a me non fanno effetto, piuttosto attento alla finanza, conoscono il tuo nome, e sai chi è l’infamone che gliel’ha detto?

Dammi la mano, vienimi vicino, sono di legno non sono più un bambino… Un burattino nelle mani del destino…

Capocchio… Capocchio… Capocchio…

Tornando a casa trovo quei due tipi là, lui è il gatto, lui è la volpe, sono in società, roba onesta: “la nostra banca ha istituito un fondo apposta, dacci il denaro in fondo lo investiamo nell’azione giusta…”

Questa è roba fantastica per chi mastica Asimov, non baratto i miei soldi con i Kalashnikov

Sta a vedere che sono io l’asino, ciuco figlio di un ciucco, amico di un tipo tocco e poco lucido

Lucignolo, c’hai il nome di uno stoppino, tu sei una sega, io un burattino, non starmi vicino mannaggia

Persino il Ciuccia, che sta a cuccia con la grata in faccia, ha detto al secondino che se esce viene a darmi la caccia

Nella storiaccia la fata ha un ruolo incisivo: mamma più lap dance uguale ospite televisivo dall’audience definitivo, mentre io vivo una pena

Arriva il grillo e grida: “Capa, in culo alla balena!”

Dammi la mano, vienimi vicino, sono di legno non sono più un bambino… Un burattino nelle mani del destino…

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Nesssun dorma/Tutti dormano

Testo Nesssun dorma/Tutti dormano:

“Nessun Dorma! Nessun Dorma!

Nessun Dorma! Nessun Dorma!”

 

(russare)

 

C’mon!

(ridere)

Caparezza!

C’mon!

 

One, Two, Three, Four

 

Buonasera!

Buonasera a lor signori

stasera voglio raccontarvi una storia

molto molto molto molto molto molto importante

e chi, e chi se ne frega

 

sul ponte legato ad un masso

ci sta un discografico che

è stato portato al collasso per colpa di un cazzo di mp3

 

gli artisti anche i più alternativi

gli gridano meglio così

ma piangono come bambini perché voglion dare alle stampe un cd

 

e chi

e chi

e chi

e chi

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Nessuna Razza

Testo Nessuna Razza:

Io sono spazzatura che spazza razza pura

Non provo più paura, colleziono punti di sutura sul mio carnet di carne

Lucido le mie cornee e metto a fuoco in modo tale

Che neanche la forestale può far nulla

Ho un obiettivo che trastulla i miei sensi di colpa

E sto più sotto di una talpa

Non gioco a fare il santo ribelle, entra nel mio vivaio

Troverai soltanto nervi a fior di pelle

Nelle Cinecittà dell’arte, grandi fratelli chiusi

In un antro sono pronti ad uno scontro che persino Raf avrebbe perso il Self Control

E basta una gaffe a mandare a ‘ffanculo anche il più pronto

Ne ho piene le palle… piuttosto non esco, nel gregge rimango soltanto se faccio il pastore tedesco

Kaputt al resto, detesto il processo di omologazione di musica e testo

Io salto come un popcorn su questa terra che brucia, su questa eterna sfiducia

Nessuna razza, io non sostengo nessuna razza, vostra altezza

Zero sassi contro lapidati della piazza

Sul labbro soltanto un po’ di amarezza per chi mi ha giudicato con asprezza

Nessuna razza, ma un posto a sedere in una carrozza che schizza

Fango nei sentieri di un bosco che terrorizza

Chi è fuori dal branco conosce con fermezza ogni insicurezza

Nessuna razza, io non sostengo nessuna razza, vostra altezza

Zero sassi contro lapidati della piazza

Sul labbro soltanto un po’ di amarezza per chi mi ha giudicato con asprezza

Nessuna razza, ma un posto a sedere in una carrozza che schizza

Fango nei sentieri di un bosco che terrorizza

Chi è fuori dal branco conosce con fermezza l’ebbrezza di una capa quando è rezza

Razze superbe, nessuno che si accoscia, rozzi che sparano razzi da una Katiuscia

Li lasci e raddoppiano, si fanno e si accoppano, strano fenomeno

Loro si gonfiano, ma i tuoi nervi scoppiano

Sappiano che hanno tante voci e un suono unisono

Per ogni Dotto che sfornano io rimango Pisolo e mi isolo

Stono nel coro, volteggio sui miei di testicoli, non sulle palle di un toro

Spiazzo colui che con discorsi bui fa il duro

Suppone verità che in quanto supposte se le metta nel culo

La situazione è delirante, è come la naja, dove chi più aveva potere più era ignorante

Troppe cose sullo stomaco, mi viene il vomito, mi scopro cinico

Mi cambio d’abito, ma non mi pettino, perché mi piaccio scapigliato come Boito, non voglio essere interrotto

Cosa ti aspetti da me? A capo di un movimento non sarei mica contento

Nessuna razza, io non sostengo nessuna razza, vostra altezza,

Zero sassi contro lapidati della piazza

Sul labbro soltanto un po’ di amarezza per chi mi ha giudicato con asprezza

Nessuna razza, ma un posto a sedere in una carrozza che schizza

Fango nei sentieri di un bosco che terrorizza

Chi è fuori dal branco conosce con fermezza ogni insicurezza

Nessuna razza, io non sostengo nessuna razza, vostra altezza

Zero sassi contro lapidati della piazza

Sul labbro soltanto un po’ di amarezza per chi mi ha giudicato con asprezza

Nessuna razza, ma un posto a sedere in una carrozza che schizza

Fango nei sentieri di un bosco che terrorizza

Chi è fuori dal branco conosce con fermezza l’ebbrezza di una capa quando è rezza

Guarda il video di Nessuna Razza:

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Ninna nanna di Mazzarò

Testo Ninna nanna di Mazzarò:

Apri gli occhi pupo, stai attento pupo

Non temere l’uomo nero, non temere l’uomo lupo

Non temere l’uomo cupo, temi solo l’uomo astuto

Lui fa da tutor prende tutto ciò che può

Non fidarti nemmeno un po’, non fidarti nemmeno un po’

Non fidarti nemmeno un po’ di chi fa come Mazzarò

Sto parlando di Mazzarò, dico Mazzarò, memorizzalo

Se lo ammazzerò già lo so che lo rivedrò come Lazzaro

Se ti si avvicina lo spezzerò come pane azimo, anzi no

Come pan di zenzero, Mazzarò, come Verga io ti romanzerò

Vuoi la roba? La mia roba, no! Sono come una velina, non te la do

Nemmeno se fai goal su goal, nemmeno se fai rock & roll

Nè se diventi status symbol, nè se ti metti in baby doll

I miei sentimenti non te li do…

 

Aaah! Svegliati! Pargoletto svegliati

Giù dal letto sennò viene quel maledetto di Mazzarò

Che quando ero piccolo mi rubò il cavallo a dondolo ed i robot

La Mach 5 go go go, i lecca lecca con i bon bon, il vasino con la pupù

Persino il cuculo del cu-cù, Supergulp alla Tv, Grisù, Scooby-Doo

La signora Minù, mi lasciò solo Winnie the Pooh, che se lo ficchi su per il…

 

Di chi è questo ciondolo? Di Mazzarò

Di chi è il cavallo a dondolo? Di Mazzarò

Di chi è il gioco da tavolo? Di Mazzarò

Di chi? Di Mazzarò

Di chi? Di Mazzarò

 

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò

Resta sveglio che sennò, porta via quello che può

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò

Resta sveglio che sennò, porta via quello che può

 

Poi di botto fui giovanotto mentre lui in più diventò corrotto

Con più moneta di un terno al lotto comperò le ditte e l’indotto

Fu padrone di ogni prodotto, fu modello di ogni picciotto

“Voglio roba” questo il suo motto, vuole roba? Che venga sotto

Sto galeotto stolto, gli do un cazzotto sul volto, restituisca il maltolto

Sì, lingotto su lingotto…Dov’ero rimasto? Ah, sì…

Mazzarò comperò tutto ciò che potè, quando poi volle me

Dissi “No”, lui disse “Uè”. Io chiusi gli occhi per un po’

E con orecchie da Dumbo, ascoltai quel manigoldo che volò via con un Jumbo

Spalancando le orbite m’accorsi che coi suoi denari Mazzarò mutò i miei pari

In quei dementi dei paninari, fighettini filoamericani con capi firmati

Chini come cani con i capi più affermati

Svegliati bimbo, via dal limbo degli assonnati

Che sei tra i suoi trofei più desiderati

 

Di chi è la banca, eh? Di Mazzarò

E la casa editrice di chi è? Di Mazzarò

Di chi è l’azienda tessile? Di Mazzarò

Di chi? Di Mazzarò

Eh già, di Mazzarò

 

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò

Resta sveglio che sennò, porta via quello che può

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò

Resta sveglio che sennò, porta via quello che può

 

La mia donna, bella donna, pure in unisex, a letto siamo un Mulinex

La metto a cuccia come Rex, col mio Vix-Synex vado spedito tipo Fed-Ex

E vivo momenti piccanti emulanti il Tex-Mex

Ma in un multiplex vide Mazzarò con due transex, lui le disse

“Ti porto ad Hollywood come il Frankie di Relax, beviti un paio di Beck’s

E facciamo del sado-sex” e da quel giorno fu la mia ex, dura lex

 

Bù! Spaventati, non farti comprare da Mazzarò, non cedere al suo Rococò

Nè ai contratti Co.co.co., gurugurugù qua qua no no, questo pupo non te lo do

Gli sto insegnando il metodo che a te farà da antidoto

Mazzarò ha comprato tutto non gli manca niente

È proprietario di ogni ente anche inesistente

È un avido chirurgo che vuole il cuore della gente

Tu resta sveglio perché lui fotte il dormiente

 

Di chi sono le pensioni? Di Mazzarò

Le comunicazioni? Di Mazzarò

Di chi sono i cromosomi? Di Mazzarò

Di chi? Di Mazzarò

Di chi? Di Mazzarò

 

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò

Resta sveglio che sennò, porta via quello che può

Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò

Resta sveglio che sennò, porta via quello che può

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Non mettere le mani in tasca

Testo Non mettere le mani in tasca:

Fratello sai cos’è una tasca? è una vasca in cui si annaspa

In cui ogni peccato è programmato più del Pascal

Io te la perquisisco a mò di casbah

Ci trovo vizi e basta, sei nell’angolo più di Dizzee Rascal

Non è Letizia la tua tizia, non è Casta

Lo deduco dall’ Hatù nella tua sacca

Hai l’alito di grappa ma datti alla pappa come Gianburrasca

Brucerai all’inferno come d’inverno una frasca

In tasca metti la mano per etti d’afgano

Ma cosa sei, sei metallaro? Ma sentiti Al Bano

Mostri le zanne, ma mio caro, hai denti da Hamtaro

Con tutti i mezzi ti si fa a pezzi più del meccano

Sei portatore insano di tasche

Ti conviene confessare e con le mani in tasca vuoi protestare

Un anno nella cella il posto dove stare

Perché adesso noi comandiamo dall’est all’ovest, amen!

 

Fratello tu non mettere le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

Lo so che fai tu con le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

Fratello tu non mettere le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

Lo so che fai tu con le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

 

Era è uno stato regresso tentato dal sesso bendato

Bombardato dal degrado più di Belgrado dalla NATO

Uno stato in crisi invaso da invasati invisi al Vaticano

Coppie di fatto che stroncavano i patti fatti al Laterano

Mentecatti blateravano contro noi in ogni Forum

C’era una sola soluzione come per il Gollum

E bang bang bang bang! 4 colpi al quorum

Riposi in pace il referendum in saecula saeculorum

Scomunicammo in nome di Dio

Un libro di Dan Brown sul priorato di Sion

Dando l’avvio ad un’era di messa a morte da Crozza

Ad Andrea Rivera passando per Harry Potter

E fu un brusio di volantini sovversivi

Fummo costretti ad adottare metodi repressivi

Quindi fiato sul collo

C’è la galera per chi porta le tasche perché nelle tasche non c’è controllo!

 

Fratello tu non mettere le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

Lo so che fai tu con le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

Fratello tu non mettere le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

Lo so che fai tu con le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

 

Da quel momento chi porta una tasca

O è un artista oppure un tossico o entrambi come Basquiat

Gente a cui basta fare il contrario come Bastian

Per darsi più arie di quante ne abbia composte Bach Sebastian

Per questo sei stato arrestato

Tu credi nella favola della libera tasca nel libero strato

Camillo Benso si è sbagliato

L’unica Libertas è quella che sta sullo scudo crociato

 

Ripetiamo:

In nomine libertatis vincula edificamus

In nomine libertatis vincula edificamus

In nomine veritatis mendacia efferimus

In nomine veritatis mendacia efferimus

 

Fratello tu non mettere le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

Io so che fai tu con le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

Fratello tu non mettere le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

Lo so che fai tu con le mani in tasca

Le mani in tasca le mani in tasca

 

In nomine veritatis mendacia efferimus

 

È assurdo! Sono in prigione perché porto le tasche!

È l’effetto farfalla, ragazzo. Chi modifica il passato stravolge il presente.

Riporta Ilaria nel suo tempo o il corso degli eventi non sarà mai più lo stesso.

Guarda il video di Non mettere le mani in tasca:

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Non Siete Stato Voi

Testo Non Siete Stato Voi:

Non siete Stato voi che parlate di libertà

Come si parla di una notte brava dentro i lupanari

Non siete Stato voi che

Trascinate la nazione dentro il buio

Ma vi divertite a fare i luminari

Non siete Stato voi che siete uomini di polso

Forse perché circondati da una manica di idioti

Non siete Stato voi che sventolate il tricolore

Come in curva e tanto basta per sentirvi patrioti

Non siete Stato voi né il vostro parlamento

Di idolatri pronti a tutto per ricevere un’udienza

Non siete Stato voi che comprate voti con la propaganda

Ma non ne pagate mai la conseguenza

Non siete Stato voi che stringete tra le dita

Il rosario dei sondaggi sperando che vi rinfranchi

Non siete Stato voi che risolvete il dramma dei disoccupati

Andando nei salotti a fare i saltimbanchi

Non siete Stato voi

Non siete Stato voi

 

Non siete Stato voi uomini boia con la divisa

Che ammazzate di percosse i detenuti

Non siete Stato voi con gli anfibi

sulle facce disarmate prese a calci

come sacchi di rifiuti

Non siete Stato voi che mandate i vostri figli al fronte

come una carogna da una iena che la spolpa

Non siete Stato voi che rimboccate le bandiere

Sulle bare per addormentare ogni senso di colpa

Non siete Stato voi maledetti forcaioli impreparati

Sempre in cerca di un nemico per la lotta

Non siete Stato voi che brucereste come streghe

Gli immigrati salvo venerare quello nella grotta

Non siete Stato voi col busto del duce sugli scrittoi

E la costituzione sotto i piedi

Non siete Stato voi che meritereste d’essere estripati

Come la malerba dalle vostre sedi

Non siete Stato voi

Non siete Stato voi

 

Non siete Stato voi che brindate con il sangue

Di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure

Non siete Stato voi che vorreste dare voce

A quotidiani di partito muti come sepolture

Non siete Stato voi che fate leggi su misura

Come un paio di mutande a seconda dei genitali

Non siete Stato voi che trattate chi vi critica

Come un randagio a cui tagliare le corde vocali

Non siete Stato voi, servi, che avete noleggiato

Costumi da sovrani con soldi immeritati,

Siete voi confratelli di una loggia che poggia

Sul valore dei privilegiati come voi

Che i mafiosi li chiamate eroi

E che il corrotto lo chiamate pio

E ciascuno di voi, implicato in ogni sorta di reato

Fissa il magistrato e poi giura su Dio:

“Non sono stato io”

Guarda il video di Non Siete Stato Voi:

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